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Golf
PILLOLE DI GOLF/146: ARBITRI, GARA E SUMMIT A MODENA

Il resoconto dell'incontro annuale dell'Aiag


MODENA - L’ Associazione Italiana Arbitri Golf, che annovera 171 arbitri italiani, tra i quali il sottoscritto, tutti gli anni promuove un incontro tra i soci in un Campo da Golf, con l’intento di far chiarezza su qualcosa di particolare emerso nella stagione. Puntualizzare,e...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/145: ALLA DANIMARCA LA COPPA DEL MONDO

Sesta la coppia azzurra Molinari - Manassero


MELBOURNE - Completate le tappe dell’European Tour 2016, c’è ora (24-27 novembre), la 58esima edizione della Coppa del Mondo, la ISPS Handa World of Golf. Un grande torneo, completamente diverso da quelli abituali, una gara di coppia. Si gioca al Kingston Heath GC - PAR 72 di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/144: A DUBAI IL DP WORLD TOUR CHAMPIONSHIP

Vince l'inglese Fitspatrick, ad Henrik Stenson la Race to Dubai


DUBAI - Avevamo lasciato i nostri azzurri sull’European Tour al termine del Turkish Airlines Open, con la speranza che Manassero e Paratore conquistassero in Sud Africa la carta per giocare a Dubai. Paratore ce l’ha fatta, e son contento. Manassero no, e mi dispiace. Restano quindi a...continua

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Sequestrati beni per 45 milioni, indagate altre 14 persone

VENETO BANCA, VINCENZO CONSOLI ARRESTATO

L'ex ad accusato di aggiotaggio e ostacolo alla Vigilanza


MONTEBELLUNA - Nelle prime ore di questa mattina, militari della Guardia di Finanza, in forza al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo di Polizia Tributaria di Venezia, hanno eseguito un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Roma, con la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari nei confronti di Vincenzo Consoli. Al 57enne ex amministratore delegato e direttore generale di Veneto Banca sono contestati i reati di ostacolo all’esercizio delle funzioni delle Autorità pubbliche di vigilanza ed aggiotaggio.
I finanzieri in borghese hanno suonato alla porta dell'abitazione del banchiere, un palazzetto in Contrà Mura Pallamaio, in pieno centro storico di Vicenza: Consoli è stato trasferito prima in caserma, per gli adempimenti di rito, e poi riportato a casa, da dove non potrà muoversi. I pm della Procura romana avevano in origine chiesto la custodia in carcere, ma il gip ha optatato per i domiciliari.
Nel medesimo contesto operativo le Fiamme Gialle hanno eseguito un sequestro che il pubblico ministero aveva disposto in via di urgenza sino alla astratta concorrenza di 45,425 milioni di euro e che ha consentito di apprendere, in pregiudizio dello stesso Consoli, un immobile il cui valore è stimato in 1,8 milioni di euro, nonché liquidità e titoli. Sono state altresì eseguite perquisizioni domiciliari nei riguardi di 14 indagati.

