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Golf
PILLOLE DI GOLF/197: IL RITORNO DI TOGER WOODS

Il campione di nuovo sul green nel "Torneo degli eroi"


NASSAU - Un evento atteso, e da molti auspicato: il fuoriclasse Tiger Woods 41enne di Cypress (California), si rimette in gioco. È sceso in campo dal 30 novembre al 3 dicembre all’Albany Golf Course (par 72) di Nassau, a New Providence sulle isole Bahamas, praticamente a casa sua,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/196: AD ALICANTE LA SFIDA ITALIA - SPAGNA DEI GIORNALISTI

Vincono gli iberici, ma è festa per tutti


ALICANTE (SPA) - Ad Alicante, il match “Periodistas España-Italia”, la tradizionale sfida dei giornalisti spagnoli nostri antagonisti, in un clima di grande amicizia. È il più cordiale e allegro tra gli incontri internazionali che nella stagione vede i giornalisti...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/195: A DUBAI IL GRAN FINALE DELL'EUROPEAN TOUR

Rahm vince il torneo, classifica generale a Fleetwood


DUBAI - Con la disputa del DP World Tour Championship Dubai (16-19 novembre), è terminata al Jumeirah Golf Estates (Par 72), la stagione dell’European Tour cui hanno partecipato i primi sessanta classificati nell’ordine di merito della "Race To Dubai". Unico italiano in gara...continua

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L'amica di Medhi Chairi è la principale sospettata del delitto

OMICIDIO MIANE: IN STATO DI FERMO LILIANA ORDINANZA

La 26enne non ha confessato, ma gli indizi la inchiodano



MIANE – Si chiama Liliana Ordinanza, classe 1989, residente a Conegliano con la madre, la principale sospettata per l'omicidio di Medhi Chairi, l'operaio marocchino di 42 anni trovato cadavere nella sua casa di via Roma a Miane. I carabinieri della compagnia di Treviso hanno sottoposto la donna a fermo di polizia giudiziaria in attesa della convalida, che si terrà giovedì mattina di fronte al gip di Treviso. Stando a quanto riferito dagli inquirenti il caso sarebbe chiuso, anche se per scrupolo si sta cercando una terza persona che potrebbe essersi trovata sul luogo del delitto. La giovane infatti non ha confessato, ma ha ammesso di essere stata nell'appartamento di Chairi quella notte per fumare crack e di aver preso la sua auto, pur non avendo la patente, per andarsene. La Procura di Treviso però avrebbe elementi schiaccianti per provare la sua responsabilità nel delitto: innanzitutto il coltello usato per uccidere Chairi, trovato a terra, insanguinato, proprio dovera posteggiata l'Alfa 147. Intanto l'autopsia ha confermato che sul corpo del 42enne erano presenti ferite profonde inferte con violenza. Sei in tutto quelle più gravi, due delle quali potenzialmente mortali che hanno perforato un polmone e l'intestino della vittima, e circa una ventina in totale.