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Golf
PILLOLE DI GOLF/147: NUOVE TECNOLOGIE, DIVERTIMENTO E SOLIDARIETÀ

Due gare speciali con Bags4dream, Fuorilimite e Par 108


MARTELLAGO - Di questi tempi, freddi e umidi, non si avverte un grosso stimolo a partecipare ad una gara di Golf, salvo che l’attrazione non sia generata dalla simpatia degli ospiti. Ecco, le persone e l’armonia tra quest’insieme di associazioni, dedite a far beneficenza...continua

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PILLOLE DI GOLF/146: ARBITRI, GARA E SUMMIT A MODENA

Il resoconto dell'incontro annuale dell'Aiag


MODENA - L’ Associazione Italiana Arbitri Golf, che annovera 171 arbitri italiani, tra i quali il sottoscritto, tutti gli anni...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/145: ALLA DANIMARCA LA COPPA DEL MONDO

Sesta la coppia azzurra Molinari - Manassero


MELBOURNE - Completate le tappe dell’European Tour 2016, c’è ora (24-27 novembre), la 58esima edizione della Coppa del Mondo, la ISPS Handa World of Golf. Un grande torneo, completamente diverso da quelli abituali, una gara di coppia. Si gioca al Kingston Heath GC - PAR 72 di...continua

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In 30 scatti la storia di perdono e ricerca della verità di Zijo Ribic

"IO NON ODIO. LA STORIA DI ZIJO": LA MOSTRA DI ANDREA RIZZA GOLDSTEIN

Inaugura con incontro pubblico venerdì 8 aprile agli Spazi Bomben


Apre venerdì 8 aprile, con inaugurazione pubblica alle ore 17.30, negli spazi Bomben di Treviso, la mostra fotografica "Io non odio/Ja ne mrzim. La storia di Zijo", di Andrea Rizza Goldstein. Organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche con la collaborazione della Fondazione Alexander Langer Stiftung, la mostra/reportage, a cura di Ziyah Gafić (editing e post-produzione), si inaugura con un incontro pubblico che, con Zijo Ribić e Andrea Rizza Goldstein, coinvolge la sociologa Nataša Kandić (Humanitarian Law Center, Belgrado). Modera Patrizia Boschiero (Fondazione Benetton Studi Ricerche).

Il reportage è un long-term project che, attraverso trenta immagini in bianco/nero, scattate tra il 2013 e il 2016, racconta la storia di Zijo Ribić, miracolosamente sopravvissuto alla strage della sua famiglia e di tutti gli abitanti di Skocić, piccolo villaggio della Bosnia orientale, avvenuta nel luglio 1992. È il primo rom che ha portato in tribunale la questione del genocidio subito dal suo popolo durante la guerra in Bosnia-Erzegovina. Il processo, iniziato nel 2009, si è concluso nel giugno 2015, con una sentenza di appello che ha annullato la condanna in primo grado degli imputati con la motivazione che essi erano presenti sul luogo del massacro, facevano parte della formazione paramilitare responsabile, ma l’accusa non è stata in grado di fornire prove sufficienti per determinare la loro responsabilità individuale.

«Quando il giudice ha letto la sentenza che scagionava gli autori del massacro, questi mi hanno riso in faccia» ha detto Zijo «mi veniva da piangere e non volevo farlo davanti a loro. Come si fa a rimanere normale in queste situazioni? Io voglio rimanere normale. Io non voglio odiare».

Ai nostri microfoni sono intervenuti Patrizia Boschiero, della Fondazione Benetton e il fotografo Andrea Rizza Goldstein.

La mostra nasce grazie a un lavoro di conoscenza e a un’amicizia fraterna fra Andrea Rizza Goldstein e Zijo Ribić, instaurata nel 2011, nell’ambito della Settimana Internazionale della Memoria organizzata in Bosnia-Erzegovina dalla Fondazione Langer.
Realizzata nel quadro della campagna culturale del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2014, conferito ai villaggi di Osmače e Brežani, Srebrenica, Bosnia-Erzegovina, la mostra è dedicata a Ismet, Ševka, Zlatija, Zijada, Suvada, Almasa, Ismeta, Zlata e Sabrija, i genitori, le sorelle e il fratello di Zijo; è accompagnata da un quaderno con una selezione delle fotografie e alcuni testi che, con la sua storia, affrontano il contesto della guerra in ex-
Jugoslavia degli anni novanta e la questione delle “pulizie etniche” e dello slow motion genocide, cominciato nel 1992 e culminato con Srebrenica nel luglio del 1995. Tra gli autori anche Irfanka Pašagić (Tuzlanska Amica/Premio Internazionale Alexander Langer 2005), Nataša Kandić (Humanitarian Law Center di Belgrado/Premio Langer 2000), Valentina Gagić (Adopt Srebrenica), Bekir Halilović (Adopt Srebrenica), Alberto Bobbio (giornalista).


Andrea Rizza Goldstein
, dal 2010 lavora per la Fondazione Alexander Langer Stiftung come c
oordinatore del progetto Adopt Srebrenica in Bosnia-Erzegovina e con il gruppo bosniaco, negli ultimi anni, si è occupato della creazione del Centro di documentazione Adopt Srebrenica.
Da sempre interessato alle dinamiche della narrazione e al suo ruolo nella trasmissione di memoria individuale e collettiva, ha declinato principalmente con il linguaggio fotografico nel genere del reportage il racconto di alcuni percorsi di ricerca.
Principali esposizioni fotografiche: 2007 Ne zaboravimo. Don’t forget Srebrenica, Circolo Fotografico Tina Modotti Bolzano/Muflone Rosa; 2010 Huruma, Nairobi, Bolzano Teatro Cristallo; 2012 Dosta! Bosnia-Erzegovina venti anni dopo, Venezia Scoletta de’ Calegheri; 2015 Musa Dagh. Sui luoghi della resistenza armena, Bolzano Teatro Cristallo. Collabora con la rivista «Una Città» di Forlì con reportage e approfondimenti sulla Bosnia-Erzegovina e nel 2014 è stato co-curatore del dossier Osmače e Brežani, pubblicazione di approfondimento della Fondazione Benetton Studi Ricerche sul Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2014, assegnato ai due villaggi della Municipalità di Srebrenica.


Io non odio/Ja ne mrzim. La storia di Zijo
mostra aperta da sabato 9 aprile a domenica 1° maggio 2016,
dal martedì al venerdì dalle ore 15 alle 20, sabato e domenica dalle ore 10 alle 20
inaugurazione pubblica venerdì 8 aprile alle ore 17.30
spazi Bomben, via Cornarotta 7, Treviso
ingresso libero

Per informazioni:
Fondazione Benetton Studi Ricerche, tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it