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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Interrogati i sei arrestati per un crac da 8 milioni di euro

BANCAROTTIERI SERIALI: "NON ABBIAMO FATTO NULLA"

Tre scelgono il silenzio, gli altri parlano e chiedono la libertà



TREVISO
– Vincenzo Zanato, Mario Buso e Teresa Calamia si sono avvalsi della facoltà di non rispondere: i primi due presenteranno ricorso al tribunale del riesame per tornare liberi mentre la terza ha già presentato richiesta di revoca della misura cautelare. Depositando una serie di documenti, e rispondendo alla domande del giudice, hanno chiesto la revoca della misura anche Nicolò Corso, Benedetta Collerone Russo e Mario Pietrangelo, che hanno tutti respinto punto su punto le accuse mosse contro di loro dalla Procura di Treviso. Il primo, commercialista di San Vendemiano, è considerato dagli inquirenti il vertice dell'organizzazione. Zanato, al momento ancora in carcere come Corso, avrebbe ricoperto invece il ruolo di prestanome. Gli altri, tutti ai domiciliari, attendono che il gip sciolga la riserva in merito alla loro posizione. La lista di aziende che l'organizzazione avrebbe condotto al crack nel corso del 2014 comprende per ora la “Inox film” e la “Alufilm” di Salgareda, “Vetreria veneta” e “La Food group” di Conegliano, la “Power srl” e la “Off interni” di Pieve di Soligo, la “Off interni” di Maserada. La tecnica adottata dai bancarottieri era semplice ma allo stesso tempo raffinata: acquisivano quote di società ormai sull'orlo del baratro, la intestavano ad un prestanome (Vincenzo Zanato, un vero professionista del settore che compare come intestatario), trasferivano la sede prima a Roma e poi all'estero (solitamente in sudamerica) per evitare pendenze fiscali e poi le spolpavano di ogni bene, portandole al crack. Meno chiaro è il destino dei 7,7 milioni di euro che il gruppo ha ottenuto dalla vendita dei beni delle società decotte. Buona parte del denaro veniva fatto transitare, con tranche fino a 100mila euro, nei conti correnti della filiale della “banca della Marca” di Cordignano, grazie alla complicità dell'ex direttore, Renzo Rumer, licenziato dall'istituto di credito e nella lista dei 18 indagati dell'inchiesta