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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Chiesto il rinvio a giudizio per la barista 37enne di Casier

TRAVOLTO SUL CAVALCAVIA: IN AULA FEDERICA DAMETTO

La donna investì e uccise Enrico Scarabello a San Giuseppe



TREVISO
- Omicidio colposo, omissione di soccorso, guida in stato d'ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti. Sono queste le accuse contestate dalla Procura di Treviso, che ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio, a Federica Dametto, la barista 37enne di Casier accusata di aver investito e ucciso giovedì 3 settembre, lungo il cavalcavia di San Giuseppe, Enrico Scarabello, suo coetaneo residente a Carbonera.

Gli inquirenti hanno infatti ricevuto gli esiti delle perizie che erano state disposte in sede di indagini preliminari e, analizzati gli atti, hanno deciso di spedire la 37enne a processo. La Procura, a differenza di quanto sostenuto dalla difesa (che ha chiesto e ottenuto che la barista venisse nuovamente interrogata), esclude un ipotetico concorso di colpa dovuto al fatto che Enrico Scarabello e la moglie Elisa Zanardo stessero camminando lungo il cavalcavia in un punto in cui non avrebbero potuto. Esclusi inoltre fattori esterni che possano aver contribuito a rendere la coppia “invisibile”: l'illuminazione era infatti buona, il manto stradale asciutto e la visibilità perfetta per il tratto di strada.

Federica Dametto, tramite il suo legale, aveva anche presentato richiesta di revoca della misura cautelare (ha l'obbligo di dimora nel comune di Casier e il divieto di assentarsi di notte dalla propria abitazione), che è stata però rigettata. L'udienza preliminare non è ancora stata fissata e l'imputata ha la facoltà di decidere se optare per un rito alternativo, che in caso di condanna porterebbe alla riduzione di un terzo della pena. La barista, dopo aver investito e ucciso Enrico Scarabello, era stata trovata con un tasso alcolemico di 3,1 g/l. I test tossicologici successivi avevano poi stabilito che guidava anche sotto l'effetto di metadone e di EDDP (una sostanza sintetica derivata proprio dal metadone).