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Golf
PILLOLE DI GOLF/147: NUOVE TECNOLOGIE, DIVERTIMENTO E SOLIDARIETÀ

Due gare speciali con Bags4dream, Fuorilimite e Par 108


MARTELLAGO - Di questi tempi, freddi e umidi, non si avverte un grosso stimolo a partecipare ad una gara di Golf, salvo che l’attrazione non sia generata dalla simpatia degli ospiti. Ecco, le persone e l’armonia tra quest’insieme di associazioni, dedite a far beneficenza...continua

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PILLOLE DI GOLF/146: ARBITRI, GARA E SUMMIT A MODENA

Il resoconto dell'incontro annuale dell'Aiag


MODENA - L’ Associazione Italiana Arbitri Golf, che annovera 171 arbitri italiani, tra i quali il sottoscritto, tutti gli anni...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/145: ALLA DANIMARCA LA COPPA DEL MONDO

Sesta la coppia azzurra Molinari - Manassero


MELBOURNE - Completate le tappe dell’European Tour 2016, c’è ora (24-27 novembre), la 58esima edizione della Coppa del Mondo, la ISPS Handa World of Golf. Un grande torneo, completamente diverso da quelli abituali, una gara di coppia. Si gioca al Kingston Heath GC - PAR 72 di...continua

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Curto (Confagricoltura): "Duro colpo, scongiurare crollo dei prezzi"

LINGUA BLU, 250MILA OVINI DA VACCINARE

Via alle misure contro l'epidemia, nessun rischio per l'uomo


TREVISO - Saranno 250 mila i capi da vaccinare tra Treviso e Belluno in seguito ai casi di "Blue Tongue" riscontrati negli allevamenti ovini delle due province. Una misura d’emergenza decisa dalla Regione Veneto per impedire che l’epidemia si diffonda in tutti gli allevamenti regionali, mettendo in ginocchio aziende già provate dalla crisi, dai prezzi in caduta e dagli effetti negativi del mercato, come l’embargo russo.
La malattia, nota anche come febbre catarrale o lingua blu (a causa della cianosi della lingua, che assume il caratteristico colore bluastro), ha origine infettiva e colpisce ovini, caprini e bovini. Non costituisce nessun rischio per la salute delle persone, tantomeno per i prodotti di origine animale che possono essere consumati senza alcun tipo di problema. Nella Marca i focolai sono Pederobba, Cavaso del Tomba e Monfumo, allargando poi l’area di attenzione ai Comuni di Valdobbiadene e Segusino. Nel Bellunese le zone interessate sono Alano di Piave, Fonzaso e Seren del Grappa. Nove i casi accertati clinicamente dal 31 agosto, di cui tre nel Trevigiano, ma l’epidemia si è nel frattempo estesa a 700 capi nelle zone a cavallo tra le due province.
Esprime preoccupazione Fabio Curto, presidente del settore lattiero caseario di Confagricoltura Treviso e Veneto, che ha preso parte ieri al vertice in Regione sulla lingua blu convocato dall’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan. “I dati emersi sono importanti – dice – e vanno ad aggravare una situazione già molto difficile per i nostri allevamenti, stremati da un biennio molto negativo dal punto di vista economico. La situazione è sotto controllo e le misure messe in campo dalla Regione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie e le Asl per impedire la diffusione della malattia sono tempestive e valide. La vaccinazione, che è gratuita e indispensabile per fermare il virus, sarà però un ulteriore aggravio per le nostre stalle. Per reperire il vaccino ed effettuare l’operazione sui 250 mila tra ovini, caprini e bovini, i tempi si allungheranno almeno fino a dicembre, comportando problemi di spazio e di divieto di movimentazione del bestiame dalle province di Belluno e Treviso. Il rischio è che crollino i prezzi dei capi da macellare e che altri costi ricadano sugli allevatori. Chiediamo, perciò, che ci si adoperi per quanto possibile per evitare aggravi a carico delle stalle, attingendo ai fondi disponibili, europei compresi”.
Confagricoltura sta lavorando in concerto con le altre associazioni di categoria e le Asl perché nelle diverse aree interessate dall’epidemia si creino sinergie temporanee di filiera, in modo da aiutare la gestione dei vitelli in questi mesi di transizione, finché non andrà a regime il sistema vaccinale. L’Asl 8 di Treviso precisa, intanto, che saranno necessari tre mesi per il reperimento del vaccino, la doppia vaccinazione che va effettuata a distanza di trenta giorni e il periodo di efficacia. Gli animali interessati sono 200 mila in provincia di Treviso e 50 mila in provincia di Belluno. Si dovrà quindi attendere dicembre per poter muovere liberamente i vitelli e i gli animali da carne al di fuori delle zone di restrizione, che sono estese alle intere province di Treviso e Belluno. La Blue Tongue colpisce quasi esclusivamente gli ovini, ma il virus è presente anche nei bovini e perciò il vincolo riguarda tutti i ruminanti.
L’epidemia è partita il 30 agosto, quando è stato segnalato un sospetto caso clinico in un gregge di ovini vagante ad Alano di Piave, nella provincia di Belluno. Il caso, con sierotipo isolato BTV4, è stato confermato dal Centro di referenza nazionale per la malattia. L’1 settembre sono stati individuati altri due casi clinici a Pederobba e Alano di Piave. Quarto caso il 5 settembre, a Monfumo, seguito il giorno dopo da un altro a Cavaso del Tomba. Il 7 settembre tre nuovi casi di febbre catarrale su base clinica: due ad Alano di Piave e uno a Fonzaso. Infine l’8 settembre l’ultimo caso, identificato in un allevamento di ovini a Seren del Grappa.