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Golf
PILLOLE DI GOLF/147: NUOVE TECNOLOGIE, DIVERTIMENTO E SOLIDARIETÀ

Due gare speciali con Bags4dream, Fuorilimite e Par 108


MARTELLAGO - Di questi tempi, freddi e umidi, non si avverte un grosso stimolo a partecipare ad una gara di Golf, salvo che l’attrazione non sia generata dalla simpatia degli ospiti. Ecco, le persone e l’armonia tra quest’insieme di associazioni, dedite a far beneficenza...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/146: ARBITRI, GARA E SUMMIT A MODENA

Il resoconto dell'incontro annuale dell'Aiag


MODENA - L’ Associazione Italiana Arbitri Golf, che annovera 171 arbitri italiani, tra i quali il sottoscritto, tutti gli anni...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/145: ALLA DANIMARCA LA COPPA DEL MONDO

Sesta la coppia azzurra Molinari - Manassero


MELBOURNE - Completate le tappe dell’European Tour 2016, c’è ora (24-27 novembre), la 58esima edizione della Coppa del Mondo, la ISPS Handa World of Golf. Un grande torneo, completamente diverso da quelli abituali, una gara di coppia. Si gioca al Kingston Heath GC - PAR 72 di...continua

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Treviso, il giallo del denaro sparito: forse è finito in conti esteri

CRICCA DEI FALLIMENTI, GLI ARRESTATI DI FRONTE AL GIP

Potrebbe allungarsi la lista delle aziende fatte fallire


TREVISO - Compariranno oggi di fronte al gip del tribunale di Treviso, Silvio Maras, per l'interrogatorio di garanzia, i componenti della cricca specializzata nello svuotare aziende decotte e che ha portato all'arresto di Nicolò Corso, commercialista di San Vendemiano e vertice dell'organizzazione, Vincenzo Zanato, ultrasettantenne con vari precedenti alle spalle e che fungeva da prestanome. Entrambi sono rinchiusi nel carcere di Santa Bona. Agli arresti domiciliari si trovano invece Mario Pietrangelo, commercialista ed ex finanziere, Teresa Calamia, ex moglie di Nicolò Corso, Mario Buso, consulente aziendale e Benedetta Russo Colleone, avvocato e figlia del noto avvocato Benedetto Russo Colleone. La lista di aziende che l'organizzazione avrebbe condotto al crack nel corso del 2014 comprende per ora la “Inox film” e la “Alufilm” di Salgareda, “Vetreria veneta” e “La Food group” di Conegliano, la “Power srl” e la “Off interni” di Pieve di Soligo, la “Off interni” di Maserada.

La lista però, secondo gli inquirenti, sarebbe destinata ad allungarsi: vi sarebbero infatti altre aziende, legate alla cricca, che avrebbero potuto fare la stessa fine ma sono state fatte fallire preventivamente dal tribunale di Treviso. La tecnica adottata dai bancarottieri era semplice ma allo stesso tempo raffinata: acquisivano quote di società ormai sull'orlo del baratro, la intestavano ad un prestanome (Vincenzo Zanato, un vero professionista del settore che compare come intestatario), trasferivano la sede prima a Roma e poi all'estero (solitamente in sudamerica) per evitare pendenze fiscali e poi le spolpavano di ogni bene, portandole al crack.

Meno chiaro è il destino dei 7,7 milioni di euro che il gruppo ha ottenuto dalla vendita dei beni delle società decotte. Buona parte del denaro veniva fatto transitare, con tranche fino a 100mila euro, nei conti correnti della filiale della “banca della Marca” di Cordignano, grazie alla complicità dell'ex direttore, Renzo Rumer, licenziato dall'istituto di credito e nella lista dei 18 indagati dell'inchiesta. Ma che fine hanno fatto i soldi? Per ora nessun sequestro è stato eseguito. Il denaro, si sospetta, potrebbe essere finito all'estero, investito in beni immobili e non solo ma anche speso per fare “la bella vita”.