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Golf
PILLOLE DI GOLF/147: NUOVE TECNOLOGIE, DIVERTIMENTO E SOLIDARIETÀ

Due gare speciali con Bags4dream, Fuorilimite e Par 108


MARTELLAGO - Di questi tempi, freddi e umidi, non si avverte un grosso stimolo a partecipare ad una gara di Golf, salvo che l’attrazione non sia generata dalla simpatia degli ospiti. Ecco, le persone e l’armonia tra quest’insieme di associazioni, dedite a far beneficenza...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/146: ARBITRI, GARA E SUMMIT A MODENA

Il resoconto dell'incontro annuale dell'Aiag


MODENA - L’ Associazione Italiana Arbitri Golf, che annovera 171 arbitri italiani, tra i quali il sottoscritto, tutti gli anni...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/145: ALLA DANIMARCA LA COPPA DEL MONDO

Sesta la coppia azzurra Molinari - Manassero


MELBOURNE - Completate le tappe dell’European Tour 2016, c’è ora (24-27 novembre), la 58esima edizione della Coppa del Mondo, la ISPS Handa World of Golf. Un grande torneo, completamente diverso da quelli abituali, una gara di coppia. Si gioca al Kingston Heath GC - PAR 72 di...continua

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La nostra rubrica sul mondo del golf insieme a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/123: GOLFVELASCIANDO 2016 ARRIVA AL TRAGUARDO

A Venezia l'ultima prova della XIII edizione Trofeo Bisol


VENEZIA - Sulle acque antistanti Venezia, domenica 29 maggio, è terminata l’annuale manifestazione combinata di tre discipline sportive, Sci-Golf-Vela, ideata da Mirco Sguario e da lui curata con il valido supporto di Luca Frezza. Era la 13esima edizione, il Trofeo Bisol.
Partita il 20 marzo con la prova di slalom gigante al 5 Torri organizzata dallo Sci Club Drusciè di Cortina, era stata una giornata memorabile per le condizioni del sole e della neve. Per il suo prodigarsi al meglio, si classificò bene l’armo “Yoyful” 44 piedi di Fabio Fior, con un buon punteggio raggiunto dall’equipaggio di cui ho fatto parte anch’io. Mitico fu poi il dopo gara, che ci vide affrontare le piste di quella montagna, straordinaria palestra di roccia, museo all'aperto della Grande Guerra con la sua linea trincerata, le postazioni ristrutturate sotto il Lagazuoi. Abbiamo raggiunto i ricoveri nelle Dolomiti, tappa dei pionieri della montagna più autentica, meta desiderata da generazioni di alpinisti di tutto il mondo.
A seguire, l’8 maggio la seconda prova, il Golf, giocata in quel bel Campo che è Villa Condulmer, come sempre inappuntabile: una giornata radiosa, il Campo tirato a lucido, e la compagine di “Yoyful” incrementata rispetto alla prova di sci. Più di cento erano i golfisti in partenza, con il primo team avviatosi alle 8 del mattino. A esser sinceri però, non è stato tanto felice l’apporto di punteggio per l’armo. Non avevamo preso in considerazione il contributo che ci avrebbero dato i golfisti del Putt, se ci fossero stati, com’è invece avvenuto per le altre barche.
E ora, 29 maggio, la prova finale, la regata. Se le due prove precedenti erano state all’insegna del bel tempo, oggi Febo ha fatto i capricci. Già frustrati dalle previsioni non buone, gli equipaggi delle otto imbarcazioni appartenenti a due distinte classi veliche, hanno anche subìto un avviso di sospensione per maltempo, poi rientrato. Sette degli otto yacht allineati accanto alla barca giuria son partiti, alle 13, sotto una leggera pioggia. All’ottavo armo “Yoyful”, armatore Fabio Fior, in attesa del pennello dell’intelligenza, si è incattivita una vela sullo strallo di prua per il malfunzionamento del rollafiocco, costringendo l’equipaggio a desistere dal partire. Peccato, quella bella barca di 13 metri e mezzo, era tra le favorite. La lucidità dell’armatore, e la prontezza dell’equipaggio, hanno evitato la collisione tra natanti, che in quelle condizioni di vento e pioggia poteva essere disastrosa. L’iniziale entusiasmo di capitan Fior, trasformato in delusione! Stanti le condizioni atmosferiche, i due triangoli classici di regata si son ridotti a uno. La partenza si è svolta comunque in modo corretto, nessun OCS. Immediato il ruolo dei tattici di C’est la Vie e di Elca, a caratterizzare le loro rotte. Mura a dritta, vento sui 12-15 nodi. “Lasco” al passaggio della prima boa, e dalla seconda un gradito “Traverso” fino alla Pagoda. La regata, nonostante tutto si è svolta in sicurezza, in modo conforme al regolamento ISAF, e la normativa federale per la vela d’altura. Questo, anche se il mare si era intanto formato, se c’era stata la presenza di qualche pesante scroscio, e il vento si era alzato a 43 nodi. Rapido il compimento: Il triangolo di regata si è concluso in quaranta minuti. Giacché le operazioni di disarmo delle imbarcazioni dopo il rientro andavano inevitabilmente per le lunghe, ho potuto scambiare qualche parola con il giudice di gara. Ne è emerso che a tener alto il morale, in barca giuria, c’era vino buono a compensare l’uggia, anche se troppo bene non sposava con il beccheggio. Ho anche raccolto dai regatanti qualche lamentela sul rating, l’accorpamento delle classi, che si sarebbe desiderato consono a dare tempo compensato più coscienzioso. Ma tant’è.
Tra le molte coppe, premiati i primi tre classificati d’ogni singola classe, e il primo classificato in tempo compensato. Per la classe a) Carlo Naibo ha bissato il risultato delle precedente edizione, occupando il podio più alto con “ELCA”. In classe b) il migliore è stato l’intramontabile Bepi Anselmi con “CREATURA”. Il premio per miglior atleta sci-golf è andato ex equo a Bruno Ciutto e Patrizia Sartori, entrambi dello sfortunato yacht “YOYFUL”.
Due parole sul sito ospite, il “Marina Venice Sant’Elena” : Quarant’anni fa, nella mia lunga frequenza alla scuola di marineria veneziana per acquisire l’abilitazione alla vela d’altura, mi ricordo quante volte mi soffermavo a pensare che in questa importante Venezia, con la sua laguna unica nel mondo, sarebbe stato opportuno un maggior numero di porticcioli turistici. Ecco, questo nuovo a Sant’Elena è eccellente e pratico, in uno storico ambiente. Darsena tutta nuova, situata in posizione strategica, a breve distanza dall’Arsenale della Serenissima, al riparo da Bora e Tramontana, con acque calme anche quando soffia lo Scirocco. 150 ormeggi per imbarcazioni da 10 a 60 metri, e altri 20 per barche minori. E sono in animo ancora progetti di spessore. Lo scorso anno, nel corso del “Venice Hospitality Challenge”, ha ospitato il glorioso “Moro di Venezia”, che sotto la guida di Paul Cayard, nel 1992 si era aggiudicata la Louis Vuitton Cup. Possiede poi un altro tratto rilevante, la darsena: È diretta da Adelaide, quella splendida, spedita ma garbata toscanaccia, ai cui verdi occhi nulla sfugge.
Dopo la premiazione, un ricco buffet nel parterre del marina. Si è così conclusa la manifestazione, seppur un po’ sotto tono, che vede il ruolo di tre discipline richiedenti concentrazione, determinazione, rigore.
Paolo Pilla