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Golf
PILLOLE DI GOLF/227: JUSTIN THOMAS SENZA RIVALI AL BRIDGESTONE INVITATIONAL

Il terzo evento del circuito World Golf Championship


AKRON (USA) - È Francesco Molinari a godere il favore degli spettatori. Lo divide con il leader mondiale Dustin Johnson, che di WGC ne ha già conquistati cinque. Anche Tiger Woods, riemerso grazie alla bella prestazione nell’Open Championship, è atteso con...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/226: UN BEL COMPLEANNO FESTEGGIATO SUL FAIRWAY

Torneo e party in onore di Luigino Conti, patron di Ca' della Nave


MARTELLAGO - Una Louisiana a due, per festeggiare il genetliaco di Luigino Conti, direttore del Club Cà della Nave, persona che sa farsi benvolere.Luigino, che ormai da tre anni ha assunto la dirigenza del Circolo trovando nel suo cammino un mare di difficoltà, è riuscito a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/225: CON L'ACI SI GIOCA NEL BOSCO DELLA SERENISSIMA

Al Golf Cansiglio il torneo promosso dall'Automobile Club


TAMBRE D'ALPAGO - L’Automobile Club d’Italia ha cura dei propri soci: al di là del suo compito d’istituto su tutto quanto è attinente all’automobile, mette a loro disposizione un Campionato italiano di Golf, che gira da aprile ad agosto, su 28 tra i...continua

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Recuperati documenti, strumenti d'epoca e le sue macchine fotografiche

NASCE IL MUSEO DEDICATO ALL'AGRONOMO "DEGLI INCROCI"

Da sabato alla Scuola Cerletti un'esposizione su Luigi Manzoni


CONEGLIANO - Nasce dalla caparbia volontà di un gruppo di insegnanti e dal sostegno corale di aziende, enti pubblici, ma anche di piccoli e grandi contributi economici di centinaia di ex allievi della Scuola Enologica Cerletti, il Museo Luigi Manzoni che sabato 14 Maggio sarà inaugurato dopo un convegno che ripercorrerà “L’eredità scientifica del Prof.Luigi Manzoni”, illustre scienziato che per quasi 50 anni lavorò a Conegliano (1912-1958) e fu preside della più antica scuola enologica d’Italia.
“Nell’ambito di un lavoro di catalogazione iniziato alcuni anni fa, ci siamo imbattuti in alcuni tesori nascosti nei magazzini e nei laboratori della nostra antica scuola – spiega Giuliano Mocchi che insieme alla collega Beatrice Raco e il professor Giovanni Follador hanno curato la raccolta –. Pezzi di macchine fotografiche dei primi del ‘900, microscopi, vetrini originali, collezioni botaniche vastissime. Un materiale prezioso poiché testimonia la visione pionieristica di Luigi Manzoni nella conduzione delle sue ricerche”. Fino a quegli anni infatti, lo studio e la didattica della botanica si erano sviluppati attraverso il disegno. Manzoni intuisce le straordinarie potenzialità della fotografia applicata alla scienza e progetta e si fa costruire da artigiani locali nuove strumentazioni. “Come un banco ottico lungo più di due metri, visibile nel museo, grazie al quale le immagini visualizzate al microscopio – aggiunge il professor Mocchi – potevano essere trasformate in fotografie”. Uno straordinario balzo in avanti per la scienza naturale che Manzoni applica anzitutto allo studio degli apparati radicali delle piante di vite: tra i suoi studi infatti vi sono ricerche dedicate ai fabbisogni idrici dei vigneti. Il suo obiettivo, che culminò nella genetica, era infatti di realizzare vigneti più resistenti, senza rinunciare però alla personalità di un grande vino. Fu così che nacquero i celebri Incroci Manzoni, il più apprezzato forse il Bianco 6.0.13, frutto dell’incrocio di Riesling Ramato e Pinot Bianco.
Sabato la giornata dedicata a questo straordinario personaggio della viticoltura internazionale inizierà alle 10 con l’apertura del convegno. Alle 12 il taglio del nastro del museo, dalle 12,30 alle 18 la scuola mette a disposizione visite guidate gratuite. Non mancherà la degustazione anche dell’Imbriago da Monovitigno Manzoni Bianco 6.0.13 di Latteria Soligo, tra i sostenitori del museo. Una doppia festa per Soligo: il suo formaggio nato in collaborazione con la Scuola Enologica, è salito proprio ieri nell’Olimpo caseario nazionale grazie alla Medaglia d’Oro conquistata ad Alma Caseus 2016, il più prestigioso concorso nazionale dedicato al patrimonio caseario italiano. L’Imbriago di Soligo, tra oltre 400 iscritti, l’ha spuntata nella categoria più “affollata”, quella dei formaggi a latte vaccino.