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Golf
PILLOLE DI GOLF/146: ARBITRI, GARA E SUMMIT A MODENA

Il resoconto dell'incontro annuale dell'Aiag


MODENA - L’ Associazione Italiana Arbitri Golf, che annovera 171 arbitri italiani, tra i quali il sottoscritto, tutti gli anni promuove un incontro tra i soci in un Campo da Golf, con l’intento di far chiarezza su qualcosa di particolare emerso nella stagione. Puntualizzare,e...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/145: ALLA DANIMARCA LA COPPA DEL MONDO

Sesta la coppia azzurra Molinari - Manassero


MELBOURNE - Completate le tappe dell’European Tour 2016, c’è ora (24-27 novembre), la 58esima edizione della Coppa del Mondo, la ISPS Handa World of Golf. Un grande torneo, completamente diverso da quelli abituali, una gara di coppia. Si gioca al Kingston Heath GC - PAR 72 di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/144: A DUBAI IL DP WORLD TOUR CHAMPIONSHIP

Vince l'inglese Fitspatrick, ad Henrik Stenson la Race to Dubai


DUBAI - Avevamo lasciato i nostri azzurri sull’European Tour al termine del Turkish Airlines Open, con la speranza che Manassero e Paratore conquistassero in Sud Africa la carta per giocare a Dubai. Paratore ce l’ha fatta, e son contento. Manassero no, e mi dispiace. Restano quindi a...continua

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La nostra rubrica sul mondo golfistico a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/135: OPEN D'ITALIA, IL TRIONFO DI FRANCESCO MOLINARI

