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Golf
PILLOLE DI GOLF/315: I CIRCOLI FINALMENTE RIAPRONO

Massima attenzione, ma non c'è ambiente più salutare dei campi


MARTELLAGO - Era tempo, sono tanti i golfisti che attendevano questo momento, desiderosi di ritrovare il benessere fisico, hanno ora il morale risollevato. Questa disciplina è pronta a ripartire, meglio di tante altre, la sua pratica è essa stessa anti Covid. Non prevede...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/314 - CAMPI/26: IL GOLF CLUB AL LIDO

Agli Alberoni, il primo campo del Veneto ispirato da Henry Ford


VENEZIA - Golf al Lido, Alberoni. Parliamo del Campo di Golf che nasce nel 1928, il primo nel Veneto. Il posto dove sorge è fascinoso: una lingua di terra tra mare e laguna, un po' complicato da raggiungere. Ma qui non è applicabile il detto “per aspera ad astra”,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/313- CAMPI/25: IL GOLF CLUB DONNAFUGATA

In Sicilia, un gioiello in cerca di rilancio


RAGUSA - Un gioiello italiano del Golf in ginocchio, un’eccellenza italiana che sta scomparendo. Civico 194 di Contrada Piombo, nel Ragusano. Immerso nella macchia mediterranea, laborioso arrivarci, un angolo di Sicilia affascinante. Le terre di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo, Intriso di...continua

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Entrano due nuovi comuni nell'area, consentita una maggior resa

NUOVO DISCIPLINARE PER IL RADICCHIO VARIEGATO DI CASTELFRANCO

Dopo 20 anni, le modifiche per rispondere alle esigenze di mercato


TREVISO - Un lungo iter burocratico sta per giungere alla sua conclusione. A vent’anni dalla sua approvazione sta per subire una importante modifica il disciplinare di produzione del Radicchio Variegato di Castelfranco IGP. La rosa tra i radicchi, nata quasi due secoli fa dall’incrocio tra Radicchio Rosso di Treviso e indivia, caratterizzata da un gusto più dolce rispetto al Radicchio di Treviso e da foglie color crema screziate di rosso, ha visto crescere la sua produzione in maniera esponenziale negli ultimi anni. Un sempre maggiore interesse da parte della produzione orticola di qualità del Veneto da attribuire, particolarmente ma non solo, all’utilizzo nelle produzioni di quarta gamma dove il Variegato di Castelfranco risulta infatti particolarmente apprezzato non solo per il gusto deciso, ma anche per la durabilità. L’interesse della GdO ha portato in questi anni da una crescita costante delle superfici coltivate (intorno al 10% l’anno, nell’ultimo quinquennio). Dal mondo della produzione, tuttavia, sono giunte diverse istanze di modifica del disciplinare di cui il Consorzio di Tutela si è fatto interprete giungendo ora alla fase finale del procedimento di modifica. “Nulla cambia per il consumatore, la tutela del prodotto tradizionale è garantita – spiega il presidente del Consorzio, Paolo Manzan – e tuttavia è fondamentale questo adeguamento che si conforma alle nuove tecniche produttive e alle esigenze del mercato, dimostrando così ai nostri soci che il disciplinare non è un vincolo meramente burocratico, ma una carta di garanzia per proseguire uniti sulla strada della qualità”.
Nel concreto cosa cambia: nei territorio di produzione dove è consentita la coltivazione dell’IGP entrano due nuovi comuni (Marcon, in provincia di Venezia e Tribano, in provincia di Padova). I comuni nell’area IGP passano quindi a 54 (25 in provincia di Treviso, 20 nel padovano e 9 nel veneziano). Inoltre sarà consentita una maggior resa per ettaro quale risposta al miglioramento varietale e delle tecniche di produzione. Infine, il nuovo disciplinare consente maggior libertà nell’utilizzo di nuove tipologie di confezionamento per andare incontro alle esigenze dei consumatori ed a quelle di marketing.
Dopo l’istruttoria seguita dalla Regione Veneto ed ora approdata al Ministero delle Politiche Agricole, mercoledì prossimo, alle 17, nella sede del Consorzio di tutela  (piazza Indipendenza 2, a Quinto di Treviso) è stata fissata la pubblica audizione.  Una volta concluso l’iter, il nuovo disciplinare tornerà a Bruxelles per l’approvazione definitiva da parte dell’Unione Europea.