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Golf
PILLOLE DI GOLF/156: SERGIO GARCIA ╚ IL MIGLIORE AL DESERT CLASSIC

A Dubai grandi nomi e... neve, delude Tiger Woods


DUBAI - Dal 2 al 5 febbraio, l’evento dell’European Tour che ha visto la partecipazione di Tiger Woods, e cui prendevano parte anche gli azzurri Matteo Manassero, Renato Paratore e Nino Bertasio. All’Emirates GC di Dubai Par 72. A difendere il titolo, era l’inglese Danny...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/155: I 25 ANNI DEL CLUB "I SALICI" DI TREVISO

Tra gli eventi per l'anniversario anche una Lousiana a due


TREVISO - Domenica 29 gennaio è partita la prima delle gare di corollario, al festeggio delle nozze d’argento che il Golf Club "I Salici" di Treviso celebra quest’anno: una gara di coppia, Louisiana a due. Ho avuto l’opportunità di partecipare anch’io, ed...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/154: IL PGA TOUR INGRANA LA QUINTA

Nel torneo in California brilla anche Francesco Molinari


Dopo il brillante finale di stagione 2016 alle Hawaii, Francesco Molinari inizia il 2017 partecipando, dal 19 al 22 gennaio al Careerbuilder Challenge, con cui il PGA Tour ha portato il gioco in California allo Stadium di La Quinta, che ha ben tre percorsi: lo Stadium Course, il Nicklaus Tournament...continua

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Interrogati i sei arrestati per un crac da 8 milioni di euro

BANCAROTTIERI SERIALI: "NON ABBIAMO FATTO NULLA"

Tre scelgono il silenzio, gli altri parlano e chiedono la libertÓ



TREVISO
– Vincenzo Zanato, Mario Buso e Teresa Calamia si sono avvalsi della facoltà di non rispondere: i primi due presenteranno ricorso al tribunale del riesame per tornare liberi mentre la terza ha già presentato richiesta di revoca della misura cautelare. Depositando una serie di documenti, e rispondendo alla domande del giudice, hanno chiesto la revoca della misura anche Nicolò Corso, Benedetta Collerone Russo e Mario Pietrangelo, che hanno tutti respinto punto su punto le accuse mosse contro di loro dalla Procura di Treviso. Il primo, commercialista di San Vendemiano, è considerato dagli inquirenti il vertice dell'organizzazione. Zanato, al momento ancora in carcere come Corso, avrebbe ricoperto invece il ruolo di prestanome. Gli altri, tutti ai domiciliari, attendono che il gip sciolga la riserva in merito alla loro posizione. La lista di aziende che l'organizzazione avrebbe condotto al crack nel corso del 2014 comprende per ora la “Inox film” e la “Alufilm” di Salgareda, “Vetreria veneta” e “La Food group” di Conegliano, la “Power srl” e la “Off interni” di Pieve di Soligo, la “Off interni” di Maserada. La tecnica adottata dai bancarottieri era semplice ma allo stesso tempo raffinata: acquisivano quote di società ormai sull'orlo del baratro, la intestavano ad un prestanome (Vincenzo Zanato, un vero professionista del settore che compare come intestatario), trasferivano la sede prima a Roma e poi all'estero (solitamente in sudamerica) per evitare pendenze fiscali e poi le spolpavano di ogni bene, portandole al crack. Meno chiaro è il destino dei 7,7 milioni di euro che il gruppo ha ottenuto dalla vendita dei beni delle società decotte. Buona parte del denaro veniva fatto transitare, con tranche fino a 100mila euro, nei conti correnti della filiale della “banca della Marca” di Cordignano, grazie alla complicità dell'ex direttore, Renzo Rumer, licenziato dall'istituto di credito e nella lista dei 18 indagati dell'inchiesta