Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/178: LIGNANO OPEN, IL 6° APPUNTAMENTO DELL'ITALIAN PRO TOUR 2017

Primo l'austriaco Markus Habeler con 200 colpi, 16 sotto Par


LIGNANO - È tornata al Golf Club Lignano questo importante appuntamento. Anticipato mercoledì 19 luglio da una speciale Pro Am, ha preso il via in grande stile sul tracciato friulano, il Lignano Open, sesto torneo dell’Italian Pro Tour 2017; fa parte del circuito di gare...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/177: I GIORNALISTI GOLFISTI SONO SALITI IN MONTAGNA

Ad Asiago, Petersberg e St. Vigil l'"Alps tour" dell'Aigg


TREVISO - Per il secondo anno consecutivo, con l’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti ci siamo concessi un trio di gare di montagna su mete belle e impegnative, in Veneto e in Alto Adige: il Golf Asiago nell’altipiano dei Sette Comuni, il Petersberg a Monte San Pietro - Nova...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/176: IN PORTOGALLO IL CAMPIONATO EUROPEO DI GOLF PARALIMPICO

Tra i protagonisti azzurri anche Pietro Andrini di Ca' della Nave


QUINTA DO LAGO - È talvolta impressionante pensare a dove può arrivare l’essere umano con la propria volontà. Persone portatrici di gravissimi handicap, come la cecità, che riescono a praticare determinate discipline sportive, financo lo sci. In questo caso...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Confronto con il maestro spagnolo, l'esposizione visitabile fino al primo maggio

TINTORETTO INEDITO PER L'ULTIMO MESE DELLA MOSTRA DI EL GRECO

L'Ultima cena del pittore veneziano esposto a Ca' dei Carraresi


TREVISO - La mostra "El Greco in Italia. Metamorfosi di un Genio", organizzata da Kornice di Andrea Brunello a Treviso a Casa dei Carraresi, a un mese dalla sua chiusura, omaggia il pubblico di studiosi e appassionati di un “ultimo regalo”: un’opera inedita di Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, l'“Ultima Cena”, che arrichisce il percorso espositivo visitabile fino al primo maggio 2016, e a cui El Greco si ispirò per la sua omonima opera presente in mostra.
Il dipinto, un olio su tela databile 1559 circa e appartenente a collezione privata, fu acquistato in Svezia dalla vendita dei beni del Castello Örbyhus (Uppsala), i cui ultimi proprietari avevano rapporti stretti con Hermann Göring, leader della Germania nazista e appassionato collezionista d’arte, dagli attuali proprietari e nel 2009, in seguito a analisi diagnostiche e un accurato restauro, fu finalmente riportato ad splendore il tratto inimitabile ed unico del Tintoretto.  L'"Ultima Cena" s’inserisce nel percorso espositivo in comparazione con ”Ultima Cena” di El Greco (1568/1570) della Pinacoteca Nazionale di Bologna, a riprova del ruolo cruciale che il nostro paese ebbe sull’artista. Fu proprio il suo soggiorno in Italia a cambiarne lo stile fino a trasformare El Greco nel genio visionario che lo ha reso famoso in tutto il mondo.
L’intento del curatore della mostra, il professor Lionello Puppi, uno dei più grandi esperti mondiali del maestro, è stato, infatti, di concepirla come “un cantiere aperto”, non una semplice esposizione, bensì un’occasione di studio e confronto su uno dei periodi più misteriosi de El Greco, la sua permanenza in Italia. Tra le scoperte che hanno maggiormente incuriosito il pubblico, avvenute grazie agli studi condotti dal comitato scientifico in occasione della mostra trevigiana, possiamo citare varie nuove attribuzioni, tra le quali la “Deposizione di Cristo nel Sepolcro” (1570 circa) e “Santa Maddalena Penitente” (1575/1577) del Museu de Montserrat di Barcellona, oltre all’aver portato alla luce tracce sinora sconosciute del suo soggiorno tra le Marche e l’Umbria testimoniate dal “Ciborio di Bettona”, databile 1572/1573, e dall'attribuzione dell’identità del nobile raffigurato nel “Ritratto di Gentiluomo” (1570).
Fino al primo maggio, sarà quindi ancora possibile visitare la mostra che, unica nel suo genere, offre l'opportunità di ammirare le opere appartenenti al periodo italiano de El Greco, il decennio 1567-1576, di cui molte presentate per la prima volta al grande pubblico, e quelle dei grandi artisti del Cinquecento Italiano che influenzarono l'arte del Maestro.
Il progetto scientifico si basa su oltre mezzo secolo di studi del suo curatore, il prof. Lionello Puppi, emerito di Ca’ Foscari, e massimo esperto del periodo giovanile de El Greco, coadiuvato da un Comitato Scientifico internazionale composto da studiosi di prestigiose realtà accademiche: Serena Baccaglini, Alessandra Bigi Iotti, Nano Chatzidakis, Maria Agnese Chiari Moretto Wiel, Robin Cormack, Andrea Donati, Mariella Lobefaro, Maria Paphiti, Paula Revenga Dominguez.