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Golf
PILLOLE DI GOLF/146: ARBITRI, GARA E SUMMIT A MODENA

Il resoconto dell'incontro annuale dell'Aiag


MODENA - L’ Associazione Italiana Arbitri Golf, che annovera 171 arbitri italiani, tra i quali il sottoscritto, tutti gli anni promuove un incontro tra i soci in un Campo da Golf, con l’intento di far chiarezza su qualcosa di particolare emerso nella stagione. Puntualizzare,e...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/145: ALLA DANIMARCA LA COPPA DEL MONDO

Sesta la coppia azzurra Molinari - Manassero


MELBOURNE - Completate le tappe dell’European Tour 2016, c’è ora (24-27 novembre), la 58esima edizione della Coppa del Mondo, la ISPS Handa World of Golf. Un grande torneo, completamente diverso da quelli abituali, una gara di coppia. Si gioca al Kingston Heath GC - PAR 72 di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/144: A DUBAI IL DP WORLD TOUR CHAMPIONSHIP

Vince l'inglese Fitspatrick, ad Henrik Stenson la Race to Dubai


DUBAI - Avevamo lasciato i nostri azzurri sull’European Tour al termine del Turkish Airlines Open, con la speranza che Manassero e Paratore conquistassero in Sud Africa la carta per giocare a Dubai. Paratore ce l’ha fatta, e son contento. Manassero no, e mi dispiace. Restano quindi a...continua

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La rubrica sul mondo golfistico curata da Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/112: AT&T PEBBLE BEACH PRO AM

In California la "super" pro am inserita nel tour Pga



TREVISO -
Una gara poco nota in Italia la Pebble Beach National Pro-Am. Un evento che fa parte del PGA Tour, anzi un suo classico, e del tutto speciale. Sui quattro giri di gara viene calcolato sia il risultato del Pro, più ambìto perché va a interferire sul ranking del Tour, che quello della squadra (Pro Am).

AT&T è l’abbreviazione di "American Telephone and Telegraph Incorporated", la compagnia telefonica statunitense con sede a San Antonio, Texas, che copre 127 nazioni nel mondo. Le sue dimensioni le permettono di sponsorizzare questa Pro Am, con cifre da capogiro.
Si è giocato nella Penisola di Monterey a Pebble Beach in California, sui tre spettacolari percorsi: il Pebble Beach Golf Links (par 72), il Monterey Peninsula CC Shore Course (par 71) e lo Spyglass Hill Golf Course (par 72). Tre Campi bellissimi che hanno però differenti valutazioni, per cui la classifica faceva riferimento al Par del Campo. Il montepremi era di sette milioni di dollari, di cui 1,2 di prima moneta. Per giocare, ogni partecipante doveva versare almeno 1.000$ destinati a beneficenza, seppur che qualcuno ne ha devoluti 50.000. Migliaia sono i volontari che fanno la manutenzione ai tre Campi alla perfezione, ne ricevono in cambio il distintivo, col quale possono seguire da vicino la manifestazione.
Era il 1937 quando Bing Crosby organizzò la prima edizione dell’evento.  Invitò alcuni amici a giocare a golf, raccolse un piccolo incasso, e lo devolvé in beneficenza. Ebbe luogo a Rancho Sante Fe, in California, dove s’impose il leggendario Sam Snead, che nella sua carriera ebbe a stabilire un record: la vittoria di 82 tornei PGA, tra cui sette Major. Nell’albo d’oro della competizione spiccano tutti i grandi nomi che hanno fatto la storia del golf moderno: da Ben Hogan a Tiger Woods, a Dustin Johnson. Ogni anno sono 150.000 e forse anche di più, gli spettatori presenti, che seguono con intensa emozione.
Il torneo è andato in scena da giovedì 11 a domenica 14 febbraio, ed è l’unico torneo del PGA che viene giocato da dilettanti, a fianco di grandi professionisti. Grandi nomi dell’imprenditoria, atleti famosi di varie specialità, attori di Hollywood, corrono per la Pro Am. Un totale di 156 celebrità internazionali, ognuno di loro associato a un professionista del PGA, protagonista del Tour. C’è da dire che, sono sì amatori, ma sono anche bravi giocatori, con hcp a una cifra. Quest’anno ancora non so, ma lo scorso anno in beneficenza sono andati oltre 9 milioni di dollari. Assente suo malgrado Rory McIlroy, gli occhi erano puntati su Jordan Spieth, Jason Day e Rickie Fowler. Tutti ben determinati alla battaglia sportiva, l’obiettivo era il titolo, difeso da Brandt Snedeker che lo aveva conquistato nel 2015 con 265 punti (-22), un vero record.
Le quattro tornate: Nel primo round il miglior punteggio è stato di Freddie Jacobson con 65 colpi, nella seconda di Phil Mickelson con 65, nella terza ancora lui con 66. Phil Mickelson, psicologo californiano che sperava ormai di avere la vittoria in tasca, fin qui aveva giocato molto bene. Al quarto giro era un po’ sceso di brillantezza, ma aveva ancora il torneo alla sua portata mentre sulle ultime buche si avviava verso la costa del Pacifico. Una stupida sbordata della palla nel gioco dell’ultima buca, significò il deciso voltafaccia della fortuna. Pattava per il birdie, un putt corto, poco più di un metro. La palla ci entra per metà, gira per mezza buca intorno al bordo, ed esce. L’effetto della forza centrifuga! Una sbordata da un milione duecentomila dollari. Non gli è permesso di fare il play off, lascia a Vaughn Taylor la gloria e il denaro. Non era certo tra i più favoriti Taylor, era stato un grande della Ryder Cup, ma erano ormai dieci anni che non vinceva . Era giunto a Pebble Beach nella speranza di riuscire a conquistarsi la carta per il prossimo PGA, giacché aveva dovuto rinunciare al torneo in Colombia. Con una magica fase finale, cinque birdie nelle ultime nove buche, ha ritrovato tutta la classe che da un po’ si era resa contumace. Si è qualificato e ha vinto, seppur all’ultimo istante, la AT & T Pebble Beach National Pro-Am (70 68 67 65) -17.Ha guadagnato 1.260.000 $, una cifra superiore a quanto avesse intascato negli ultimi tre anni nel Tour. E buon per lui, con (64 68 63 62 -30), ha vinto anche la Pro Am in accoppiata con Gregg Ontiveros , un personaggio speciale CEO del gruppo “O”, uno dei più grandi gruppi ispanici negli S.U., con 1.500 dipendenti. Decisivo, nella vittoria in Pro Am, il gioco di Ontiveros.
Paolo Pilla


Qui il link, preparato dalla PGA, per guardare i migliori colpi della settimana.




 


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