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Golf
PILLOLE DI GOLF/161: AL VIA IL PRIMO PROGETTO DI LAVORO LEGATO ALLA RYDER CUP 2022

Studenti e università coinvolte per aumentare i praticanti


ROMA - Nell’ottica di sviluppare una maggior diffusione di questo sport in Italia, rendendolo sempre più popolare e accessibile, il Golf è diventato materia di studio. Gian Paolo Montali, Direttore Generale del Progetto Ryder Cup 2022, nella sala Auditorium del Palazzo delle...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/160: MATTEO MANASSERO IN LUCE NELL'INDIAN OPEN

A New Delhi trionfa l'idolo di casa Chawrasia


NEW  DELHI - Siamo ancora nelle maglie dell’Asia, bisogna attendere maggio perché il Tour Europeo che continua il suo peregrinare lontano dall’Europa, approdi nel vecchio continente. Ora, dal 9 al 12 marzo si gioca Hero Indian Open, organizzato in collaborazione con Asian...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/159: INQUIETUDINI SULLA RYDER CUP A ROMA

Il prestigioso torneo in Italia nel 2022, ma manca la fidejussione


ROMA - La più prestigiosa competizione internazionale di golf, la Ryder Cup, di cui l’Italia si è aggiudicata la candidatura per il 2022, subisce qualche tentennamento. Il 14 dicembre 2015 la FIG era riuscita a far attribuire all’Italia il diritto di essere Paese...continua

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Per la consegna, giovedì, cerimonia maori a Palazzo Bomben

L'ARTE DEGLI ANTIPODI CONTRIBUISCE ALL'IMMAGINE DEL MONDO

Mini-quadri dalla Nuova Zelanda nel progetto di Luciano Benetton


TREVISO - “Kiwi Consciousness: New Zealand” è la collezione dedicata alla Nuova Zelanda di Imago Mundi, progetto di arte contemporanea non profit promosso da Luciano Benetton. La nuova sezione sarà presentata, giovedì 20 ottobre alle 18, negli spazi Bomben di Treviso della Fondazione Benetton Studi Ricerche.
Con una cerimonia rituale gli artisti maori Ngahina Hohaia, Chris Bailey, Sally Smith e Priscilla Cowie, insieme a Rosa Maria Falvo, esperta d’arte contemporanea della regione Asia-Pacifico, segneranno il passaggio delle opere d’arte dai creatori alla cura del nuovo custode: Luciano Benetton, presidente della Fondazione Benetton Studi Ricerche.
In esposizione 210 opere, formato 10 per 12 centimetri, frutto della creatività di altrettanti artisti, coinvolti – come in tutte le collezioni del progetto mondiale – in nome  della convivenza delle diversità espressive e del dialogo interculturale. Giovani talenti e maestri già affermati, provenienti da tutti i gruppi etnici che compongono il variegato melting pot neo-zelandese, che incrocia genti, discendenze e culture di origine europea (inglese, scozzese, tedesca, italiana), polinesiana, maori.
Imago Mundi, che ha già coinvolto oltre 120 Paesi e comunità native e 20.000 artisti, unisce: paesi dove il benessere è più sicuro a paesi in guerra, paesi storicamente contrapposti e divisi, minoranze etniche, invitando tutti a dialogare in nome dell’arte. Ne nasce un caleidoscopio – ardente, creativo, immaginifico – di tecniche, colori, correnti, ispirazioni. Un mosaico di storie, passioni, sogni, azioni e contraddizioni, dove ciascuna opera vive di luce propria ma al contempo diventa il tassello di un immaginario globale.
Gli artisti di Imago Mundi sono promossi internazionalmente attraverso i cataloghi, la piattaforma imagomundiart.com e la partecipazione a rassegne ed esposizioni, in collaborazione con istituti privati e pubblici, in tutto il mondo: da Venezia (Biennale Arte 2013; Fondazione Cini 2015) al Senegal (Biennale Dak’Art Off 2014); da Roma (Museo Carlo Bilotti, 2014/2015) a New Orleans (NOMA Museum, 2014/2015); da Vienna (Museo Belvedere & Winter Palace, 2015) a New York (Pratt Institute, Brooklyn, 2016).