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Golf
CAMPI DA GOLF/15: GOLF CLUB PUNTA ALA

Sulla costa della Maremma un percorso impegnativo e spettacolare


PUNTA ALA - Da sempre la Toscana è conosciuta per essere una splendida regione. Si arriva in Maremma, e la cosa ha, per certi aspetti, una connotazione ancora maggiore. A sud del golfo di Follonica troviamo Castiglione della Pescaia, e subito si arriva a Punta Ala, un tempo chiamata...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/169: SPETTACOLO E INNOVAZIONE: È GOLFSIXES

A Londra, l'European Tour sperimenta una nuova formula


LONDRA - Al Centurion Club di St. Albands, a Londra, l’evento inaugurale di questo rivoluzionario agone, il “GolfSixes”, che assegna un premio di un milione di euro. Con tale torneo Keith Pelley, il ceo del Tour Europeo, intende rinnovare un po’ gli schemi...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/168: FESTA IN PIAZZA A MARTELLAGO CON IL GOLF

Anche lo sport protagonista nella tradizionale manifestazione nella cittadina veneziana


MARTELLAGO - Martellago è una cittadina dell’entroterra veneziano vocata e particolarmente attenta al settore primario, l’agricoltura. Gli abitanti sono laboriosi, e attaccati alle memorie del passato. Nel 1945, alla fine del disastroso conflitto mondiale, entrò in uso per...continua

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La Cna di Castelfranco: "Fisco amico delle imprese? Solo slogan"

ARTIGIANO SALTA RATA DA 200 EURO, GLI ARRIVA MULTA DA 2.600

Maurizio Lerrabongio non aveva pagato l'ultima tranche dell'Iva


CASTELFRANCO VENETO - È il 31 dicembre 2014. Maurizio Lerrabongio, oggi 59 anni, si prepara come tutti i suoi concittadini a festeggiare la notte di San Silvestro, augurandosi che il nuovo anno sia migliore di quello passato.
Per lui non lo sarà. Perché proprio quel 31 dicembre 2014 gli scadeva l’ultima rata da 234,30 euro, di sei concordate con il Fisco. E lui, forse troppo indaffarato per i preparativi del Capodanno, se ne dimentica. Se lo ricorda bene però Equitalia che, il 24 settembre 2015, gli recapita una cartella esattoriale di 2.664,26 euro. Dieci volte tanto. "Mi è venuto un colpo – ricorda l’artigiano -. Non ci potevo credere. Mi sono sentito preso in giro".
Precisiamo: non c’è alcun abuso di potere da parte dell’Agenzia delle Entrate, che ha semplicemente applicato la normativa in vigore. "Il problema è che questa non è affatto una normativa giusta – sottolinea Roberto Ghegin, direttore della Cna di Castelfranco Veneto -. Avendo pagato cinque rate su sei regolarmente, è una vessazione da Stato oppressore, non degna di uno Stato democratico di diritto, che la sanzione venga calcolata non sull’unica rata dimenticata, ma sull’importo di tutta l’Iva dovuta per l’intero anno 2011 anche se già tutta regolarmente versata. Ricordiamoci che chi chiede rateazioni è perché le tasse le vuole pagare, vuole cioè essere un bravo cittadino. Quindi non va ulteriormente punito con maxi sanzioni. Se si vuole creare fedeltà fiscale, non si possono trattare i contribuenti come schiavi fiscali".
Ricostruiamo la storia. Maurizio Lerrabongio era titolare di una ditta, con sede a Castelfranco Veneto, che si occupava di manutenzione di attrezzature/macchine da bar. Nel giugno 2013, raggiunta l’età delle pensione, cessa la sua ditta artigiana individuale. Negli ultimi anni, complice la crisi, gestire l’attività era diventato faticoso. Nel 2011, l’artigiano si era visto costretto a non rispettare le scadenze trimestrali dell’Iva; aveva però versato tutto il dovuto nel 2012: precisamente 11.484 euro, suddivisi in nove rate, regolarmente versate da marzo a novembre. Per il mancato versamento dell’Iva nelle quattro scadenze trimestrali, era però arrivata a giugno 2013 una prima sanzione di 1.339,30 euro. Per la quale l’artigiano aveva chiesto la rateizzazione in sei rate. I pagamenti procedono regolarmente fino, appunto, all’ultima rata, quella del 31 dicembre 2014 (dimenticata).
Ma com’è potuta scattare la sanzione da 2.664,26 euro per una rata non pagata di 234,30 euro? È presto detto. Per un incredibile effetto della norma sul mancato rispetto della rateazione, decade totalmente la rateazione agevolata e scatta una maggiorazione delle sanzioni al 30% che - qui sta l’incredibile – viene calcolata su tutta l’Iva originaria (11.484 euro), Iva già regolarmente pagata.  La Cna di Castelfranco già il 13 ottobre scorso aveva richiesto all’Agenzia delle Entrate di Montebelluna un riesame ed una definizione agevolata delle sanzioni applicate in autotutela chiedendone una riduzione, in base al decreto legislativo 159/2015, che prevede queste riduzioni in caso di accertato "lieve inadempimento" ed anche in riferimento alla circolare 27/E del 2 agosto 2013 che prevede che i contribuenti , anche in caso di errati versamenti, possano chiedere di beneficiare della definizione agevolata delle sanzioni e/o la riammissione nei termini per la rateazione, considerata scaduta, se si è in presenza di errori scusabili o di pagamento in ritardo di lieve entità.
Ma la sede dell'Agenzia di Montebelluna non ha nemmeno preso in esame la richiesta. Nel frattempo l’artigiano, in attesa di giustizia, sta pagando il suo nuovo assurdo debito con lo Stato italiano in ulteriori 26 rate. "Chiediamo all’Agenzia delle Entrate che non applichi con rigidità norme assurde quando c’è la possibilità di farlo, e in questo caso c’era – conclude Ghegin – e chiediamo ai parlamentari locali di interpellare il Ministro competente affinchè venga tempestivamente modificata questa normativa penalizzante e vessatoria".