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Golf
PILLOLE DI GOLF/147: NUOVE TECNOLOGIE, DIVERTIMENTO E SOLIDARIETÀ

Due gare speciali con Bags4dream, Fuorilimite e Par 108


MARTELLAGO - Di questi tempi, freddi e umidi, non si avverte un grosso stimolo a partecipare ad una gara di Golf, salvo che l’attrazione non sia generata dalla simpatia degli ospiti. Ecco, le persone e l’armonia tra quest’insieme di associazioni, dedite a far beneficenza...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/146: ARBITRI, GARA E SUMMIT A MODENA

Il resoconto dell'incontro annuale dell'Aiag


MODENA - L’ Associazione Italiana Arbitri Golf, che annovera 171 arbitri italiani, tra i quali il sottoscritto, tutti gli anni...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/145: ALLA DANIMARCA LA COPPA DEL MONDO

Sesta la coppia azzurra Molinari - Manassero


MELBOURNE - Completate le tappe dell’European Tour 2016, c’è ora (24-27 novembre), la 58esima edizione della Coppa del Mondo, la ISPS Handa World of Golf. Un grande torneo, completamente diverso da quelli abituali, una gara di coppia. Si gioca al Kingston Heath GC - PAR 72 di...continua

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La nostra rubrica sul mondo golfistico a cura di Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/138: RINVINCITA USA, LA RYDER CUP È A STELLE E STRISCE

Dopo tre successi, la squadra europea cede la coppa


TREVISO - All’Hazeltine Nazional GC di Chaska in Minnesota, il via alla Ryder è stato con la “Celebrity Match”, sfida tra vip europei e statunitensi. Tra le otto glorie americane, di spicco il nuotatore Michael Phelps, leggenda olimpica con ventotto medaglie, di cui ventitré d’oro. Tra le celebrità europee, il trevigiano Alessandro Del Piero. Si è giocato con formula match play sulla distanza di nove buche, con obbligo di completarle a prescindere dallo score. Il successo è stato per i vip S.U.: 3,5 - 0,5.
La Ryder Cup, che nel 2022 sarà in Italia, è nata ufficialmente nel 1927 per volontà del ricco commerciante Samuel Ryder, che mise in palio un trofeo in oro massiccio. Il primo italiano a disputare la Ryder Cup fu Costantino Rocca, che sconfisse in singolo Tiger Woods 4 a 2.
Situato nell’Upper Midwest, l’Hazeltine Nazional (par 72 di 7.017 mt), è opera dell’architetto Robert Trent Jones. Si estende tra dolci colline, boschi secolari, laghi, praterie, e il tracciato segue l’andamento del terreno. Occorre precisione in ogni colpo, per non trovarsi male nel successivo. Gli americani sono favoriti per il fatto di giocare in casa, ma anche per la sete di rivalsa USA. Questo è l’evento più seguito al mondo dopo Olimpiadi e Mondali di calcio, l’unico in cui l’etichetta del golf viene cancellata da un tifo da stadio. I dodici giocatori delle due squadre si sfidano con tre diverse tipologie di match play: fourball, foursome e singoli. Nelle prime due giornate si disputano due sessioni di quattro incontri di doppio (foursome il mattino e fourball nel pomeriggio), mentre nella giornata finale vanno in scena i singoli, uno contro uno. In palio ci sono 28 punti. Si acquisisce un punto per ogni match vinto, e mezzo punto per il pareggio. L’attuale formula è in vigore dal 1979, anno in cui l’Inghilterra decise di aprire ai giocatori dell’intera Europa, nell’intento di contrastare la costante superiorità degli statunitensi, che aveva prodotto calo d’interesse per la manifestazione da parte di sponsor, TV e spettatori.
La squadra americana è capitanata da Davis Love III, che ha, tra i vice capitani, Tiger Woods. La compagine europea è condotta dal nordirlandese Darren Clarke. Non ci sono azzurri: Francesco Molinari, vincitore dell’Open d’Italia, sperava nella chiamata del capitano ma le scelte con le tre Wild card di Clarke sono state per Westwood, Kaymer, Pieters; sui primi due ha fatto, come si vedrà, un grosso errore. Il numero uno del team europeo è Rory McIlroy, che deve tenere conto del tifo non sempre corretto degli americani. La Ryder Cup, nel passato, è stata caratterizzata da comportamenti singolari, con molta tensione tra le due parti. Tanti gli episodi, tra i quali ricordiamo quanto accadde nel 1953 al West Course di Wentworth, protagonista Eric Brown e Lloyd Mangrum. Lo scozzese chiese al suo avversario di spostarsi dalla linea del suo putt, poiché era distratto dal suo vistoso maglione giallo. Mangrum non gradì l’osservazione e non concesse la buca a Brown, malgrado avesse posto la palla a venti centimetri dal bersaglio e avesse due putt a disposizione per vincerla. “La tua unica speranza, disse Brown al rivale, è che io muoia prima di eseguire il colpo”. La frase fece il giro del mondo ma Brown non si accontentò. Prima di giocare fece finta di studiare a lungo la pendenza, tra l’ilarità del pubblico.
30 settembre - Inizia la 41ª edizione della Ryder Cup: l’Europa, proverà a cogliere il quarto successo consecutivo, e gli Stati Uniti dovranno interrompere la serie negativa di tre rovesci. Si parte con l’assegnazione dei primi otto punti, 4 nel foursome del mattino e altrettanti nel fourball del pomeriggio, con il pubblico che ha già cominciato a lanciare il grido di battaglia “U-S-A”. Il clima di tensione è evidente, a dispetto delle dichiarazioni che spargono serenità.
La partenza è decisamente in salita per l’Europa, che subisce un pesante cappotto, 0-4 nella sessione di foursome del mattino. Per il fourball del pomeriggio, Darren Clarke cambia gli accoppiamenti, e gli europei rispondono con orgoglio (3-1). La prima giornata finisce quindi con Stati Uniti 5-Europa 3, rimettendo in piedi un match che stava prendendo una brutta piega. A parte il gran gioco europeo, nei fourballs c’è stato anche un calo fisico nelle coppie americane chiamate a disputare 36 buche. Al contrario, gli europei hanno aumentato i giri con con l’avanzare della fatica, brillante la prestazione degli spagnoli Sergio Garcia/Rafael Cabrera Bello. Davis Love III, capitano statunitense, si attendeva forse un altro esito dai fourballs, ma ha giustamente guardato al risultato complessivo. Darren Clarke ha focalizzato l’attenzione su quanto accaduto nel pomeriggio: “La mia squadra non ha trovato il passo giusto nei foursome e gli americani ne hanno approfittato. Poi, nei fourball, c’è stata la vera Europa, quella che sono onorato di guidare e che ha avuto la giusta reazione”.

