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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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L'amica di Medhi Chairi è la principale sospettata del delitto

OMICIDIO MIANE: IN STATO DI FERMO LILIANA ORDINANZA

La 26enne non ha confessato, ma gli indizi la inchiodano



MIANE – Si chiama Liliana Ordinanza, classe 1989, residente a Conegliano con la madre, la principale sospettata per l'omicidio di Medhi Chairi, l'operaio marocchino di 42 anni trovato cadavere nella sua casa di via Roma a Miane. I carabinieri della compagnia di Treviso hanno sottoposto la donna a fermo di polizia giudiziaria in attesa della convalida, che si terrà giovedì mattina di fronte al gip di Treviso. Stando a quanto riferito dagli inquirenti il caso sarebbe chiuso, anche se per scrupolo si sta cercando una terza persona che potrebbe essersi trovata sul luogo del delitto. La giovane infatti non ha confessato, ma ha ammesso di essere stata nell'appartamento di Chairi quella notte per fumare crack e di aver preso la sua auto, pur non avendo la patente, per andarsene. La Procura di Treviso però avrebbe elementi schiaccianti per provare la sua responsabilità nel delitto: innanzitutto il coltello usato per uccidere Chairi, trovato a terra, insanguinato, proprio dovera posteggiata l'Alfa 147. Intanto l'autopsia ha confermato che sul corpo del 42enne erano presenti ferite profonde inferte con violenza. Sei in tutto quelle più gravi, due delle quali potenzialmente mortali che hanno perforato un polmone e l'intestino della vittima, e circa una ventina in totale.