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Golf
PILLOLE DI GOLF/147: NUOVE TECNOLOGIE, DIVERTIMENTO E SOLIDARIETÀ

Due gare speciali con Bags4dream, Fuorilimite e Par 108


MARTELLAGO - Di questi tempi, freddi e umidi, non si avverte un grosso stimolo a partecipare ad una gara di Golf, salvo che l’attrazione non sia generata dalla simpatia degli ospiti. Ecco, le persone e l’armonia tra quest’insieme di associazioni, dedite a far beneficenza...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/146: ARBITRI, GARA E SUMMIT A MODENA

Il resoconto dell'incontro annuale dell'Aiag


MODENA - L’ Associazione Italiana Arbitri Golf, che annovera 171 arbitri italiani, tra i quali il sottoscritto, tutti gli anni...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/145: ALLA DANIMARCA LA COPPA DEL MONDO

Sesta la coppia azzurra Molinari - Manassero


MELBOURNE - Completate le tappe dell’European Tour 2016, c’è ora (24-27 novembre), la 58esima edizione della Coppa del Mondo, la ISPS Handa World of Golf. Un grande torneo, completamente diverso da quelli abituali, una gara di coppia. Si gioca al Kingston Heath GC - PAR 72 di...continua

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Ieri l'assemblea dei soci in Zoppas Arena, 1330 soci presenti su 9509

BANCA PREALPI, APPROVATO IL BILANCIO PER LA PIÙ GRANDE BCC VENETA

Ipotesi Way-out, Antiga:"Non la migliore da sposare"


CONEGLIANO - Una partecipata assemblea, quella che si è tenuta ieri alla Zoppas Arena per i soci di Banca Prealpi.
Una banca solida, ormai, a tutti gli effetti, tra le 14 maggiori Bcc in Italia e la più grande del Veneto, con le sue 41 filiali, i 123 comuni di competenza e i 328 dipendenti. Nella mattinata di domenica la riunione che ha portato all'approvazione del bilancio consuntivo 2015 con la presenza di oltre 1.330 dei 9.509 soci.

Nel delicato clima di un sistema bancario che si appresta ad affrontare le conseguenze di una forte riforma di categoria, l'istituto di Tarzo, che a fine 2015 ha incorporato Banca Atestina, conferma una fase di stabilità.

La raccolta è salita a 2.325.917.000 euro (+ 4,41 %), con una crescita in particolare della componente indiretta (+ 13,58 %), i crediti verso la clientela sono di 1.403.750.000 euro con una variazione in aumento dello 0,7 % mentre il patrimonio civilistico è salito a 227 milioni e 683 mila euro (nel 2014 era di 222 milioni e 695 mila euro).

"Il futuro che ci attende non ci offre assicurazioni facili e scontate, ma è ricco di potenzialità - ha detto il Presidente Carlo Antiga - a noi spetta il compito, in primo luogo, di avere fiducia nella validità e nella attualità del nostro modello imprenditoriale, nelle nostre capacità e risorse.
La vera forza motrice della nostra Banca è infatti sempre stata la dimensione aggregativa, che si sviluppa quando i soci agiscono animati dagli stessi valori, i valori della cooperazione, per il conseguimento di un obiettivo condiviso, lo sviluppo di Banca Prealpi perché esprima tutto il suo potenziale a favore dell'economia, della socialità e del territorio".

Per quanto riguarda la riforma del credito cooperativo, Antiga ha spiegato ai soci il motivo per cui l'ipotesi della "way out" (accessibile solo a 14 istituti cooperativi in Italia, per cui l'unico nel Veneto sarebbe proprio Prealpi) non sia la migliore da sposare. "Coscientemente abbiamo scelto di non percorrere questa strada - ha aggiunto il presidente - perché riteniamo che il prezzo per un'autonomia a tutti i costi potrebbe esser quello di un'inefficienza e di un'incapacità di rimanere soggetto vero e attivo nell'economia del territorio. Dobbiamo continuare a servire il territorio, questa è la nostra vera mission, cercando di promuovere il nostro modello all'interno del nascente gruppo cooperativo del quale faremo parte".

Proprio a seguito della fusione, l’assemblea ha proceduto all’approvazione dei bilanci consuntivi di entrambe le banche. Quello di Banca Atestina registra un'importante perdita di oltre 26 milioni di euro, coperta per intero con le riserve dello stesso istituto incorporato.
L'assemblea di Banca Prealpi ha approvato il progetto di copertura delle passività dell'istituto che aveva sede ad Este: un risultato, ha spiegato il direttore generale Girolamo Da Dalto, penalizzato anche dall'esodo volontario di molti dipendenti e dai contributi versati ai fondi per il sostegno delle crisi bancarie ma comunque legato a una struttura che ha portato in dote alla banca di Tarzo un patrimonio positivo.

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