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Golf
CAMPI DA GOLF/15: GOLF CLUB PUNTA ALA

Sulla costa della Maremma un percorso impegnativo e spettacolare


PUNTA ALA - Da sempre la Toscana è conosciuta per essere una splendida regione. Si arriva in Maremma, e la cosa ha, per certi aspetti, una connotazione ancora maggiore. A sud del golfo di Follonica troviamo Castiglione della Pescaia, e subito si arriva a Punta Ala, un tempo chiamata...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/169: SPETTACOLO E INNOVAZIONE: È GOLFSIXES

A Londra, l'European Tour sperimenta una nuova formula


LONDRA - Al Centurion Club di St. Albands, a Londra, l’evento inaugurale di questo rivoluzionario agone, il “GolfSixes”, che assegna un premio di un milione di euro. Con tale torneo Keith Pelley, il ceo del Tour Europeo, intende rinnovare un po’ gli schemi...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/168: FESTA IN PIAZZA A MARTELLAGO CON IL GOLF

Anche lo sport protagonista nella tradizionale manifestazione nella cittadina veneziana


MARTELLAGO - Martellago è una cittadina dell’entroterra veneziano vocata e particolarmente attenta al settore primario, l’agricoltura. Gli abitanti sono laboriosi, e attaccati alle memorie del passato. Nel 1945, alla fine del disastroso conflitto mondiale, entrò in uso per...continua

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Recuperati documenti, strumenti d'epoca e le sue macchine fotografiche

NASCE IL MUSEO DEDICATO ALL'AGRONOMO "DEGLI INCROCI"

Da sabato alla Scuola Cerletti un'esposizione su Luigi Manzoni


CONEGLIANO - Nasce dalla caparbia volontà di un gruppo di insegnanti e dal sostegno corale di aziende, enti pubblici, ma anche di piccoli e grandi contributi economici di centinaia di ex allievi della Scuola Enologica Cerletti, il Museo Luigi Manzoni che sabato 14 Maggio sarà inaugurato dopo un convegno che ripercorrerà “L’eredità scientifica del Prof.Luigi Manzoni”, illustre scienziato che per quasi 50 anni lavorò a Conegliano (1912-1958) e fu preside della più antica scuola enologica d’Italia.
“Nell’ambito di un lavoro di catalogazione iniziato alcuni anni fa, ci siamo imbattuti in alcuni tesori nascosti nei magazzini e nei laboratori della nostra antica scuola – spiega Giuliano Mocchi che insieme alla collega Beatrice Raco e il professor Giovanni Follador hanno curato la raccolta –. Pezzi di macchine fotografiche dei primi del ‘900, microscopi, vetrini originali, collezioni botaniche vastissime. Un materiale prezioso poiché testimonia la visione pionieristica di Luigi Manzoni nella conduzione delle sue ricerche”. Fino a quegli anni infatti, lo studio e la didattica della botanica si erano sviluppati attraverso il disegno. Manzoni intuisce le straordinarie potenzialità della fotografia applicata alla scienza e progetta e si fa costruire da artigiani locali nuove strumentazioni. “Come un banco ottico lungo più di due metri, visibile nel museo, grazie al quale le immagini visualizzate al microscopio – aggiunge il professor Mocchi – potevano essere trasformate in fotografie”. Uno straordinario balzo in avanti per la scienza naturale che Manzoni applica anzitutto allo studio degli apparati radicali delle piante di vite: tra i suoi studi infatti vi sono ricerche dedicate ai fabbisogni idrici dei vigneti. Il suo obiettivo, che culminò nella genetica, era infatti di realizzare vigneti più resistenti, senza rinunciare però alla personalità di un grande vino. Fu così che nacquero i celebri Incroci Manzoni, il più apprezzato forse il Bianco 6.0.13, frutto dell’incrocio di Riesling Ramato e Pinot Bianco.
Sabato la giornata dedicata a questo straordinario personaggio della viticoltura internazionale inizierà alle 10 con l’apertura del convegno. Alle 12 il taglio del nastro del museo, dalle 12,30 alle 18 la scuola mette a disposizione visite guidate gratuite. Non mancherà la degustazione anche dell’Imbriago da Monovitigno Manzoni Bianco 6.0.13 di Latteria Soligo, tra i sostenitori del museo. Una doppia festa per Soligo: il suo formaggio nato in collaborazione con la Scuola Enologica, è salito proprio ieri nell’Olimpo caseario nazionale grazie alla Medaglia d’Oro conquistata ad Alma Caseus 2016, il più prestigioso concorso nazionale dedicato al patrimonio caseario italiano. L’Imbriago di Soligo, tra oltre 400 iscritti, l’ha spuntata nella categoria più “affollata”, quella dei formaggi a latte vaccino.