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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Riaffermare i valori di base e contrastare la regressione di civiltą

ACCOGLIENZA PROFUGHI: IL MANIFESTO DEL VOLONTARIATO TREVIGIANO

Il documento sottoscritto da Volontarinsieme e altre 20 realtą


TREVISO - Riceviamo e pubblichiamo da parte di Alberto Franceschini
presidente di Volontarinsieme – Centro Servizi per il Volontariato di Treviso il manifesto del volontariato sull'accoglienza profughi:

“Ad un anno dai “fatti di Quinto” e all’indomani della protesta dei richiedenti asilo ospiti alla Caserma Zanusso di Oderzo, senza contare i disagi che si leggono in altri centri di accoglienza del Veneto come Cona, Bagnoli e Agna, come mondo del volontariato ci siamo imposti una seria riflessione, che è maturata in un documento condiviso da molte realtà significative del nostro territorio.
L’appello di oggi del Prefetto Lega, con la quale è aperto un dialogo da tempo, in virtù di un protocollo a cui abbiamo da subito aderito, ci impone questa presa di posizione culturale.
Ci mobiliteremo, tra le nostre associazioni e volontari, a sollecitare chi ha degli immobili a renderli disponibili all’accoglienza, ma è necessario fare un passo in più.

La società in cui viviamo è diventata sempre più plurale. Vi sono posizioni diverse, e talvolta in conflitto le une con le altre, circa la costruzione della convivenza con una prospettiva comune per il Paese e il territorio in cui abitiamo. Ciò è dovuto ad una complessità di cause e situazioni in rapido mutamento. Sentiamo perciò importante, come associazioni di volontariato che sottoscrivono il presente documento, riaffermare alcuni valori che condividiamo e che riteniamo fondamentali. Questi valori son il diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza, alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato, all’asilo in caso di persecuzioni, alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla dignità ed al libero sviluppo della personalità.

Le migrazioni nell’area mediterranea sono profondamente mutate negli ultimi anni. Da un lato, con il cronicizzarsi della crisi economica ed occupazionale, molti degli immigrati “stanziali” presenti nel nostro territorio stanno riconsiderando il proprio progetto migratorio secondo nuove prospettive di mobilità: in genere non si tratta tanto di rientrare al paese d’origine, quanto di cercare altrove, soprattutto in Europa, nuove opportunità di lavoro.
L’altro fenomeno, che sta mutando più radicalmente le dinamiche migratorie locali, è però il consistente arrivo di “profughi”, cioè di persone che fuggono da situazioni di guerra, di persecuzione, di minacce alimentari o ambientali, e che chiedono asilo in Europa. A costoro si mescolano talvolta un certo numero di cosiddetti “migranti economici”, i quali non trovano altro modo per entrare nel nostro paese, dopo la chiusura delle quote di immigrazione per lavoro.

Si sono messi in moto in Italia, in Europa e in generale in Occidente, movimenti di stampo populista e xenofobo, che agitano fantasmi terrorizzanti circa il futuro delle nostre società. Vengono alimentate paure che spesso sfociano in forme sempre più preoccupanti di razzismo e intolleranza.
Questo clima, ulteriormente inasprito da terribili atti della criminalità terroristica, assume dimensioni sempre più preoccupanti, registrando movimenti xenofobi organizzati che si propagano entro le sfere istituzionali (Consigli Comunali, Regionali, Parlamenti, e in alcuni casi anche nei ruoli di governo), e a pesare entro le Organizzazioni Sindacali, le Istituzioni Religiose e in alcuni casi nelle stesse Associazioni del Volontariato.

Vogliamo quindi proporre ad associazioni, comitati, Istituzioni, singoli cittadini l’avvio di riflessioni e di azioni comuni per contrastare con mezzi culturali, politici, educativi e legali la regressione di civiltà che terrorismo e razzismo stanno provocando.

A chi vuole alzare i muri in difesa dell’identità veneta va detto che sono le parole razziste e le espressioni di violenza a contraddire buona parte della nostra storia e della nostra cultura e quindi la nostra stessa identità.
Crediamo quindi sia necessario proporre possibili livelli di intervento, per la creazione di un clima di accoglienza nei confronti degli immigrati e per contrastare le plateali forme di intolleranza che in misura crescente sembrano prevalere su forme di convivenza civile pur fermamente presenti nel nostro territorio.

Si deve intervenire sotto il profilo culturale con incontri che approfondiscano il tema in maniera serIa e circostanziale; sotto il profilo politico cercando di trasmettere ai rappresentanti in Parlamento e in Regione idee e proposte che favoriscano elaborazioni lungimiranti e risolutive; creare le condizioni perché le nostre realtà associative siano presenti presso i tavoli istituzionali che governano il fenomeno (Prefettura, Regione, Comuni..); sul profilo comunicativo collaborare, anche con i media locali, per migliorare la comprensione del fenomeno e allo stesso tempo la sensibilità emozionale delle comunità; da un punto di vista organizzativo, progettando azioni che potenzino il processo di inserimento degli immigrati, soprattutto dal punto di vista lavorativo e del volontariato;

E’ importante, infine, che siamo consapevoli che la sensibilizzazione deve partire dalle nostre associazioni, dai nostri iscritti, dai nostri soci. Vi sono alcuni valori di base che dovrebbero accomunare le associazioni di volontariato, come l’attenzione all’altro, la vicinanza, lo sguardo a chi è in difficoltà. Aiutandoci insieme a discutere e confrontarci per elaborare modi di vedere e di agire capaci di intelligenza creativa, ben oltre visioni pietistiche o “buoniste”.”

Alberto Franceschini
Presidente Volontarinsieme – CSV Treviso

Firmatari del documento “L’importanza dell’accoglienza”.
Volontarinsieme – CSV Treviso
Ass. I Care
Ass. Nat’s per
Ass. Auser Cittadini del Mondo
Ass. Cittadinanza Attiva della Marca
Ass. Uomo mondo
Ass. Avi Onlus
Ass. AFR
Ass. Terra del Terzo Mondo
ANOLF
Anteas Treviso
Consulta dell'Associazionismo Culturale Vittoriese
Ritmi e danze dal mondo
Circolo Hilal
Chicco di grano – Circolo Auser di Ponzano Veneto
Ass. La Casa di Michela
Auser Volontariato Treviso
Gruppo Gli Ecoisti
CGIL Treviso
CISL Treviso