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Golf
PILLOLE DI GOLF/173: U.S. OPEN TRA SORPRESE E MONTEPREMI RECORD

Vince Brooks Koepka, dopo un'ecatombe di big


ERIN (USA) - È partito il 15 giugno dal Wisconsin, il secondo major della stagione, il più importante, l’US Open. Si è giocato sul tracciato dell’“Erin Hills”, un campo straordinario, e un ricchissimo montepremi, 12 milioni di dollari, il più alto...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/172: RENATO PARATORE NUOVA STELLA DEL GOLF ITALIANO

Il ventenne coglie il successo al Nordea Masters.


BARSEBACK - Una nuova stella si è affacciata sul firmamento del Golf italiano. Si chiama Renato Paratore; è romano, ventenne, ma ha ormai testimoniato grande talento, e un’incredibile maturità. Incisivo e determinato come un vero Campione, ha colto il successo di questa...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/171: IL TORNEO AIGG ARRIVA IN VENETO

Settima e ottava tappa a Ca' della Nave e al Montecchia


MARTELLAGO/SELVAZZANO DENTRO - Dopo i Campi romani, dopo la Felsinea, dopo la Toscana, toccava al Veneto ospitare, l’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti, nel suo tour nazionale. Lo ha fatto accogliendo nei suoi bei Campi i giornalisti, all’avvio nel “girone di...continua

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Inflitti cinque anni e quattro mesi al 33enne Shkelzen Babasi

UN CHILO E MEZZO DI COCAINA IN CASA: STANGATO

Il fratello Florian aveva patteggiato una per di quattro anni



PIEVE DI SOLIGO
– Dopo che il fratello Florian aveva patteggiato quattro anni di reclusione per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, assumendosi tutte le responsabilità, Shkelzen Babasi aveva deciso di affrontare il processo convinto divenire assolto. Ma il giudice Marco Biagetti, accogliendo la tesi accusatoria del pm Laura reale, ha condannato l'operaio albanese 33enne residente a Pieve di Solgio a una pena di cinque anni e quattro mesi di carcere, oltre al pagamento di 20 mila euro di multa. Ad arrestare entrambi, nel dicembre 2014, erano stati i carabinieri di Pieve di Soligo al termine di una perquisizione effettuata nella loro casa: un chilo e mezzo di cocaina in totale era stata nascosta in bagno e nella camera da letto. I due fratelli Babasi erano considerati dagli inquirenti dei veri e propri grossisti della cocaina da piazzare sul mercato della sinistra Piave e non solo. Gli investigatori erano sulle loro tracce da tempo e in particolare avevano seguito i viaggi di rifornimento svolti proprio da Florian: secondo l'accusa il giovane si sarebbe recato diverse volte ad Amsterdam, più o meno una volta ogni due mesi, per acquistare la partita di stupefacente da far arrivare nella Marca, attraverso un corriere. L'ultimo viaggio era stato fatale a entrambi i fratelli Babasi: la droga sequestrata dai militari, che avevano agito in pratica a colpo sicuro, sarebbe stata acquistata in Olanda a un prezzo di 25mila euro e, una volta smerciata, avrebbe fruttato loro almeno 60mila euro.