Dopo dieci anni il torneo torna a tingersi d'azzurro


MONZA - Francesco Molinari ha vinto con 22 colpi sotto il Par il 73° Open d’Italia, disputato sul percorso del Golf Club Milano (par 71), superando di una lunghezza il Campione Masters, l’inglese Danny Willett, dopo un acceso duello finale. Terzi parimerito, lo spagnolo Nacho Elvira e l’inglese Chris Paisley con -18. L’avvio è del torneo è stato dato dalla Pro Am che come di consueto lo precede, ed è stata anch’essa spettacolo, perché i 48 professionisti di spessore, che han poi partecipato all’Open, hanno trascinato dilettanti altrettanto famosi. Tra gli amateur l’ex CT della nazionale azzurra Cesare Prandelli, gli ex calciatori Alessandro Del Piero, Mauro Tassotti e Lorenzo Marronaro, nonché una compagine di atleti diversamente abili ma super golfisti, tra di loro, il nostro Pietro Andrini, condotta dall’irlandese Paul McGinley, capitano e giocatore di Ryder Cup. Giocata sulla distanza di 18 buche con formula “Tour scramble - net aggregate team….”, in cui sono conteggiati solamente birdie, eagles ed eventuali albatros, la Pro Am è stata vinta del professionista danese Lucas Bjerregaard con al seguito gli amateur Luigi e Gianpietro Maggi e Marco Amigoni, superando nell’ordine i team dello spagnolo Rafael Cabrera Bello, e dell’inglese Lee Westwood. Tra i dilettanti, l’ex CT della Nazionale di calcio ha ottenuto il 15° posto, e più indietro l’ex calciatore Alessandro Del Piero. Su tutti quattro i Par 3, in palio il “Nearest to the pin”, il cui premio, con il restante ricavato delle iniziative di solidarietà previste durante il torneo, si è devoluto a favore delle popolazioni delle zone che di recente hanno subito il terremoto.
Il trofeo della prestigiosa Ryder Cup, la più importante manifestazione internazionale di golf per Europa e America, ha fatto bella mostra di sé qui al Milano, prima di prendere il volo per l’America, destinazione Chaska nel Minnesota, dove si disputerà la Ryder Cup 2016 all’Hazeltine National GC.
Numerosi, e tutti di spessore, gli sponsor che hanno sostenuto l’Open, considerandosi privilegiati.
Sono 156 i giocatori provenienti da 26 nazioni, a contendersi un montepremi di tre milioni di euro, raddoppiato rispetto allo scorso anno, così come la prima moneta salita da 250.000 a 500.000 euro.
A battersi per il titolo, difeso dallo svedese Rikard Karlberg, cinque vincitori di major e molti altri concorrenti d’eccezione, provenienti da tutto il mondo.
Gli azzurri in campo sono venti, tutti in grado di “attaccare” il leaderboard. Per far tornare in Italia il trofeo, che mancava da dieci anni, le attese maggiori convergono su Francesco Molinari, l’ultimo a vincere nel 2006, ma anche su Matteo Manassero, Renato Paratore, Nino Bertasio e Edoardo Molinari. In questi le speranze maggiori, ma si tifa anche per gli altri bravi giovani desiderosi di emergere.
Il torneo si disputa sulla distanza di 72 buche con il taglio dopo 36, e dispone di premi speciali per gli eventuali autori di “hole in one”: alla buca 10 un’auto Mercedes Benz Classe C Cabrio 200d 4Matic Premium, e alla buca 7 un appartamento all’interno del “Terre dei Consoli”.
Tutto grande, tutto molto bello, peccato che il tempo ha fatto le bizze.
Il primo giro, sospeso per la pioggia, vede protagonisti della giornata: Rikard Kalberg, il campione uscente che con (-7) rimane in vetta segnando un eagles, sei birdie e un bogey; Francesco Molinari, secondo a (-6), ha invece realizzato sei birdie senza sbavature, e ha così sintetizzato il suo giro: “È andato tutto per il verso giusto, non ho mancato mai i green, ho eseguito buoni approcci e ho avuto un bel gioco corto”. Ottima la chiusura del dilettante Federico Zucchetti, 21enne milanese e portacolori del GC Castelconturbia, ha costruito lo score con sei birdie e due bogey. Gioca nella nazionale azzurra e lo scorso anno si è imposto nell’importante St. Andrews Links Trophy in Scozia quinto a (-4). Buona la tenuta di Nicolò Ravano, 14° con 68 (-3), e degli altri due dilettanti Lorenzo Scalise, e Michele Cea, stesso score di Jimenez. Renato Paratore è 44°. La classifica è provvisoria, perché la pioggia ha impedito in tutto o in parte il gioco, a circa metà dei 156 concorrenti.
A conclusione della prima giornata è stata consegnata la pallina d’oro, meritatissima, a Barbara Zonchello e Alessandro Rogato, quale riconoscimento attribuito dagli iscritti all’associazione dei giornalisti golfisti (AIGG), a chi maggiormente si è distinto nel Golf per meriti agonistici, tecnici o decisionali.
Nel secondo giorno, ancora disturbato dalla pioggia, s’impone la necessità di portare a termine il primo giro. Il tempo è ancora nemico! Anche oggi non si riesce a ultimare il secondo round, per la forte pioggia che allaga i bunker; il giro dovrà essere completato domani, è importante, determinerà il taglio.
Il secondo round vede in testa l’inglese Chris Paisley a (-13) seguito dal connazionale Danny Willet (-12). Gli azzurri: Francesco Molinari è sesto, a (-9), 20esimo Nicolò Ravano con (-6), 27ettesimo Renato Paratore a (-5), 53esimi Andrea Pavan e Nino Bertasio (-3). Gli altri azzurri devono ingoiare il rospo del taglio, caduto a -2. Tra questi Manassero, per il quale il pubblico, che speranzoso lo seguiva in gran numero, non si dà pace. Ha così, tra l’altro, commentato Matteo: “Il Campo, tanto bagnato dai tre giorni di pioggia forte, ha reso le cose più difficili; la palla si ferma dove batte in terra. Ritengo comunque di aver giocato bene, e non mollo”.
