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Golf
PILLOLE DI GOLF/271: MATTHEW JORDAN ALL'ULTIMO COLPO NELL'ITALIAN CHALLENGE

L'inglese si impone al playoff sull'azzurro Scalise


MONTEROSI (VT) - Usciamo per un po’ dagli schemi del PGA, e dell’European Tour, per vedere come vanno le cose con l’Italian Challenge. Il Challenge Tour è il tour di golf professionale maschile europeo di secondo livello. È gestito dal PGA European Tour e, come per...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/270: IL GOLF ABBRACCIA LA SOLIDARIETA’

A Ca' della Nave l'undicesimo Trofeo Par 108


MARTELLAGO - Non finisce di stupire il Par 108. È nato bene, ed è un continuo crescendo: per l’affiatamento dei soci, e la buona organizzazione. Domenica il loro Comitato ha programmato una Louisiana a quattro giocatori, 18 buche stableford sul percorso del Club di Ca della...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/269: SETTE AZZURRI IN GARA IN GERMANIA PER L'EUROTOUR

Con una spettacolare rimonta Andrea Pavan vince il Bmw International


MONACO DI BAVIERA (GER) - Edoardo Molinari, Guido Migliozzi, Nino Bertasio, Lorenzo Gagli, Andrea Pavan, Filippo Bergamaschi e Renato Paratore reduce quest’ultimo dall’US Open, sua prima esperienza in un major, scendono in campo al Golf Club München Eichenried di Monaco di Baviera,...continua

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La nostra rubrica sul mondo golfistico a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/122: L'AIGG IN TRASFERTA IN SLOVENIA

Sfida Italia- S. Marino all'ombra del castello di Grad Mokrice


GRAD MOKRICE - In Slovenia, quasi al confine con la Croazia, due passi dall’autostrada A2 che collega Lubiana con Zagabria, una verde campagna intorno, c’è un fitto bosco ad avvolgere il maniero che si erge ricco di storia e di leggenda.
Inserito nel suggestivo villaggio di Mokrice, il Campo da Golf non può che essere alla sua altezza. Diciotto buche Par 71 di 5678 m, che si estendono sui 66 ettari di foresta secolare circondanti il maniero, che ti portano a giocare fin sotto la sua mole. Costruito nel 1944, è disegno di Donald Harradine, il noto architetto svizzero nato a Londra, il cui studio progettò o rimodellò 200 campi da golf su terreni di ogni natura, dal mare alla montagna, sparsi in ogni angolo del mondo. A Grad Mokrice tracciò il percorso nel più ampio rispetto della morfologia naturale delle colline, ad offrire splendide vedute sui d'intorni. Forti salite e ripide discese caratterizzano il percorso come non ho visto mai. Lo sviluppo del tracciato è su fitti boschi che avverti impenetrabili, e su venti ettari di parco all’inglese pieno di piante rare, accanto a un pittoresco pereto, e nel piacevole incontro di una piccola cappella gotica con soffitto a volta ricca di decorazioni.
Risale al XVI secolo l’odierno castello, seppur che dai molti reperti archeologici (la cisterna romana, la torre, le lapidi con iscrizioni, la pietra miliare ecc.), indicano con chiarezza la sua origine. Sulla collina dove sorge il castello, al tempo di Roma si ergeva la fortezza militare ROMULA, importante base militare inclusa nella Tabula Peutingeriana. La eresse Roma a difesa del territorio dai tumulti dei turchi, su di una via già a quel tempo importante per il collegamento con l’oriente, la via che collegava Aquileia a Emona, oggi Lubiana.
Dopo la guerra Mokrice fu nazionalizzata, oggi è proprietà delle Terme Catez. I cambi di mano significarono modifiche architettoniche, per cui si va dal basso gotico al barocco, passando per il rinascimentale. Il ponte levatoio, restaurato nel 1854, svolse la sua ultima funzione nel ’44, a proteggere il castello dall’attacco dei partigiani. A evidenziare la cappella barocca St Ana, il giardino all’inglese di oltre due secoli.
Ho fatto parte di una delegazione di giornalisti golfisti italiani organizzato da Terme Catez, per far scoprire più nel dettaglio alla stampa italiana le opportunità del luogo. Si è giocato il “torneo dell’amicizia” sul green di Grad Mokrice, dal 24 al 26 maggio 2016: incontro a squadre tra i colori dell’Italia (capitano Mario Fornasari) e di San Marino (Pietro Ruo) in terreno neutro, appunto in Slovenia.
Il Campo: Avevo sentito parlare con rispetto della buca 5, un Par 4 non eccessivamente lungo, con dog-leg a sinistra. A vederne il tracciato sullo score non si direbbe tanto difficile, e invece lo è, eccome! Seppur molto divertente: per arrivare regolari in green è necessario fare il tee shot di 200 metri, ma questo è per pochi anche perché il fairway è stretto, e le chiome degli alberi son calamita di attrazione per la pallina. Non bastasse, ti accompagna il costante rischio del fuori limite, e il green è ben protetto da calamitosi bunker. Non è a caso che la buca è contraddistinta di hcp 1. Non avendo più molti colpi a disposizione, la nostra compagna di gioco Laura Visentin ha eroicamente tagliato un tratto del gomito con un colpo a correre sotto gli alberi; sembrava impossibile, ne ha invece tratto soddisfazione. Io ho preferito non correre rischi, ma niente da fare, X. Dal tee dalla buca 10, un Par tre di 150 m in forte pendenza, è notevole la solennità del castello che orgoglioso si presenta. Un colpo d’occhio che s’imprime nella memoria. Se la 10 è relativamente facile, impegnativa è invece la 11: fatto un buon tee shot, è logico pensare al green, ma quel laghetto che si frappone elegante, ha avuto la visita di troppe palline.
Alla fine il successo è stato per l’Italia; e meno male, perché era da tempo che il trofeo era in mani sanmarinesi. A decidere il successo dell’Italia, è stata la prestazione di Fabrizio Bottazzin, il miglior punteggio, 34 punti stableford. Al vincitore, pluridecorato nell’equitazione internazionale, è stata fatta una breve intervista da Marco Lanza, mentore e moderatore della competizione, che è possibile ascoltare nel sonoro. -- control 2 clic>>>
Ho potuto apprezzare la poesia del sito, pranzando sul terrazzo soleggiato che sovrasta il green della 18, là dove finisce la partita, buon posto per gli applausi.
Non c’è però solo Golf a Grad Mokrice: Chi vi soggiorna può godere delle Terme Catez, annoverate tra le più importanti d’Europa (12.000 m2 di superfici acquatiche). Si assapora qui la massima cura per l’ambiente, l’appassionato può scoprire mondi vegetali e animali, altrove inesistenti: La vite rossa vellutata, coltivata da oltre 400 anni, può essere definita la più antica del mondo; e l’ape, l’insetto senza di cui non ci sarebbe vita, è rappresentata qui dalla Carniola, l’ape carnica, specie nativa allevata in purezza. È l’unico Paese in Europa a sforzarsi per la protezione della specie autoctona. I boschi coprono il 58% del Paese; questo enorme verde crea l’aria fine, l’atmosfera tersa. L’acqua è la più pura d’Europa.
E ora la cosa che forse di più ho apprezzato: il soggiorno nel castello con quelle spesse mura, gli interni dai raffinati mobili d'epoca, le cene nell’elegante ristorante accompagnati dalle deliziose note del pianoforte. Un’atmosfera che mi ha fatto assaporare il fascino del passato.
Paolo Pilla