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Golf
PILLOLE DI GOLF/231: A BIELLA IL CAMPIONATO DEI GIOVANI TALENTI DEDICATO A TEODORO SOLDATI

Lucas Fallotico vince il 12° Reply International under 16


BIELLA - A ospitare la gara è il Golf Club “Le Betulle”, campo realizzato alla fine degli anni 50 sulla collina morenica della Serra, la più lunga d’Europa, un ambiente ideale per il golf. Situato a un’altitudine di 590 metri slm, Il Campo, è un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/230: ANDREA PAVAN VINCE IL REAL CZECH MASTERS

Primo successo sull'European Tour del romano


PRAGA - È il primo successo sull’European Tour di Andrea Pavan, che già si era imposto in quattro occasioni sul Challenge Tour. Il 29enne romano ha vinto, 22 colpi sotto il par del campo, il Real Czech Masters sul percorso Albatross Golf Resort (par 72), di Praga, montepremi un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/229: ANCHE IL GOLF A SQUADRE AGLI EUROPEI IN SCOZIA

Il team italiano medaglia di bronzo nella foursome


AUTCHTERARDER (SCOZIA) – L’innovativa competizione ha visto gareggiare insieme uomini e donne, sul percorso del Gleneagles PGA Centenary, Il torneo si è giocato nell’ambito dell’European Championship 2018, la grande novità in ambito sportivo, che dopo gli...continua

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Al Ca' Foncello un software elabora l'immagine post intervento

TREVISO ALL'AVANGUARDIA PER RICOSTRUIRE IL SENO

Protesi avvolte in membrana anti-rigetto derivata dal maiale


TREVISO - La chirurgia e la radioterapia hanno fatto passi da gigante e l'efficacia delle cure è notevolmente aumentata negli ultimi decenni, tanto da fare del tumore al seno una delle neoplasia con il più elevato tasso di guarigione. Per molte donne, tuttavia, il dramma rischia di non finire con il termine delle terapie: l'asportazione della mammella, infatti, può comportare pesanti effetti psicologici, oltre a disagi e problemi fisici.
Proprio a Treviso è stata messa a punto un'innovativa tecnica di ricostruzione del seno, che sta dando ottimi risultati. Ad idearla, quattro anni fa, Giorgio Berna, primario della Chirurgia plastica ricostruttiva del Ca' Foncello, insieme al collega Simon Cawthorn dell'ospedale di Bristol, il Gran Bretagna. In sostanza, la nuova metodologia prevede di avvolgere la protesi in silicone in una “stoffa” di origine biologica, una membrana collagenica ricavata da tessuti dei maiali. La protesi è così accettata molto più facilmente dall'organismo, diminuendo il rischio di rigetto. “Nella tecnica tradizionale, la protesi viene posizionata al di sotto del muscolo gran pettorale, per evitare che sia in contatto diretto con il sottocute e stimoli quindi una reazione da corpo estraneo – spiega il dottor Berna – Il distacco del muscolo però provocava forti dolori, specialmente nei primi mesi dopo l'intervento. Ora, con questa nuova tecnica, possiamo posizionarla sopra il muscolo”. Ciò comporta un aspetto più naturale, anche nei movimenti, e soprattutto un recupero più rapido e meno doloroso.
Vantaggi, dunque, non solo estetici, ma anche funzionali come ribadisce il direttore generale dell'Ulss 9, Francesco Benazzi: “La tendenza attuale mira a ridurre il più possibile l’impatto psicologico della donna ed il trauma che ne deriva. Si tende ad eseguire, quando è possibile, l’intervento in un unico tempo; la paziente entra in sala operatoria con il tumore ed esce con il seno ricostruito e simmetrico”.
A Treviso ogni anno vengono effettuate circa 450 di mastectomie per carcinoma mammario. Già una cinquantina le ricostruzioni con la nuova tecnica. Ma questa non è l'unica innovazione a disposizione delle pazienti dell'ospedale trevigiano. Un sofisticato software, battezzato Chrysalis, infatti, è in grado di elaborare l'immagine finale post ricostruzione. Ciò permette al paziente di verificare se l'esito finale corrisponde alle sue aspettative, ma consente anche al chirurgo di valutare con più precisione dove e come intervenire. Il Ca' Foncello è l'unica struttura pubblica in Italia ad avere in dotazione questa tecnologia, di origine brasiliana. Oltre che nelle ricostruzione della mammaria, è molto utile anche nei traumi al volto.
Ad oggi, per il tumore al seno il tasso di sopravvivenza si attesta al 90% dei casi. “L'obiettivo è eliminare anche il restante 10% - sottolinea Benazzi -. Per fare questo è fondamentale la prevenzione. Oggi circa l'85% delle donne si sottopone allo screening: dobbiamo arrivare al 100%”. Le campagne di controllo partono dai 50 anni fino ai 74 (l'età massima è stata recentemente innalzata dai precedenti 69) e proprio per favorire le donne che lavorano gli esami vengono eseguiti anche al sabato e alla domenica.