Oggi è stata conquistata la “Hole in one” alla 10, è la 27ª “buca in uno” nella storia dell’Open d’Italia: lo scozzese Jamie McLeary ha iniziato il secondo giro realizzandola, proprio al suo primo colpo della giornata. Ha fatto volare la palla per tutti i 202 metri della buca, che essendo il green in salita la rende in pratica ancora più lunga, e l’ha infilata direttamente in buca. Per la prodezza è stato gratificato della Mercedes Benz, del valore di 61.000 €. Ora, per i concorrenti, altra possibilità di ricevere importante premio per “hole in one”, al par 3 della buca 7: un elegante appartamento all’interno del Campo “Terre dei Consoli”.
Nella mattinata del terzo giorno, causa i ritardi dovuti sempre al maltempo, si è concluso il secondo giro, in cui ha mantenuto il comando l’inglese Chris Paisley con 129 colpi. Francesco Molinari è sesto con 133, preceduto dall’inglese Danny Willett, secondo con 130, e dallo svedese Rikard Karlberg, campione uscente. Ovviamente anche il terzo giro vedrà la conclusione l’indomani, ma ci riserverà la piacevole sorpresa del nostro Molinari: con -7 di giornata si trova in testa alla classifica a -16, davanti a tutti.
E siamo al quarto round, la giornata finale, ancor maggiore affluenza di pubblico, ci regala tempo buono.
Il tee shot, e tutti i 508 metri della buca uno in cui inizia il gioco Francesco Molinari, è seguito da una folla smisurata, gratificata da uno splendido eagles. Esplosione di applausi irrefrenabili. Diecimila gli spettatori che gli hanno fatto ala nell’intero percorso. Avevano iniziato la volata finale appaiati Molinari e Willet. Con l’Eagles della uno seguito poi dal Birdie alla due, l’azzurro ha subito messo in difficoltà l’avversario che ha poi fatto faticato a inseguirlo. Ha consolidato con i Par alla tre, quattro, e cinque, Birdie alla sei, Par alla sette e alla otto, altro Birdie alla nove. La folla di spettatori incita: Continua così Francesco!!!. Si passa alle seconde nove: Par alla 10 e alla 11, birdie alla 12. Poi, alla 13 tutto ritorna in ballo, per un putt corto sbagliato, bogey! Alla 14 Molinari si riprende, fa birdie, ma Willet realizza un eagles. Il combinato riduce il vantaggio di 4 colpi portandolo a 1. La sensazione di vittoria che aleggiava, entra in predicato: ora è lotta tra i due. Molinari riesce a mantenere la calma, e l’esiguo vantaggio, fino alla 18. Narro in scalata, perché tutti gli spettatori in campo erano, come lo ero io, in apprensione. Nelle tre successive buche il gioco è per entrambi in Par, sempre con un colpo di distanza, e arriviamo alla 18. Qui ne esce un finale esplosivo: con il primo colpo entrano entrambi nel bosco, sotto gli alberi; Willet, intento a non correre rischi, gioco il suo secondo in sicurezza mettendo la palla in fairway; Molinari con coraggio gioca tra gli alberi “il colpo del giorno” e prende il green, seppur lontano dalla bandiera. Non è finita, con il terzo colpo Willet approccia di precisione vicino alla bandiera, mentre il primo putt di Francesco (terzo colpo) rimane corto, ancora lontano dalla bandiera. Ora devono tirare il quarto tutti e due. Willet, che l’aveva messa “data”, ha gioco facile, impossibile sbagliare. Se Molinari non imbuca si va al play off. Suspense! Con acquisita freddezza, Francesco va a segno da oltre due metri, ed è vittoria! Nulla possono i guardiani, gli spettatori oltrepassano le corde, per poterlo osannare intorno al green. All’ emozionante esplosione del pubblico, Francesco si concede un significativo gesto liberatorio, dopo una giornata di tensione al massimo livello. Dirà poi: “Una battaglia infinita iniziata al mattino presto con le sei buche che rimanevano per terminare il terzo giro e poi la disputa del quarto. “Ero stremato, alla fine non ne potevo più, è stata una giornata e un torneo molto impegnativo tra sospensioni e tante ore trascorse in campo per recuperare il tempo perso nei giorni precedenti .... Una vittoria di carattere che mi rende ancora più orgoglioso, la mia speranza è che questo sia solo l’inizio di un nuovo capitolo della mia carriera”. Riceve il caloroso abbraccio del presidente della federazione Franco Chimenti, l’apprezzamento del presidente della Lombardia Roberto Maroni, e visibilmente commosso ringrazia tutti i suoi fans.
Francesco Molinari, classe 1982, laurea in Economia all’ Università di Torino, vince l’Open d’Italia 20016 rinnovando il trionfo conseguito dieci anni prima al Castello di Tolcinasco. È consistente il premio in denaro elargito a tutti i 74 finalisti, e Francesco si aggiudica la somma di 500.000 euro. Non è una bazzecola, sono quasi un miliardo del vecchio conio, ma questo è niente a fronte di quant’altro gli sarà riservato dagli sponsor. Oltre a ciò, bisogna considerare la posizione nel ranking mondiale ed europeo. Con questo traguardo rientra tra i primi 50 del world ranking, per cui riceverà automaticamente l’invito a tutti i Majors, ed è nei top 20 della Race to Dubai, con oltre un milione di euro guadagnati in stagione.
Paolo Pilla