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Golf
PILLOLE DI GOLF/161: AL VIA IL PRIMO PROGETTO DI LAVORO LEGATO ALLA RYDER CUP 2022

Studenti e universitÓ coinvolte per aumentare i praticanti


ROMA - Nell’ottica di sviluppare una maggior diffusione di questo sport in Italia, rendendolo sempre più popolare e accessibile, il Golf è diventato materia di studio. Gian Paolo Montali, Direttore Generale del Progetto Ryder Cup 2022, nella sala Auditorium del Palazzo delle...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/160: MATTEO MANASSERO IN LUCE NELL'INDIAN OPEN

A New Delhi trionfa l'idolo di casa Chawrasia


NEW  DELHI - Siamo ancora nelle maglie dell’Asia, bisogna attendere maggio perché il Tour Europeo che continua il suo peregrinare lontano dall’Europa, approdi nel vecchio continente. Ora, dal 9 al 12 marzo si gioca Hero Indian Open, organizzato in collaborazione con Asian...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/159: INQUIETUDINI SULLA RYDER CUP A ROMA

Il prestigioso torneo in Italia nel 2022, ma manca la fidejussione


ROMA - La più prestigiosa competizione internazionale di golf, la Ryder Cup, di cui l’Italia si è aggiudicata la candidatura per il 2022, subisce qualche tentennamento. Il 14 dicembre 2015 la FIG era riuscita a far attribuire all’Italia il diritto di essere Paese...continua

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Inflitti cinque anni e quattro mesi al 33enne Shkelzen Babasi

UN CHILO E MEZZO DI COCAINA IN CASA: STANGATO

Il fratello Florian aveva patteggiato una per di quattro anni



PIEVE DI SOLIGO
– Dopo che il fratello Florian aveva patteggiato quattro anni di reclusione per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, assumendosi tutte le responsabilità, Shkelzen Babasi aveva deciso di affrontare il processo convinto divenire assolto. Ma il giudice Marco Biagetti, accogliendo la tesi accusatoria del pm Laura reale, ha condannato l'operaio albanese 33enne residente a Pieve di Solgio a una pena di cinque anni e quattro mesi di carcere, oltre al pagamento di 20 mila euro di multa. Ad arrestare entrambi, nel dicembre 2014, erano stati i carabinieri di Pieve di Soligo al termine di una perquisizione effettuata nella loro casa: un chilo e mezzo di cocaina in totale era stata nascosta in bagno e nella camera da letto. I due fratelli Babasi erano considerati dagli inquirenti dei veri e propri grossisti della cocaina da piazzare sul mercato della sinistra Piave e non solo. Gli investigatori erano sulle loro tracce da tempo e in particolare avevano seguito i viaggi di rifornimento svolti proprio da Florian: secondo l'accusa il giovane si sarebbe recato diverse volte ad Amsterdam, più o meno una volta ogni due mesi, per acquistare la partita di stupefacente da far arrivare nella Marca, attraverso un corriere. L'ultimo viaggio era stato fatale a entrambi i fratelli Babasi: la droga sequestrata dai militari, che avevano agito in pratica a colpo sicuro, sarebbe stata acquistata in Olanda a un prezzo di 25mila euro e, una volta smerciata, avrebbe fruttato loro almeno 60mila euro.