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Golf
PILLOLE DI GOLF/146: ARBITRI, GARA E SUMMIT A MODENA

Il resoconto dell'incontro annuale dell'Aiag


MODENA - L’ Associazione Italiana Arbitri Golf, che annovera 171 arbitri italiani, tra i quali il sottoscritto, tutti gli anni promuove un incontro tra i soci in un Campo da Golf, con l’intento di far chiarezza su qualcosa di particolare emerso nella stagione. Puntualizzare,e...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/145: ALLA DANIMARCA LA COPPA DEL MONDO

Sesta la coppia azzurra Molinari - Manassero


MELBOURNE - Completate le tappe dell’European Tour 2016, c’è ora (24-27 novembre), la 58esima edizione della Coppa del Mondo, la ISPS Handa World of Golf. Un grande torneo, completamente diverso da quelli abituali, una gara di coppia. Si gioca al Kingston Heath GC - PAR 72 di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/144: A DUBAI IL DP WORLD TOUR CHAMPIONSHIP

Vince l'inglese Fitspatrick, ad Henrik Stenson la Race to Dubai


DUBAI - Avevamo lasciato i nostri azzurri sull’European Tour al termine del Turkish Airlines Open, con la speranza che Manassero e Paratore conquistassero in Sud Africa la carta per giocare a Dubai. Paratore ce l’ha fatta, e son contento. Manassero no, e mi dispiace. Restano quindi a...continua

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L'intervista a Augusta Parizzi, assessore al sociale di Cadoneghe

"TRACCE DI MEMORIE", GLI OVER 65 DIVENTANO ATTORI DI SÉ STESSI

Gli esiti del laboratorio teatrale sul tema del lavoro


CADONEGHE – E' stato un vero e proprio “debutto” quello vissuto domenica scorsa dai 23 partecipanti di “Tracce di memorie”, laboratorio di narrazione teatrale per uomini e donne over 65 promosso e sostenuto dall’Assessorato ai Servizi sociali del Comune di Cadoneghe e ideato e condotto da Loris Contarini e Stefano Skalkotos in collaborazione con TOP-Teatri Off Padova.
Al centro il tema del lavoro e della memoria, le esperienze e le storie di vita dei protagonisti che, domenica scorsa, nell'auditorium di Cadoneghe, si sono raccontati per la prima volta in veste di attori davanti a un pubblico.

E dalla narrazione di sé e dall’ascolto prende avvio tutto il percorso, partito oltre un anno fa e negli ultimi mesi concentratosi sull’allestimento dello spettacolo, che ne rappresenta ora la conclusione e una sorta di restituzione. Perché dalle storie dei “ragazzi” –come sono soliti chiamarsi tra loro –, viene fuori un pezzo significativo di memoria collettiva del territorio.
 
«Dai racconti di queste persone – dice l’assessore ai Servizi sociale Augusta Parizzi –, prima raccolti attraverso interviste e poi trasformati per la scena in piccoli ed efficaci monologhi, riprendono vita scorci di quotidianità di un tempo, e insieme le fatiche, le aspettative, i sogni di un’epoca. Il laboratorio, oltre che di incontro e socializzazione, è infatti stato un’occasione di confronto intorno ai temi della memoria e del lavoro, in cui ciascuno si è in qualche modo anche guardato indietro, e con il racconto di sé e della propria storia ha ricostruito insieme agli altri una visione e un mondo del lavoro così diversi rispetto a quelli attuali. Il tema attorno al quale è maturato il progetto è il lavoro, un argomento di grande attualità che abbiamo voluto sviluppare attraverso il confronto intergenerazionale. Sono storie semplici, di vissuti, sogni, emozioni che hanno costituito in questi anni il nostro tessuto sociale».
 
A guidare i partecipanti del laboratorio nella costruzione della narrazione di sé, attraverso le tecniche e gli strumenti del teatro, gli attori e registi Loris Contarini e Stefano Skalkotos, autori anche della drammaturgia dello spettacolo: «Il laboratorio è stato pensato per gli anziani, perché ragionando delle cose che oggi stiamo perdendo e di quelle che stiamo cercando, loro sono centrali – spiegano –. Ci interessa la loro memoria, certo, ma ci interessa ancora di più il loro presente: entrambi ci riguardano. Il teatro è fatto di e per le persone: perciò ci piace pensare che progetti come questo ribadiscano il ruolo del teatro nella sua funzione sociale e civile, oltre che artistica». Ad affiancare Contarini e Skalkotos la danzatrice Sandra Zabeo, che si è occupata della dimensione del corpo e del movimento. I partecipanti hanno anche collaborato all’allestimento dello spettacolo e alla realizzazione di alcuni oggetti di scena.
 
Intorno a un tema così delicato e oggi difficile com’è quello del lavoro, è nato anche un coinvolgente dialogo tra generazioni: emozionante è stato l’incontro dei partecipanti al laboratorio con alcuni giovani coinvolti nel progetto “Start Up”, realizzato dall’Amministrazione comunale con il sostegno del Fondo straordinario di solidarietà della Fondazione Cariparo.