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Golf
PILLOLE DI GOLF/169: SPETTACOLO E INNOVAZIONE: È GOLFSIXES

A Londra, l'European Tour sperimenta una nuova formula


LONDRA - Al Centurion Club di St. Albands, a Londra, l’evento inaugurale di questo rivoluzionario agone, il “GolfSixes”, che assegna un premio di un milione di euro. Con tale torneo Keith Pelley, il ceo del Tour Europeo, intende rinnovare un po’ gli schemi...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/168: FESTA IN PIAZZA A MARTELLAGO CON IL GOLF

Anche lo sport protagonista nella tradizionale manifestazione nella cittadina veneziana


MARTELLAGO - Martellago è una cittadina dell’entroterra veneziano vocata e particolarmente attenta al settore primario, l’agricoltura. Gli abitanti sono laboriosi, e attaccati alle memorie del passato. Nel 1945, alla fine del disastroso conflitto mondiale, entrò in uso per...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/167: SU IL SIPARIO SULL'ITALIAN PRO TOUR 2017

Enrico Di Nitto si aggiudica il 78° Open Nazionale


CERVIA - Si è alzato il sipario sull’Italian Pro Tour 2017, il circuito di gare nazionali e internazionali che, per dirla con le parole del Presidente FIG “riveste da anni un ruolo decisivo per accrescere la competitività dei nostri giocatori, ed è linfa vitale per...continua

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Barbiero (Cgil): "Mobilitazione contro la riforma del governo"

QUASI 52MILA LE PENSIONI DI REVERSIBILITÀ NELLA MARCA

Per l'85% vedove, assegno medio sotto i 600 euro lordi


TREVISO - Esplode anche nella Marca la polemica sulla revisione delle pensioni di reversibilità, prevista dal ddl del Governo. A lanciare l’allarme lo Spi Cgil di Treviso, spiegando che considerare le pensioni di reversibilità come una prestazione assistenziale e pertanto ancorarle all’Isee possa limitarne fortemente il numero in futuro, permettendone l’erogazione solo a chi abbia un reddito molto basso.
Al momento la pensione di reversibilità ha dei limiti, dovuti però soprattutto al numero dei familiari e al suo ammontare: è pari al 60% della pensione del familiare deceduto se va solo al coniuge, all’80% se c'è anche un figlio e al 100% se ci sono due o più figli. Inoltre la pensione è tagliata del 25% se è superiore a 1.500 euro mensili (tre volte la pensione minima), del 40% se supera 2.000 euro (4 volte), e del 50% se supera i 2.500.

Ma con il ddl del Consiglio dei Ministri cambia tutto: infatti si prevede una "razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale, nonché di altre prestazioni anche di natura previdenziale, sottoposte alla prova dei mezzi". Dunque a giustificare l’erogazione delle pensioni di reversibilità non saranno più i contributi versati durante tutta la vita lavorativa da parte del lavoratore che avrebbe avuto diritto all’assegno se non fosse morto prematuramente, ma lo stato di bisogno dei familiari. Le nuove norme si applicano solo alle pensioni future, non a quelle in essere. Sono 247.922 le pensioni attualmente erogate in provincia di Treviso, pari in media a 859,60 euro lordi mensili. Se si dovesse stimare, il provvedimento del Governo, nella Marca, andrebbe oggi a toccare una platea di 51.695 pensionati, dei quali per l’85% donne, che percepiscono mediamente un assegno previdenziale pari a 573,60 euro mensili lordi.
“Sono contributi effettivamente versati, per anni, per un’intera vita di lavoro – tuona Paolino Barbiero, segretario generale Spi Cgil di Treviso - la previdenza non può essere considerata un tesoretto per risanare i conti dello Stato ma un diritto intoccabile che regge le sorti dei già troppo fragili redditi delle nostre famiglie. Se dovranno esserci interventi di razionalizzazione – spiega il segretario generale Spi Cgil di Treviso - si guardino le rendite derivanti da incarichi politici e le pensioni che fanno capo a redditi elevati, non si può far cassa in una guerra tra poveri. Ma non solo, si metta mano alla trattenuta ex Onpi versata da tutti i pensionati, nata nel 1948 al fine di sostenere l’assistenza agli anziani e, sebbene l’Inps continui a incamerarla, la cui destinazione non è più nota dal 1984. Un fondo – sottolinea Paolino Barbiero - che se modulato secondo i principi di equità potrebbe, senza toccare i diritti previdenziali, ridare fiato alle casse dello Stato”.
“Siamo pronti alla mobilitazione. Facciamo anche appello alle nostre Istituzioni Venete e trevigiane, in particolar modo ai parlamentari eletti nel nostro territorio, perché prendano una chiara e netta posizioni in merito - conclude Barbiero -, per non abbandonare a un triste futuro i pensionati di domani che già, a causa della precarietà del mercato del lavoro e delle nuove norme in materia previdenziale, riceveranno una pensione decisamente inferiore dei loro nonni e dei loro genitori”.