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Golf
PILLOLE DI GOLF/146: ARBITRI, GARA E SUMMIT A MODENA

Il resoconto dell'incontro annuale dell'Aiag


MODENA - L’ Associazione Italiana Arbitri Golf, che annovera 171 arbitri italiani, tra i quali il sottoscritto, tutti gli anni promuove un incontro tra i soci in un Campo da Golf, con l’intento di far chiarezza su qualcosa di particolare emerso nella stagione. Puntualizzare,e...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/145: ALLA DANIMARCA LA COPPA DEL MONDO

Sesta la coppia azzurra Molinari - Manassero


MELBOURNE - Completate le tappe dell’European Tour 2016, c’è ora (24-27 novembre), la 58esima edizione della Coppa del Mondo, la ISPS Handa World of Golf. Un grande torneo, completamente diverso da quelli abituali, una gara di coppia. Si gioca al Kingston Heath GC - PAR 72 di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/144: A DUBAI IL DP WORLD TOUR CHAMPIONSHIP

Vince l'inglese Fitspatrick, ad Henrik Stenson la Race to Dubai


DUBAI - Avevamo lasciato i nostri azzurri sull’European Tour al termine del Turkish Airlines Open, con la speranza che Manassero e Paratore conquistassero in Sud Africa la carta per giocare a Dubai. Paratore ce l’ha fatta, e son contento. Manassero no, e mi dispiace. Restano quindi a...continua

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Condannato un 23enne napoletano: si finse malato per avere denaro

LA SEDUCE E LE SPILLA 150 MILA EURO: TRE ANNI DI CELLA

Vittima del raggiro una disabile psichica di Preganziol



PREGANZIOL
– Sedotta, abbandonata e alleggerita di oltre 150 mila euro. E a causa delle condizioni psico-fisiche della vittima (ora assistita da un amministratore di sostegno), un ragazzo di 23 anni residente a Napoli è stato condannato a tre anni di reclusione per circonvenzione d'incapace e al pagamento di 175 mila euro a titolo di risarcimento danni. Era il 2009 quando il giovane, che disse di chiamarsi Fabio, incontrò la vittima. Si sarebbero scambiati i numeri di telefono e tra loro ci fu un fitto scambio di messaggi molto espliciti con vere e proprie dichiarazioni d'amore. Col passare delle settimane, dai messaggi d'amore si passò alle richieste di denaro. “Fabio” sostenne di avere un tumore al cervello e, per curarsi, aveva bisogno di soldi. Lei cominciò a inviarglieli tramite vaglia postali che venivano incassati a Napoli da una terza persona, ovvero l'imputato: “Fabio” le aveva infatti detto che aveva un amico che si occupava di lui e che, non potendo muoversi dall'ospedale, non poteva andare a ritirare i soldi di persona. Fu la direttrice delle Poste di Preganziol a nutrire i primi sospetti su quei continui passaggi di denaro e avvertì le autorità, che fecero scattare le indagini.