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Golf
PILLOLE DI GOLF/173: U.S. OPEN TRA SORPRESE E MONTEPREMI RECORD

Vince Brooks Koepka, dopo un'ecatombe di big


ERIN (USA) - È partito il 15 giugno dal Wisconsin, il secondo major della stagione, il più importante, l’US Open. Si è giocato sul tracciato dell’“Erin Hills”, un campo straordinario, e un ricchissimo montepremi, 12 milioni di dollari, il più alto...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/172: RENATO PARATORE NUOVA STELLA DEL GOLF ITALIANO

Il ventenne coglie il successo al Nordea Masters.


BARSEBACK - Una nuova stella si è affacciata sul firmamento del Golf italiano. Si chiama Renato Paratore; è romano, ventenne, ma ha ormai testimoniato grande talento, e un’incredibile maturità. Incisivo e determinato come un vero Campione, ha colto il successo di questa...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/171: IL TORNEO AIGG ARRIVA IN VENETO

Settima e ottava tappa a Ca' della Nave e al Montecchia


MARTELLAGO/SELVAZZANO DENTRO - Dopo i Campi romani, dopo la Felsinea, dopo la Toscana, toccava al Veneto ospitare, l’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti, nel suo tour nazionale. Lo ha fatto accogliendo nei suoi bei Campi i giornalisti, all’avvio nel “girone di...continua

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Domenica il bassanese Stefano Farronato parte in solitaria con bici e tenda

IN ALASKA PEDALANDO 1332 KM LUNGO LA VIA DEL PETROLIO

"Un viaggio lento e pulito per portare un messaggio green"


Alaska Eleven Highway, 1332 km nel cuore dell’Alaska da percorrere in sella ad una bicicletta da cicloturismo modello Delhi in solitaria per 20 giorni. È la nuova, avventurosa sfida che vede coinvolto il bassanese Stefano Farronato (sopra il link all'intervista).

Un’avventura che impegnerà l’arboricoltore bassanese per circa un mese a partire da domenica 19 giugno. Un itinerario studiato nei minimi dettagli: arrivo ad Ancorage con sosta di 2 giorni, seguita da 12 ore sull’Alaska Railroad Denali Star Train che passa per il Parco del Denali, dove è stato girato Into the wild, con destinazione Fairbanks da dove partirà la vera sfida, fino alla meta Deadhorse.

Bicicletta tedesca, due zaini con lo stretto necessario - uno per il cibo e l’altro per le attrezzature – un pannello solare, telefono satellitare, GoPro, tablet, smartphone per documentare il viaggio e tanta determinazione per affrontare una strada molto isolata, dove non esistono cabine telefoniche né connessioni ad internet per km, e solo tre villaggi lungo tutto il percorso: Coldfoot, Wiseman e Deadhorse.

Farronato si troverà a viaggiare con rigide temperature (5/10 gradi in media) e luce h24. Il tratto più pericoloso: gli ultimi 300 km praticamente isolato e possibile preda di orsi grizzly, alci, animali selvatici e una grande varietà di insetti. Un’attraversata possibile mantenendo gli 80 km al giorno: 666 km all’andata e altrettanti al ritorno.


Nata come via di comunicazione per il rifornimento di petrolio dopo la scoperta di un giacimento a Prudhoe Bay (costa settentrionale dell’Alaska) nel 1969 e aperta al traffico privato nel 1981, la James W. Dalton Highway o Alaska Route 11, inizia dalla Elliott Highway, presso Livengood, a circa 85km a nord-ovest di Fairbanks, e finisce a Deadhorse nei pressi dell'Oceano Artico.


Da un punto all’altro, un susseguirsi di scorci paesaggistici mozzafiato fra alti massicci rocciosi e gole profonde, valli, paludi e un’ampia varietà di flora e fauna. “Un panorama che vale la fatica – afferma Farronato - vedrò centinaia di specie arboree rarissime per non parlare degli scorci, decisamente da film.”

Ciò che più mi attira di questa strada sono proprio i suoi paradossi. Alaska Route 11 è stata costruita in una terra incontaminata per collegare un oleodotto. Ciò significa costruire per distruggere. La percorrerò in bicicletta, quanto di più lontano da ciò che lo sfruttamento del petrolio rappresenta.”
“È un viaggio ‘lento’ – spiega Stefano – un viaggio di testa. Saremo io, la mia bicicletta e l’infinito.”

Stefano Farronato non è nuovo a simili imprese. Appassionato di montagna, trekking, free climbing, alpinismo, sci, trail running, rafting e parapendio, ha all’attivo ben 13 spedizioni: dal 2000 al 2015, ha infatti attraversato Nepal, Patagonia, Islanda, Ecuador, Mongolia, Groenlandia, Pamir, Isole Svalbar…

Sarà possibile seguirlo nella 14ma spedizione grazie al blog www.elevenalaska.net. Il diario di bordo, le emozioni vissute da Stefano, verranno raccolte e raccontate successivamente in un documentario a cura del regista Pai Dusi.