1 ottobre - Grande lotta sul campo nei foursomes mattutini. Il duo Rory McIlroy/Thomas Pieters conquista due punti, gli europei chiudono in un parziale di 2,5-1,5 e ora sono a un passo dagli Stati Uniti (6,5-5,5). Entrambe le compagini hanno tenuto una condotta di gara esemplare, dando vita a un gioco spettacolare e a situazioni che hanno reso i match avvincenti. Ai fourballs pomeridiani, però, conclusi con un perentorio 3 a1 in favore del team a stelle e strisce, gli USA allungano. Fantastico Patrick Reed, che elettrizza i compagni con 5 birdie e un eagles. La sfida che sembrava ormai alla portata degli europei, è pensabile ormai nelle mani del team USA: nei 12 match in programma domani, infatti, saranno sufficienti 5 punti per portare il trofeo negli Stati Uniti, anche se il margine non è di assoluta sicurezza. Catastrofico è stato il bogey alla 17, e l’altro grave errore di Westwood alla 18, che hanno portato gli europei a inseguire gli americani a ben 3 punti di distanza. Ora, unica speranza per il vecchio continente, è la coppia formata dal fuoriclasse Rory McIlroy e dall’ esordiente Thomas Pieters. Vivaci le discussioni in Club House, sulle scelte del capitano per i match play, con riscontri deludenti da parte degli esperti.
Stranezze durante i match: una volta a Brooks Koepka, un’altra a Sergio Garcia, sempre alla buca 5. Con il tee-shot di Koepka la palla è finita sullo zaino del padre di Thomas Pieters, suo avversario; con quello di Garcia, nella tasca di un marshall: due curiosi droppaggi. Il pubblico poi, è stato chiassoso, e l’antisportività è regnata sovrana, con gli applausi e le grida per gli errori degli avversari, calpestando lo spirito del Golf: Questa è la Ryder Cup, che sfugge a ogni più sano principio dell’etichetta e del fair play golfistico. Un paio di episodi: In un bunker Spieth è stato bloccato dalle grida di un esaltato, peraltro americano, nel silenzio generale. Si è lamentato con veemenza, poi ha proseguito, ma visibilmente infastidito. Nel pomeriggio, mentre Stenson era sul punto di eseguire un putt molto delicato per il birdie alla 11, è stato fermato dalle urla di uno spettatore, rivoltosi a Rose che tra l’altro non c’entrava. Molto sportivamente sono intervenuti gli stessi giocatori americani, Spieth e Reed, e i loro caddie.
2 ottobre – Oggi si giocano i singoli. Se possibilità di vittoria c’era, era da ricercare nel doppio, ormai,…. C’è stato quel devastante quattro a zero nei foursomes d’apertura, da cui era troppo difficile riprendersi, anche dal punto di vista dell’autostima. Ancora stravaganze: un intrepido tifoso è sceso con l’idrovolante sul lago accanto alla 7. Con una barca a remi l’autorità corre ad arrestarlo, e l‘aereo rimane lì. Coraggio!

Dopo tre edizioni perse consecutivamente, gli americani si sono imposti 16 a10 sull’Europa, che partita con tre punti di svantaggio nell'ultima giornata, non è riuscita nel miracolo della rimonta, anzi, ha incrementato il margine. Bisogna dire che la prestazione degli U.S.A. è stata strepitosa fin dalla prima giornata. Si è avuto bel gioco, grande spettacolo tecnico e agonistico sul campo, com’è raro vedere. Spettacolari nella finale i match, tra Phil Mickelson e Sergio Garcia (pari), e tra Rory McIlroy e Patrick Reed (1 up). Il disappunto provato da McIlroy per non aver conquistato la coppa, è ampiamente ripagato dal successo che aveva appena ottenuto nella Fedex Cup: Alla quarta buca di spareggio, sul difficile percorso di East Lake ad Atlanta, Rory McIlroy, ha vinto il Tour Championship e la FedEx Cup, intascando un assegno di oltre 11.500.000 euro (13 milioni di dollari)! Una cifra stratosferica.
I capitani: raggiante Davis Love III, che ha riscattato il rovescio subìto al Medinah GC. Del tutto diverso l’umore di Darren Clarke: “Sono amareggiato, deluso, ma non potevo chiedere di più ai miei. Si sono battuti tutti al massimo delle loro possibilità, hanno fatto quanto avevo chiesto”.
La rivincita, di un torneo diverso da tutti gli altri, dove non c’è in gioco un solo euro ma solo l’onore tra Europa e Stati Uniti, sarà nel 2018, a Parigi.
Paolo Pilla