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Golf
PILLOLE DI GOLF/153: IL WINTER 4 PALLE A CA' DELLA NAVE

Nuova tappa del circuito griffato Cristianevents


CA' DELLA NAVE - Rinviata per maltempo la Louisiana a due del giorno 15, che sarà riprogrammata per il 5 di febbraio, domenica 22 è partita finalmente a Cà della Nave la lunga teoria dei “Cristianevents”, con la gara a coppie “4 palle”. Il regolamento...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/152: IN SUDAFRICA, EDO MOLINARI TRA I PROTAGONISTI

Nella tappa "australe" dell'European Tour si impone l'inglese Storm


Edoardo Molinari, Nino Bertasio e il dilettante romano Philip Geerts, sono gli azzurri impegnati nel torneo BMW South African Open dell’European Tour, combinato con il Sunshine Tour, in atto dal 12 al 15 gennaio. Il Campo di gioco è il Glendower (par 72) di City of Ekurhuleni. Il...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/151: GLI AZZURRI ALLA QUALIFICAZIONE PER IL TOUR ASIATICO

Alle Hawaii via al Pga: nel torneo dei campioni comanda Justin Thomas


Due interessanti manifestazioni in questi giorni, alle Hawaii e in Tailandia: mentre la PGA americana dà il via al torneo riservato ai vincitori della scorsa stagione che segna anche l’inizio del Tour statunitense, gli azzurri Alessandro Tadini (piemontese) e Aron Zemmer (ventiseienne...continua

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Condannato un 23enne napoletano: si finse malato per avere denaro

LA SEDUCE E LE SPILLA 150 MILA EURO: TRE ANNI DI CELLA

Vittima del raggiro una disabile psichica di Preganziol



PREGANZIOL
– Sedotta, abbandonata e alleggerita di oltre 150 mila euro. E a causa delle condizioni psico-fisiche della vittima (ora assistita da un amministratore di sostegno), un ragazzo di 23 anni residente a Napoli è stato condannato a tre anni di reclusione per circonvenzione d'incapace e al pagamento di 175 mila euro a titolo di risarcimento danni. Era il 2009 quando il giovane, che disse di chiamarsi Fabio, incontrò la vittima. Si sarebbero scambiati i numeri di telefono e tra loro ci fu un fitto scambio di messaggi molto espliciti con vere e proprie dichiarazioni d'amore. Col passare delle settimane, dai messaggi d'amore si passò alle richieste di denaro. “Fabio” sostenne di avere un tumore al cervello e, per curarsi, aveva bisogno di soldi. Lei cominciò a inviarglieli tramite vaglia postali che venivano incassati a Napoli da una terza persona, ovvero l'imputato: “Fabio” le aveva infatti detto che aveva un amico che si occupava di lui e che, non potendo muoversi dall'ospedale, non poteva andare a ritirare i soldi di persona. Fu la direttrice delle Poste di Preganziol a nutrire i primi sospetti su quei continui passaggi di denaro e avvertì le autorità, che fecero scattare le indagini.