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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Treviso, i cyber-criminali chiedono un riscatto fino a 2mila euro

CRYPTOLOCKER: DECINE DI AZIENDE TREVIGIANE COLPITE

Il virus mette ko i sistemi informatici, dati resi inservibili


TREVISO - "Cryptolocker": è questo il nome di un virus informatico che avrebbe già colpito in almeno un centinaio di aziende trevigiane nei settori più disparati: dalle fabbriche agli studi commercialistici o di avvocati, passando per attività artigianali e piccole realtà imprenditoriali. A lanciare l'allarme è la polizia postale di Treviso che quotidianamente, dall'inizio del 2016, riceve segnalazioni e denunce di casi riguardanti “Cryptolocker”. Il fenomeno corre sulla rete sotto forma di e-mail che, una volta aperta, scatena un virus in grado di crittografare al malcapitato tutti i dati riguardanti fornitori, bilanci, commesse e altro rendendo di fatto irrecuperabili le informazioni aziendali. L’unica soluzione prospettata dai cyber-malviventi per risolvere il problema è quella di pagare un "riscatto" con una formula particolare di valore economico, il sistema di pagamento di moneta virtuale, cioè il bitcoin.
A finire nel mirino, segnala la polizia postale, non solo le aziende ma anche i privati cittadini. Nella mail-esca, con diciture come Agenzia delle Entrate, Enel Poste o SDA, il destinatario viene invitato per "ricevere maggiori informazioni al riguardo", ad aprire l’allegato mascherato da file PDF normale. In realtà si tratta di un eseguibile che lancerà una serie di comandi che in pochi attimi rende inservibile la rete aziendale , con la successiva perdita dei dati custoditi. Gli autori del raggiro in web vogliono quindi soldi. Il pagamento deve essere eseguito entro 3 giorni, o altrimenti la chiave di decodifica viene cancellata definitivamente e mai nessuno potrà ripristinare i file.
Il “riscatto” richiesto per ripristinare il sistema informatico va dai 500 ai 2mila euro. Il pagamento del riscatto viene spiegato con una seconda mail che consentirà all'utente di scaricare un software di decifratura con la chiave privata dell'utente già precaricata. Chi ha pagato la somma di denaro chiesta non sempre ha ricevuto la chiave per la decifratura. L’attività di coordinamento delle denuncie raccolte nel territorio nazionale ha permesso di scoprire che il denaro del riscatto è finito in conti aperti nel Corno d’Africa e in Kazakistan. E’ importantissimo non cedere al ricatto, ma attuare delle misure informatiche per contrastare questa nuova minaccia importante minaccia.
In primo luogo occorre avere il software installato nel proprio computer sempre aggiornato e munirsi di un buon antivirus. In secondo luogo è sempre buona norma avere un backup, ovvero una “copia d’emergenza” dei propri file custodita su una macchina fisicamente staccata dalla rete aziendale. Infine, ed è forse il consiglio più importante, non bisogna mai aprire mail non attese o perlomeno verificare l’esatta estensione del file inviato che a prima vista potrebbe sembrare un PDF.