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Golf
PILLOLE DI GOLF/166: I GIORNALISTI GOLFISTI SI SFIDANO IN EMILIA

Il Challenge Aigg fa tappa al club Le Fonti e Bologna


BOLOGNA - Siamo in Emilia, per la terza e quarta tappa del Challenge Aigg Diavolina, e la prima giornata è al Club “Le Fonti”. Ci affacciamo ai piedi dell’appennino tosco emiliano in comune di Castel San Pietro Terme, appena un po’ a est di Bologna sulla storica Via...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/165: TWENTY DOUBLE CUP, LA RYDER VENETA

Tra sport e goliardia, i "Rossi" si aggiudicano la seconda edizione della gara


VENEZIA - Una competizione speciale, festosa, trascinante! Due gruppi di amici, abituati a sfottersi goliardicamente quando giocano a Golf, dopo una partita a Jesolo lo scorso anno, hanno avuto l’idea di provar a cimentarsi in gara a squadre, al fine che le rispettive derisioni trovassero...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/164: THE MASTERS , SERGIO GARCIA È IL MIGLIORE DEI "MAESTRI"

Nel prestigioso major di Augusta, primo trionfo dello spagnolo


AUGUSTA (USA) - Siamo al primo dei quattro tornei stagionali di maggior spicco nella stagione golfistica maschile: i 4 Majors. Il Masters è torneo dal fascino antico, il più rilevante; dal 6 al 9 aprile se ne gioca l’edizione 81, sulle consuete 72 buche. È infatti l'unico...continua

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L'amica di Medhi Chairi è la principale sospettata del delitto

OMICIDIO MIANE: IN STATO DI FERMO LILIANA ORDINANZA

La 26enne non ha confessato, ma gli indizi la inchiodano



MIANE – Si chiama Liliana Ordinanza, classe 1989, residente a Conegliano con la madre, la principale sospettata per l'omicidio di Medhi Chairi, l'operaio marocchino di 42 anni trovato cadavere nella sua casa di via Roma a Miane. I carabinieri della compagnia di Treviso hanno sottoposto la donna a fermo di polizia giudiziaria in attesa della convalida, che si terrà giovedì mattina di fronte al gip di Treviso. Stando a quanto riferito dagli inquirenti il caso sarebbe chiuso, anche se per scrupolo si sta cercando una terza persona che potrebbe essersi trovata sul luogo del delitto. La giovane infatti non ha confessato, ma ha ammesso di essere stata nell'appartamento di Chairi quella notte per fumare crack e di aver preso la sua auto, pur non avendo la patente, per andarsene. La Procura di Treviso però avrebbe elementi schiaccianti per provare la sua responsabilità nel delitto: innanzitutto il coltello usato per uccidere Chairi, trovato a terra, insanguinato, proprio dovera posteggiata l'Alfa 147. Intanto l'autopsia ha confermato che sul corpo del 42enne erano presenti ferite profonde inferte con violenza. Sei in tutto quelle più gravi, due delle quali potenzialmente mortali che hanno perforato un polmone e l'intestino della vittima, e circa una ventina in totale.