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Golf
PILLOLE DI GOLF/161: AL VIA IL PRIMO PROGETTO DI LAVORO LEGATO ALLA RYDER CUP 2022

Studenti e università coinvolte per aumentare i praticanti


ROMA - Nell’ottica di sviluppare una maggior diffusione di questo sport in Italia, rendendolo sempre più popolare e accessibile, il Golf è diventato materia di studio. Gian Paolo Montali, Direttore Generale del Progetto Ryder Cup 2022, nella sala Auditorium del Palazzo delle...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/160: MATTEO MANASSERO IN LUCE NELL'INDIAN OPEN

A New Delhi trionfa l'idolo di casa Chawrasia


NEW  DELHI - Siamo ancora nelle maglie dell’Asia, bisogna attendere maggio perché il Tour Europeo che continua il suo peregrinare lontano dall’Europa, approdi nel vecchio continente. Ora, dal 9 al 12 marzo si gioca Hero Indian Open, organizzato in collaborazione con Asian...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/159: INQUIETUDINI SULLA RYDER CUP A ROMA

Il prestigioso torneo in Italia nel 2022, ma manca la fidejussione


ROMA - La più prestigiosa competizione internazionale di golf, la Ryder Cup, di cui l’Italia si è aggiudicata la candidatura per il 2022, subisce qualche tentennamento. Il 14 dicembre 2015 la FIG era riuscita a far attribuire all’Italia il diritto di essere Paese...continua

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Barbiero (Cgil): "Mobilitazione contro la riforma del governo"

QUASI 52MILA LE PENSIONI DI REVERSIBILITÀ NELLA MARCA

Per l'85% vedove, assegno medio sotto i 600 euro lordi


TREVISO - Esplode anche nella Marca la polemica sulla revisione delle pensioni di reversibilità, prevista dal ddl del Governo. A lanciare l’allarme lo Spi Cgil di Treviso, spiegando che considerare le pensioni di reversibilità come una prestazione assistenziale e pertanto ancorarle all’Isee possa limitarne fortemente il numero in futuro, permettendone l’erogazione solo a chi abbia un reddito molto basso.
Al momento la pensione di reversibilità ha dei limiti, dovuti però soprattutto al numero dei familiari e al suo ammontare: è pari al 60% della pensione del familiare deceduto se va solo al coniuge, all’80% se c'è anche un figlio e al 100% se ci sono due o più figli. Inoltre la pensione è tagliata del 25% se è superiore a 1.500 euro mensili (tre volte la pensione minima), del 40% se supera 2.000 euro (4 volte), e del 50% se supera i 2.500.

Ma con il ddl del Consiglio dei Ministri cambia tutto: infatti si prevede una "razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale, nonché di altre prestazioni anche di natura previdenziale, sottoposte alla prova dei mezzi". Dunque a giustificare l’erogazione delle pensioni di reversibilità non saranno più i contributi versati durante tutta la vita lavorativa da parte del lavoratore che avrebbe avuto diritto all’assegno se non fosse morto prematuramente, ma lo stato di bisogno dei familiari. Le nuove norme si applicano solo alle pensioni future, non a quelle in essere. Sono 247.922 le pensioni attualmente erogate in provincia di Treviso, pari in media a 859,60 euro lordi mensili. Se si dovesse stimare, il provvedimento del Governo, nella Marca, andrebbe oggi a toccare una platea di 51.695 pensionati, dei quali per l’85% donne, che percepiscono mediamente un assegno previdenziale pari a 573,60 euro mensili lordi.
“Sono contributi effettivamente versati, per anni, per un’intera vita di lavoro – tuona Paolino Barbiero, segretario generale Spi Cgil di Treviso - la previdenza non può essere considerata un tesoretto per risanare i conti dello Stato ma un diritto intoccabile che regge le sorti dei già troppo fragili redditi delle nostre famiglie. Se dovranno esserci interventi di razionalizzazione – spiega il segretario generale Spi Cgil di Treviso - si guardino le rendite derivanti da incarichi politici e le pensioni che fanno capo a redditi elevati, non si può far cassa in una guerra tra poveri. Ma non solo, si metta mano alla trattenuta ex Onpi versata da tutti i pensionati, nata nel 1948 al fine di sostenere l’assistenza agli anziani e, sebbene l’Inps continui a incamerarla, la cui destinazione non è più nota dal 1984. Un fondo – sottolinea Paolino Barbiero - che se modulato secondo i principi di equità potrebbe, senza toccare i diritti previdenziali, ridare fiato alle casse dello Stato”.
“Siamo pronti alla mobilitazione. Facciamo anche appello alle nostre Istituzioni Venete e trevigiane, in particolar modo ai parlamentari eletti nel nostro territorio, perché prendano una chiara e netta posizioni in merito - conclude Barbiero -, per non abbandonare a un triste futuro i pensionati di domani che già, a causa della precarietà del mercato del lavoro e delle nuove norme in materia previdenziale, riceveranno una pensione decisamente inferiore dei loro nonni e dei loro genitori”.