Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Maggiori informazioni
Golf
PILLOLE DI GOLF/147: NUOVE TECNOLOGIE, DIVERTIMENTO E SOLIDARIETÀ

Due gare speciali con Bags4dream, Fuorilimite e Par 108


MARTELLAGO - Di questi tempi, freddi e umidi, non si avverte un grosso stimolo a partecipare ad una gara di Golf, salvo che l’attrazione non sia generata dalla simpatia degli ospiti. Ecco, le persone e l’armonia tra quest’insieme di associazioni, dedite a far beneficenza...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/146: ARBITRI, GARA E SUMMIT A MODENA

Il resoconto dell'incontro annuale dell'Aiag


MODENA - L’ Associazione Italiana Arbitri Golf, che annovera 171 arbitri italiani, tra i quali il sottoscritto, tutti gli anni...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/145: ALLA DANIMARCA LA COPPA DEL MONDO

Sesta la coppia azzurra Molinari - Manassero


MELBOURNE - Completate le tappe dell’European Tour 2016, c’è ora (24-27 novembre), la 58esima edizione della Coppa del Mondo, la ISPS Handa World of Golf. Un grande torneo, completamente diverso da quelli abituali, una gara di coppia. Si gioca al Kingston Heath GC - PAR 72 di...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Le risorse per democrazia, pluralismo e dignità ci sono dal MISE

ANTENNA TRE, PATRIMONIO DEL NOSTRO TERRITORIO

Invitiamo i nostri politici a fare lobby per chi li ha votati


Le recenti notizie sulla difficoltà di Antenna Tre ci lasciano sgomenti. Nessuno come noi, conosce lo stato d'animo di chi, pur sapendo di aver cercato di fare del suo meglio, è costretto dalla contingenza a terra...
Il pensiero va a Thomas Panto, per tutto quello che ha investito nell'azienda, al direttore Domenico Basso e al suo braccio destro Danilo Guerretta, per come hanno svolto con dignità e professionalità il loro lavoro, e, non ultimi, a tutti i ragazzi della redazione, come ai tecnici e a tutto il personale.
Alle parole bisogna dare seguito fattivamente, quindi il nostro messaggio è rivolto innanzitutto ai nostri politici: tutti, nessuno escluso, hanno dimostrato di non essere al servizio di chi li ha votati, del Veneto, dell'Italia, dell'Europa, ma solo di essere al servizio dell'Unione monetaria europea. Fatti alla mano. Chiediamo loro di fare lobby per coloro che li hanno sostenuti e votati, per gli interessi della loro terra. Insieme determinano la maggioranza, insieme possono decidere del futuro della nuova legge sull'informazione, come del futuro dei risparmiatori di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. A cosa servono le commissioni parlamentari di inchiesta, quando i soldi che determinavano il valore delle azioni in oltre 40 e oltre 60 euro sono stati trasferiti e sostituiti da pezzi di carta, che hanno portato il valore delle azioni a pochi centesimi. Si indaghi su dove è stata trasferita la liquidità presente nelle nostre banche e si provveda a farla restituire (il debito detestabile è un principio giuridico internazionale), visto la spazzatura ricevuta dai mercati della finanza. Chi ha votato le leggi che hanno permesso questo, non certo noi.

