Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Maggiori informazioni
Golf
PILLOLE DI GOLF/146: ARBITRI, GARA E SUMMIT A MODENA

Il resoconto dell'incontro annuale dell'Aiag


MODENA - L’ Associazione Italiana Arbitri Golf, che annovera 171 arbitri italiani, tra i quali il sottoscritto, tutti gli anni promuove un incontro tra i soci in un Campo da Golf, con l’intento di far chiarezza su qualcosa di particolare emerso nella stagione. Puntualizzare,e...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/145: ALLA DANIMARCA LA COPPA DEL MONDO

Sesta la coppia azzurra Molinari - Manassero


MELBOURNE - Completate le tappe dell’European Tour 2016, c’è ora (24-27 novembre), la 58esima edizione della Coppa del Mondo, la ISPS Handa World of Golf. Un grande torneo, completamente diverso da quelli abituali, una gara di coppia. Si gioca al Kingston Heath GC - PAR 72 di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/144: A DUBAI IL DP WORLD TOUR CHAMPIONSHIP

Vince l'inglese Fitspatrick, ad Henrik Stenson la Race to Dubai


DUBAI - Avevamo lasciato i nostri azzurri sull’European Tour al termine del Turkish Airlines Open, con la speranza che Manassero e Paratore conquistassero in Sud Africa la carta per giocare a Dubai. Paratore ce l’ha fatta, e son contento. Manassero no, e mi dispiace. Restano quindi a...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

L'amica di Medhi Chairi è la principale sospettata del delitto

OMICIDIO MIANE: IN STATO DI FERMO LILIANA ORDINANZA

La 26enne non ha confessato, ma gli indizi la inchiodano



MIANE – Si chiama Liliana Ordinanza, classe 1989, residente a Conegliano con la madre, la principale sospettata per l'omicidio di Medhi Chairi, l'operaio marocchino di 42 anni trovato cadavere nella sua casa di via Roma a Miane. I carabinieri della compagnia di Treviso hanno sottoposto la donna a fermo di polizia giudiziaria in attesa della convalida, che si terrà giovedì mattina di fronte al gip di Treviso. Stando a quanto riferito dagli inquirenti il caso sarebbe chiuso, anche se per scrupolo si sta cercando una terza persona che potrebbe essersi trovata sul luogo del delitto. La giovane infatti non ha confessato, ma ha ammesso di essere stata nell'appartamento di Chairi quella notte per fumare crack e di aver preso la sua auto, pur non avendo la patente, per andarsene. La Procura di Treviso però avrebbe elementi schiaccianti per provare la sua responsabilità nel delitto: innanzitutto il coltello usato per uccidere Chairi, trovato a terra, insanguinato, proprio dovera posteggiata l'Alfa 147. Intanto l'autopsia ha confermato che sul corpo del 42enne erano presenti ferite profonde inferte con violenza. Sei in tutto quelle più gravi, due delle quali potenzialmente mortali che hanno perforato un polmone e l'intestino della vittima, e circa una ventina in totale.