L’attività di polizia giudiziaria deriva da un’articolata indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Roma e delegata al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Nucleo di Polizia Tributaria di Venezia, grazie alla quale è stata fatta luce su plurime condotte di ostacolo perpetrate in danno di Bankitalia e Consob.
In particolare sono contestate una serie di operazioni, le "cosiddette azioni baciate", in virtù delle quali era la stessa banca a finanziare importanti clienti perché gli stessi acquistassero azioni del medesimo istituto di credito. Il significato economico reale di queste operazioni – celate sotto una veste apparentemente lineare – è chiaro: il cliente "finanziato" deteneva titoli di Veneto Banca per conto della Banca.
Secondo l'accusa, a volte ciò sarebbe avvenuto anche mediante l’"arruolamento" di compiacenti investitori, disponibili ad intestarsi temporaneamente ingenti quote di obbligazioni subordinate, sollevando la banca dall’onere di detrarne il controvalore dal patrimonio di vigilanza, come invece prescritto dalla Banca d’Italia. Anche in tali casi si trattava, in pratica, di veri e propri "parcheggi" temporanei di titoli che, in realtà, rientravano nella titolarità dell’emittente, Veneto Banca.
Tutto questo è stato accompagnato dalla concessione di finanziamenti a soggetti in difficoltà economiche, in stato di decozione o comunque non in grado di restituire le somme ricevute, senza un’adeguata verifica della capacità di rimborso da parte dei richiedenti, all’insegna di un diffuso e sostanziale disinteresse del merito creditizio.
L’effetto era di offrire, all’esterno, l’immagine di una solidità patrimoniale dell’istituto ben maggiore di quella effettiva, idonea ad ingannare la platea dei risparmiatori e gli altri azionisti, rafforzando così – secondo la ricostruzione, in modo fraudolento – l’immagine della banca e la fiducia nel management. Inoltre, secondo gli elementi acquisiti, mediante queste operazioni i vertici di Veneto Banca potevano falsamente rappresentare agli organi di vigilanza (Banca d’Italia e Consob) una consistenza patrimoniale superiore al reale, così da rientrare nei parametri di sicurezza che la legge esige per gli istituti bancari. Infine, la creazione di questa situazione di patrimonio "virtuale" avrebbe consentito di fissare il sovrapprezzo delle azioni su valori assai elevati rispetto allo stato dell’azienda.
Secondo il grave quadro indiziario emerso, tali condotte hanno determinato l’"annacquamento" del patrimonio di vigilanza della banca, che, secondo le regole della Banca d’Italia avrebbe dovuto essere rettificato in modo da evidenziare il suo valore reale, indicando il vero ammontare dei prestiti ancora effettivamente riscuotibili. Invece, nelle segnalazioni periodiche alla Banca d’Italia, Veneto Banca ha continuato ad indicare un valore del patrimonio di vigilanza sovrastimato rispetto a quello effettivo, mascherandone la reale consistenza.

GLI INDAGATI

Oltre a Vincenzo Consoli, sono 14 i soggetti indagati dalla Procura di Roma:
Flavio Trinca (ex presidente del consiglio di amministrazione)
Francesco Favotto (presidente del Cda dall'aprile 2014 all'ottobre 2015)
Stefano Bertolo (responsabile Direzione centrale amministrazione dal 2008 al 2014 e poi dirigente preposto)
Flavio Marcolin (responsabile degli affari societari e legali dal marzo 2014
Mosé Fagiani (responsabile commerciale dal 2010 al dicembre 2014)
Massimo Lembo (ex responsabile della Direzione Compliance)
Pietro D'Aguì (a lungo al vertice di Banca Intermobiliare)
Gianclaudio Giovannone (titolare della MaVa, uno dei maggiori azionisti)
Michele Stiz, Martino Mazzoccato, Roberto D'Imperio, Diego Xausa e Marco Pezzetta (ex componenti del collegio sindacale)
Renato Merlo (responsabile Banche estere e Partecipazioni)

L'ATTUALE CDA: "NOI PER LA CHIAREZZA"

Con una nota, la dirigenza di Veneto Banca spiega di aver sempre offerto e di voler offrire in futuro "piena collaborazione all’Autorità giudiziaria ed alla Guardia di Finanza, che ha eseguito provvedimenti e perquisizioni su eventi riferiti a passate amministrazioni nell’ambito delle indagini da tempo avviate dalla Procura di Roma, in relazione alle già note ipotesi di reato di aggiotaggio e di ostacolo alla vigilanza".
L’amministratore Delegato Cristiano Carrus dichiara: “La Banca è la prima ad essere interessata a fare totale chiarezza su quanto avvenuto in passato ed il nuovo Consiglio di amministrazione, che si insedierà dopo l’assemblea di lunedì 8 agosto, proseguirà senza indugio e con grande determinazione nell’azione di responsabilità nei confronti di chi si è reso responsabile del dissesto delle banca”.
Carrus ribadisce inoltre “il suo impegno a ristabilire un clima di rinnovata fiducia e trasparenza necessario per proseguire nel processo di rilancio e di sviluppo della Banca, improntato sulla totale correttezza gestionale e su un rigoroso e nuovo sistema di controlli interni. Nei prossimi mesi particolare attenzione verrà rivolta dalla Banca ai bisogni reali di finanziamento di famiglie ed imprese e ad un rinnovato slancio operativo e commerciale della rete, del management e dei nostri collaboratori, che tutti i giorni si confrontano sul territorio con i clienti e che ringrazio per la dedizione, la professionalità e la generosità che stanno ancora una volta dimostrando con i fatti”.