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Golf
PILLOLE DI GOLF/147: NUOVE TECNOLOGIE, DIVERTIMENTO E SOLIDARIETÀ

Due gare speciali con Bags4dream, Fuorilimite e Par 108


MARTELLAGO - Di questi tempi, freddi e umidi, non si avverte un grosso stimolo a partecipare ad una gara di Golf, salvo che l’attrazione non sia generata dalla simpatia degli ospiti. Ecco, le persone e l’armonia tra quest’insieme di associazioni, dedite a far beneficenza...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/146: ARBITRI, GARA E SUMMIT A MODENA

Il resoconto dell'incontro annuale dell'Aiag


MODENA - L’ Associazione Italiana Arbitri Golf, che annovera 171 arbitri italiani, tra i quali il sottoscritto, tutti gli anni...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/145: ALLA DANIMARCA LA COPPA DEL MONDO

Sesta la coppia azzurra Molinari - Manassero


MELBOURNE - Completate le tappe dell’European Tour 2016, c’è ora (24-27 novembre), la 58esima edizione della Coppa del Mondo, la ISPS Handa World of Golf. Un grande torneo, completamente diverso da quelli abituali, una gara di coppia. Si gioca al Kingston Heath GC - PAR 72 di...continua

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La rubrica con l'esperto Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/114: IL CHALLENGE AIGG PRENDE IL VIA DA ROMA

Doppia tappa a Castelgandolfo e al Marco Simone


ROMA - Con la trasferta romana si è dato il via al Challenge AIGG-DIAVOLINA2016, che come ogni anno porterà i giornalisti golfisti italiani, a impegnarsi presso alcuni dei maggiori Campi da Golf della nostra Penisola. L’avvio di quest’anno è caratterizzato da storia, chiesa, nobiltà, arte. Abbiamo infatti aperto la nostra sfida il 30 marzo al Castelgandolfo Country Club (Challenge 1), che ci ha regalato un tuffo nella storia.  Qui si respira l’atmosfera della città di Alba Longa, di Enea, poi di Tullo Ostilio, e della nobiltà romana; rimangono resti espressivi delle sontuose ville destinate agli ozi della Roma imperiale. Il tracciato del Campo, pensato dal grande Robert Trent Jones Sr, è stato nel totale rispetto dell’ambiente. L’ho trovato difficilino, ma affascinante, e mi propongo di farne oggetto di descrizione in una prossima puntata.
Un bel sole e vento teso ci hanno scortati nel percorso, ed ecco chi ha avuto ragione: netto prima categoria a Dario Bartolini (Tolcinasco) 32, lordo a Prisca Taruffi (Parco di Roma) 31; in seconda a Roberto Coramusi (Archi di Costantino) 39; primo degli amici Andrea Bassoli (Le Fonti) con 27.
Il giorno successivo è stata la volta del Marco Simone (Challenge 2), e qui la scena era tutta dedicata alla Ryder Cup 2022: abbracciata dall’arte, l’atmosfera frizzante dei preparativi nell’attesa dell’evento che tanto è stato desiderato. Ospiti di Laura Biagiotti, dopo un elegante coffee break, il vicepresidente del circolo Lavinia Biagiotti Cigna, ci ha illustrato i futuri programmi in cui l’azienda sta investendo molto a seguito dell’assegnazione della Ryder Cup, e il significato che il Circolo ha già registrato: “la crescita del numero dei tesserati dell’8,6% nel 2015, e del 14,4% nel 2016, oltre al grande afflusso di giocatori europei, americani, asiatici”. Ebbene, è tanto vero questo, che il Circolo si è potuto permettere di abbassare la quota associativa.
Il Presidente FIG Franco Chimenti, al quale va in gran parte il merito del successo, per aver fortemente creduto nell’assegnazione all’Italia della Ryder Cup, ha espresso con vigore il significato che questa importante attribuzione ha per il Golf, per Roma, per l’Italia, e ha elencato i motivi che lo spinsero a far cadere la scelta sul Marco Simone: essenzialmente l’adeguatezza del Campo, la determinazione di Laura e Lavinia Biagiotti, l’interesse che riveste nel mondo la città di Roma. “….La Ryder Cup è la più grande manifestazione di Golf ….. il Golf è lo sport più praticato in quasi tutti i continenti…e da tutto il mondo c’è il desiderio di visitare l’Italia...” Il Presidente ha poi rilevato che il futuro del Golf italiano dev’essere ripensato in senso organizzativo, e ha presentato Gian Paolo Montali, il direttore del progetto Ryder Cup Italia. Montali, già allenatore di pallavolo, e già dirigente sportivo della Juventus e della Roma, si è dichiarato onorato dell’incarico ricevuto dal Comitato organizzatore, e ha espresso il suo intento di affrontare con grande motivazione la sfida del far crescere il movimento golfistico. “…. Voglio giocare per vincere, come ho sempre fatto nelle mie precedenti esperienze….”.

Ma ora andiamo nel Campo: E’ attorno ad una torre dell’anno 1000 che si snoda il percorso, in 100 ettari di bella inalterata natura, nella classica ondeggiante campagna romana, con migliaia di piante nelle sue numerose essenze. E’ altresì frequente incontrare papere, fagiani, aironi, volpi, che si godono quegli spazi. Belli i panorami, da alcune buche è possibile avere in vista la Cupola di San Pietro, e ancor più avvincenti, gli scorci del Castello Marco Simone. Il Campo, Par 72 di 6037 mt dai gialli, non è tanto lungo in verità, ma in compenso molto impegnativo.
Anche in questa giornata abbiamo profuso responsabilità nella gara, ed ecco i migliori: in prima categoria netto Roberta Sciubba (Marco Simone) 39 e nel lordo Dario Bartolini (Castello Tolcinasco) 25; in seconda Massimo Colognola (Nazionale) 34, e per gli amici Davide Devenuto.
Nel fare il percorso di gara ho più volte toccato con mano l’abilità di Jim Fazio, che è riuscito a disegnare 18 buche straordinarie tutte molto varie, ricche di ostacoli, su quel terreno di pascolo e di caccia che nel ‘700 apparteneva ai principi Borghese.La Club House è davvero principesca; i suoi pavimenti in cotto e le travi in castagno, poi, conferiscono un’atmosfera calda, amica, anche se l’insieme degli ambienti dovrebbe, a mio avviso, essere un po’ razionalizzato per il prossimo importante impegno. Considerato l’insieme, si arriva ad ammettere che la scelta di Chimenti sia stata quella giusta, che sia il Campo più adatto a ospitare quella gran manifestazione che è la Ryder Cup, per la sua struttura, e per la vicinanza alla “Città Eterna”, che ha il più gran numero di bellezze al mondo. Dovrà ulteriormente esser preso per mano, saranno necessari alcuni interventi che costeranno a Laura Biagiotti un sacco di quattrini, ma questo non penso sia un problema. E’ piuttosto da sperare che sia la città, a fare il suo dovere. Quando furono annunciate le candidature, gli americani, e ancor più le americane, subito simpatizzarono per l’Italia, per la moda, e per il fascino che Roma suscita in tutto il mondo. La manifestazione la renderà ancor più famosa. Se tutti faranno del loro meglio, ne acquisterà il Golf, la città di Roma, e l’Italia tutta.
Paolo Pilla