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Golf
PILLOLE DI GOLF/152: IN SUDAFRICA, EDO MOLINARI TRA I PROTAGONISTI

Nella tappa "australe" dell'European Tour si impone l'inglese Storm


Edoardo Molinari, Nino Bertasio e il dilettante romano Philip Geerts, sono gli azzurri impegnati nel torneo BMW South African Open dell’European Tour, combinato con il Sunshine Tour, in atto dal 12 al 15 gennaio. Il Campo di gioco è il Glendower (par 72) di City of Ekurhuleni. Il...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/151: GLI AZZURRI ALLA QUALIFICAZIONE PER IL TOUR ASIATICO

Alle Hawaii via al Pga: nel torneo dei campioni comanda Justin Thomas


Due interessanti manifestazioni in questi giorni, alle Hawaii e in Tailandia: mentre la PGA americana dà il via al torneo riservato ai vincitori della scorsa stagione che segna anche l’inizio del Tour statunitense, gli azzurri Alessandro Tadini (piemontese) e Aron Zemmer (ventiseienne...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/150: IL BILANCIO AZZURRO DI UN ANNO SUI GREEN

Francesco Molinari ancora troppo solo e 4 nuove proette nel Tour


TREVISO - Ha ricevuto pennellate di azzurro da parte dei nostri giocatori, il mondo del professionismo nel 2016; si sono registrati ottimi risultati: di spicco, al consuntivo dell’annata, il trionfo di Francesco Molinari nel 73° Open d’Italia. Altrettanto bene si può dire per...continua

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Il sindacato: "Nessuna situazione di nero diffuso o di sfruttamento"

NELL'AGRICOLTURA DI MARCA IMMIGRATI, MA REGOLARI

L'80% dei lavoratori agricoli è di origine straniera


TREVISO - Quasi l'80% dei lavoratori dell'agricoltura e dell'agro-alimentare trevigiano sono di origine straniera. Non si registrano tuttavia situazione di lavoro nero diffuso o, peggio, di caporalato o sfruttamento come avviene in altre regioni. A dirlo è Andrea Zanin, trevigiano, segretario regionale del sindacato di categoria Fai Cisl, in precedenza a lungo responsabile dell'organizzazione provinciale. "Dal nostro osservatorio non vediamo situazioni di questo tipo. Certo, in un settore vasto e parcellizzato come questo, ci possono essere delle irregolarità, ma si tratta di casi singoli e limitati, non rappresentativi del comparto".
A contribuire alla sostanziale regolarità dell'occupazione nel settore, secondo il sindacalista, sono le ampie possibilità di flessibilità fornite alle aziende da strumenti normativi come i contratti stagionali e i voucher (questi ultimi pure non esenti da critiche secondo la Fai). Per le imprese, dunque, risulta poco conveniente rischiare le pesanti sanzioni conseguenti ai controlli.
I lavoratori immigrati vengono soprattutto dall'Europa Orientale o dall'Africa sub sahariana, in misura decisamente minore dai paesi dell'Nord Africa. Con, in più, alcune specializzazioni etniche: ad esempio, nelle fungaie - segmento significativo nel primario trevigiano - sono occupati moltissimi cinesi, apprezzati per l'abilità manuale richiesta per questa mansione.
“Lo sfruttamento degli irregolari, le forme di caporalato in agricoltura e l’illegalità non sono fenomeni relegati alle coltivazioni di pomodori della Puglia e della Campania, avvengono nel campo vicino a casa. La situazione che da tempo come parti sindacali denunciamo è drammatica e oggi emerge dai fatti di cronaca con tutta la sua violenza e la sua disperazione”. Così Giacomo Vendrame, segretario generale CGIL di Treviso, esprime indignazione e preoccupazione.
“Non possiamo far finta di nulla e non possiamo chiudere le porte dei nostri Municipi ai richiedenti asilo per poi sfruttarli nella clandestinità e nel lavoro irregolare in aziende, laboratori e campi del nostro territorio - dice Giacomo Vendrame -. Ci vuole coerenza, ci vogliono rispetto delle regole e cultura della solidarietà e della legalità. Dove sono quei Sindaci che non accolgono quando avvengono questi gravi fatti sotto le loro finestre - si domanda Vendrame - non servono la politica della pancia, ma l’etica pubblica e l’umanità”.
“Principi fondamentali che dovrebbero essere applicati anche dalle nostre aziende - aggiunge Vendrame - che continuano a chiedere la compressione del costo del lavoro e ulteriori strumenti di flessibilità, che comunque oggi non mancano, per poi cadere nelle logiche dello sfruttamento del lavoro irregolare. Non tutte sono così - sottolinea Vendrame - ma proprio per tutelare chi lavora e produce nella legalità è necessario intensificare i controlli, scovare e severamente condannare gli sfruttatori”.
“Per vincere tutte le sfide di oggi, da qui deve ripartire il nostro territorio - conclude Vendrame - dalla cultura della legalità, dell’accoglienza e del lavoro regolare, di qualità, tutelato e giustamente retribuito”.