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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Tre mesi al gestore di una ricevitoria di piazza dei Signori

SCOMMESSE NON AUTORIZZATE: TITOLARE CONDANNATO

Mancava la concessione del monopolio alla "Stanley Bet Malta"



TREVISO
– Puntate clandestine in piazza dei Signori a Treviso. A finire sotto accusa era stato il titolare della ricevitoria ai piedi della Prefettura per il reato di esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse. Finito di fronte al gup Umberto Donà, è stato condannato a tre mesi di reclusione, pena sospesa. In realtà il motivo del contendere riguardava l'autorizzazione del monopolio riguardo alla società “Stanley Bet Malta”, a cui si appoggiava la ricevitoria. Nonostante la Corte di Giustizia europea avesse già dato più volte ragione all'agenzia di scommesse, il monopolio non aveva mai dato l'autorizzazione a utilizzare quella piattaforma. La ricevitoria di piazza dei Signori, nonostante il diniego della divisione amministrativa della Questura, aveva continuato ad accettare le scommesse dei clienti basandosi proprio sulle sentenze europee che ne avevano sottoscritto il via libera.