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Golf
PILLOLE DI GOLF/173: U.S. OPEN TRA SORPRESE E MONTEPREMI RECORD

Vince Brooks Koepka, dopo un'ecatombe di big


ERIN (USA) - È partito il 15 giugno dal Wisconsin, il secondo major della stagione, il più importante, l’US Open. Si è giocato sul tracciato dell’“Erin Hills”, un campo straordinario, e un ricchissimo montepremi, 12 milioni di dollari, il più alto...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/172: RENATO PARATORE NUOVA STELLA DEL GOLF ITALIANO

Il ventenne coglie il successo al Nordea Masters.


BARSEBACK - Una nuova stella si è affacciata sul firmamento del Golf italiano. Si chiama Renato Paratore; è romano, ventenne, ma ha ormai testimoniato grande talento, e un’incredibile maturità. Incisivo e determinato come un vero Campione, ha colto il successo di questa...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/171: IL TORNEO AIGG ARRIVA IN VENETO

Settima e ottava tappa a Ca' della Nave e al Montecchia


MARTELLAGO/SELVAZZANO DENTRO - Dopo i Campi romani, dopo la Felsinea, dopo la Toscana, toccava al Veneto ospitare, l’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti, nel suo tour nazionale. Lo ha fatto accogliendo nei suoi bei Campi i giornalisti, all’avvio nel “girone di...continua

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Interrogati i sei arrestati per un crac da 8 milioni di euro

BANCAROTTIERI SERIALI: "NON ABBIAMO FATTO NULLA"

Tre scelgono il silenzio, gli altri parlano e chiedono la libertą



TREVISO
– Vincenzo Zanato, Mario Buso e Teresa Calamia si sono avvalsi della facoltà di non rispondere: i primi due presenteranno ricorso al tribunale del riesame per tornare liberi mentre la terza ha già presentato richiesta di revoca della misura cautelare. Depositando una serie di documenti, e rispondendo alla domande del giudice, hanno chiesto la revoca della misura anche Nicolò Corso, Benedetta Collerone Russo e Mario Pietrangelo, che hanno tutti respinto punto su punto le accuse mosse contro di loro dalla Procura di Treviso. Il primo, commercialista di San Vendemiano, è considerato dagli inquirenti il vertice dell'organizzazione. Zanato, al momento ancora in carcere come Corso, avrebbe ricoperto invece il ruolo di prestanome. Gli altri, tutti ai domiciliari, attendono che il gip sciolga la riserva in merito alla loro posizione. La lista di aziende che l'organizzazione avrebbe condotto al crack nel corso del 2014 comprende per ora la “Inox film” e la “Alufilm” di Salgareda, “Vetreria veneta” e “La Food group” di Conegliano, la “Power srl” e la “Off interni” di Pieve di Soligo, la “Off interni” di Maserada. La tecnica adottata dai bancarottieri era semplice ma allo stesso tempo raffinata: acquisivano quote di società ormai sull'orlo del baratro, la intestavano ad un prestanome (Vincenzo Zanato, un vero professionista del settore che compare come intestatario), trasferivano la sede prima a Roma e poi all'estero (solitamente in sudamerica) per evitare pendenze fiscali e poi le spolpavano di ogni bene, portandole al crack. Meno chiaro è il destino dei 7,7 milioni di euro che il gruppo ha ottenuto dalla vendita dei beni delle società decotte. Buona parte del denaro veniva fatto transitare, con tranche fino a 100mila euro, nei conti correnti della filiale della “banca della Marca” di Cordignano, grazie alla complicità dell'ex direttore, Renzo Rumer, licenziato dall'istituto di credito e nella lista dei 18 indagati dell'inchiesta