DIFENDERE L'INFORMAZIONE E' DIFENDERE LA DEMOCRAZIA

Per chi non lo avesse capito è in atto un silenzioso attacco alla democrazia anche per mezzo di mancato sostegno e tagli pretestuosi. Relativamente a questi ultimi, giusto che chi approfitta, sia perseguito, ma non si tolgono le contribuzioni in modo indiscriminato, casomai si danno a tutti quelli che lavorano seriamente per informare.
Ebbene sì, siamo l'organo del più piccolo movimento del mondo, ma non ci manca la dignità di difendere il nostro lavoro, come quello di realtà ben più autorevoli della nostra, usate e abusate, come la nostra, da tutti senza limitazione di colore politico.
Per quanto attiene a noi, abbiamo cercato di concretizzare un servizio pubblico, proprio in rispetto delle contribuzioni ottenute. Abbiamo cercato, pur con i limitati mezzi a nostra disposizione, di onorare al territorio, in piena indipendenza (cosa che certo a qualcuno ha dato fastidio), grazie ad un gruppo di giovani professionisti, un onesto notiziario radio, molti spazi di approfondimento, un seguito portale web (storicamente il primo). Nel nostro modesto essere organo di un piccolo movimento, orgogliosamente rivolto al proprio territorio, ci siamo anche impegnati nel mondo della cultura, non abbiamo certo lo spessore e la statura per promuovere premi letterari agli sms, ma anno dopo anno il nostro "Prosecco Classic Festival" si è affermato ed è stato apprezzato da un pubblico di migliaia di appassionati, con la discrezione e la sensibilità che ci è propria. Volutamente non abbiamo mancato di valorizzare anche la cultura del nostro lavoro, la cui massima espressione, per noi, legati alla storia della nostra terra, ha le radici affondate nel sudore delle gerle cariche di letame trasportate su per le colline e che ancor oggi annovera oltre un migliaio di aziende agricole. Cosa diversa - ci venga concesso - di un prodotto che, per quanto certificato, ad ascoltarlo bene, riesce anche ad intonare "Romagna mia". 
Evidentemente essere piccoli, poveri, innamorati del proprio lavoro e carichi di buon senso e di iniziativa per il bene comune, per qualcuno è un limite da debellare.
Non stupisce tanta insensibilità verso il mondo dell'informazione. Una delle massime conferme la abbiamo appena vissuta alla luce di quello che è successo a soci e risparmiatori di Veneto Banca e di Banca Popolare di Vicenza, dramma verso il quale l'informazione libera non ha potuto giocare quel ruolo di supporto al quel gruppo di imprenditori che, dopo aver visto il prelevamento degli utili di anni in regime economia reale, ha cercato di racimolare fondi per l'aumento di capitale, in modo da mantenere sul territorio anche i muri delle banche, prelevati anche questi per un esborso irrisorio rispetto al loro reale valore. A buon intenditore poche parole.
Nostro malgrado dobbiamo soffermarmarci al mondo dell'infomazione, agli attacchi che da qualche anno questa componente fondamentale della libertà e della democrazia sta subendo.
Leggendo l'imminenza di questo stato di crisi, mi ero attivato nei confronti del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, invitandolo a redigere una legge ispirata all'articolo 4 della legge 250/1990 sull'editoria. Il fine era quello di estendere le prerogative del sostegno pubblico a tutti gli operatori dell'informazione locale. Democrazia e pluralismo sono un servizio essenziale reso alla comunità che va sostenuto da tutti e verso chiunque lavora per questo, senza distinzione di appartenenza.
Si dimostrò di parola, non certo per colpa sua, la risposta è redatta nella successiva legge regionale, la quale nei titoli annuncia il sostegno al settore della radio diffusione. Peccato, che al suo interno tolga ogni possibilità a chi ha una qualsiasi contribuzione dallo Stato in giù. Guarda caso, tutte le emittenti radiotelevisive hanno un minimo sostegno e dal Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, e dal ministero dello Sviluppo economico. Tutte, nessuna esclusa, ovvero tutte escluse dal sostegno regionale.
Più di recente la notizia infausta (per il pluralismo e la democrazia) che la legge, proposta dal PD, già approvata dalla Camera, qualora fosse votata così com'è anche dal Senato, toglierebbe anche a noi ogni sostegno.
Siamo del parere che, proprio perchè siamo l'organo del più piccolo movimento del mondo, abbiamo il diritto e il dovere di poter dire liberamente la nostra.
Non vogliamo alcun privelegio, siamo convinti e vorremmo vivamente che le stesse opportunità avute fossero condivise con tutto il mondo dell'informazione locale.
Non ci arrendiamo – e non solo per noi - al fatto di essere costretti a rinunciare alla democrazia e al pluralismo. Quello che sta succedendo oggi è appunto la più eloquente e palese dimostrazione circa la volontà di sopprimere i valori fondamentali di un vivere civile.
L'informazione, in un paese davvero evoluto, è al primo posto nella scala dei princìpi di democrazia.

PEGGIO DELLA TURCHIA
L'informazione e il pluralismo sono vera democrazia: in Turchia imprigionano i direttori e i giornalisti dissidenti. In Italia si fa prima: in nome dell'austerità e della moralità, si uccidono le testate togliendo loro, ed in primis a quelle delle opposizioni, ogni finanziamento.
Tra noi e la Turchia cosa cambia? Alla ragione dei fatti, la Turchia si dimostra più civile, imprigiona solo direttori e giornalisti dissidenti, agli altri lavoratori permette loro di conservare il posto di lavoro...
Protestiamo e denunciamo questo a tutela non solo della nostra testata e dei suoi posti di lavoro, ma a tutela di tutti coloro che lavorano nel settore dell'informazione locale. Si contano a migliaia i lavoratori messi sulla strada, ma per i nostri politici forse sono solo addetti, giornalisti e professionisti di serie inferiore. esattamente come i nostri risparmiatori: solo gonzi di serie B, da lasciare in balia di leggi messe a segno in una escalation puntuale...
La democrazia e il pluralismo, come il risparmio delle famiglie, vanno difesi con dignità, anche al prezzo di sacrifici estremi.

LE RISORSE PER L'INFORMAZIONE CI SONO, ECCOME: DAL MISE!
Lo Stato deve e può intervenire: il MISE (Ministero dello Sviluppo economico), solo per fare un esempio arcinoto, assegna alla Rai (in aggiunta al canone) oltre un miliardo e trecento milioni di euro, dei quali all'incirca sette, ottocento milioni vanno a sole tre case di produzione di fiction (cito, solo per capirsi 'Il commissario Montalbano', per altro più che rispettabile produzione). Prima delle fiction però, in un paese civile e democratico, la tutela va a chi opera seriamente nell'informazione e per il pluralismo.
E' arcinoto che dal MISE, come dalla Regione Veneto, per canali e titoli i più diversi, alcune emittenti già attingono. Continuino a farlo, è un loro sacrosanto diritto, ma quello che per ora è un privilegio riservato a pochi sia allargato a tutti in riconoscimento di quello che di fatto è un pubblico servizio al territorio.

E' a dir poco vergognoso quello che sta succedendo alla nostra informazione, é vergognoso, in un paese civile, che decine - più di una una cinquantina - di giornalisti anche l'altro giorno rimangano a casa. E quanti altri saranno costretti a seguirli a breve! Il loro lavoro non merita dignità, non è forse un lavoro di pubblico servizio o, come detto, deve servire solo per essere usato ed abusato.
E' impensabile che per l'informazione locale, baluardo di vera democrazia,  non si reperiscano i fondi. E' impensabile che alla carta stampata vengano dati solo cinquecento milioni, insufficienti per pagare decentemente i collaboratori, e agli organi di partito, quantomeno a quelli che fanno seriamente il loro dovere di fare informazione, vengano tolti i finanziamenti.
In democrazia, qualsiasi sia la realtà che si rappresenta, è un diritto sacrosanto poter esprimere le proprie idee e i propri ideali.
Roberto Ghizzo