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Golf
CAMPI DA GOLF/15: GOLF CLUB PUNTA ALA

Sulla costa della Maremma un percorso impegnativo e spettacolare


PUNTA ALA - Da sempre la Toscana è conosciuta per essere una splendida regione. Si arriva in Maremma, e la cosa ha, per certi aspetti, una connotazione ancora maggiore. A sud del golfo di Follonica troviamo Castiglione della Pescaia, e subito si arriva a Punta Ala, un tempo chiamata...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/169: SPETTACOLO E INNOVAZIONE: È GOLFSIXES

A Londra, l'European Tour sperimenta una nuova formula


LONDRA - Al Centurion Club di St. Albands, a Londra, l’evento inaugurale di questo rivoluzionario agone, il “GolfSixes”, che assegna un premio di un milione di euro. Con tale torneo Keith Pelley, il ceo del Tour Europeo, intende rinnovare un po’ gli schemi...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/168: FESTA IN PIAZZA A MARTELLAGO CON IL GOLF

Anche lo sport protagonista nella tradizionale manifestazione nella cittadina veneziana


MARTELLAGO - Martellago è una cittadina dell’entroterra veneziano vocata e particolarmente attenta al settore primario, l’agricoltura. Gli abitanti sono laboriosi, e attaccati alle memorie del passato. Nel 1945, alla fine del disastroso conflitto mondiale, entrò in uso per...continua

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Condannato un 23enne napoletano: si finse malato per avere denaro

LA SEDUCE E LE SPILLA 150 MILA EURO: TRE ANNI DI CELLA

Vittima del raggiro una disabile psichica di Preganziol



PREGANZIOL
– Sedotta, abbandonata e alleggerita di oltre 150 mila euro. E a causa delle condizioni psico-fisiche della vittima (ora assistita da un amministratore di sostegno), un ragazzo di 23 anni residente a Napoli è stato condannato a tre anni di reclusione per circonvenzione d'incapace e al pagamento di 175 mila euro a titolo di risarcimento danni. Era il 2009 quando il giovane, che disse di chiamarsi Fabio, incontrò la vittima. Si sarebbero scambiati i numeri di telefono e tra loro ci fu un fitto scambio di messaggi molto espliciti con vere e proprie dichiarazioni d'amore. Col passare delle settimane, dai messaggi d'amore si passò alle richieste di denaro. “Fabio” sostenne di avere un tumore al cervello e, per curarsi, aveva bisogno di soldi. Lei cominciò a inviarglieli tramite vaglia postali che venivano incassati a Napoli da una terza persona, ovvero l'imputato: “Fabio” le aveva infatti detto che aveva un amico che si occupava di lui e che, non potendo muoversi dall'ospedale, non poteva andare a ritirare i soldi di persona. Fu la direttrice delle Poste di Preganziol a nutrire i primi sospetti su quei continui passaggi di denaro e avvertì le autorità, che fecero scattare le indagini.