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Golf
PILLOLE DI GOLF/173: U.S. OPEN TRA SORPRESE E MONTEPREMI RECORD

Vince Brooks Koepka, dopo un'ecatombe di big


ERIN (USA) - È partito il 15 giugno dal Wisconsin, il secondo major della stagione, il più importante, l’US Open. Si è giocato sul tracciato dell’“Erin Hills”, un campo straordinario, e un ricchissimo montepremi, 12 milioni di dollari, il più alto...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/172: RENATO PARATORE NUOVA STELLA DEL GOLF ITALIANO

Il ventenne coglie il successo al Nordea Masters.


BARSEBACK - Una nuova stella si è affacciata sul firmamento del Golf italiano. Si chiama Renato Paratore; è romano, ventenne, ma ha ormai testimoniato grande talento, e un’incredibile maturità. Incisivo e determinato come un vero Campione, ha colto il successo di questa...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/171: IL TORNEO AIGG ARRIVA IN VENETO

Settima e ottava tappa a Ca' della Nave e al Montecchia


MARTELLAGO/SELVAZZANO DENTRO - Dopo i Campi romani, dopo la Felsinea, dopo la Toscana, toccava al Veneto ospitare, l’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti, nel suo tour nazionale. Lo ha fatto accogliendo nei suoi bei Campi i giornalisti, all’avvio nel “girone di...continua

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I banditi segato il tetto del furgone, ma niente bottino

SPARATI 50 COLPI IN 15 MINUTI DI FAR WEST SULL'A27

La ricostruzione della Polizia dell'assalto al portavalori


S. BIAGIO DI CALLALTA - Rapidi, organizzati e senza troppi scrupoli. Erano almeno una decina i banditi che, nel tardo pomeriggio di martedì, hanno dato l'assalto ad un furgone portavalori della ditta Civis, sull'autostrada A27 all'altezza di Olmi di S. Biagio di Callalta. Tutta l'azione è durata al massimo una quindicina di minuti, dalle 18.40: in questo lasso di tempo, i malviventi, hanno esploso almeno una cinquantina di colpi, con mitragliette e, probabilmente, anche kalasnikov.
Il comando non ha esitato a puntare le armi anche contro gli automobilisti di passaggio, per costringerli a scendere dalle loro auto e paralizzare così il traffico lungo l'arteria stradale.
Gli investigatori della Polizia di Stato, come hanno spiegato il questore di Treviso Tommaso Cacciapaglia e il dirigente della Squadra Mobile, Claudio Di Paola,  stanno vagliano decine di testimonianze per ricostruire con precisione il quadro e cercare elementi utili ad identificare i rapinatori. La dinamica del blitz appare già chiara: i banditi sono entrati dal casello di Treviso Nord con tre Suv: una Range Rover Evoque, una Toyota Rav e una Porsche Panamera. Hanno atteso il convoglio della Civis, proveniente da Mestre in direzione nord e composto da due furgoni blindati, uno con il denaro ed uno di scorta, come previsto dalle norme quando il trasporti superano i 3 milioni di euro di valore. Una delle auto, ha bloccato il veicoli successivi. Per rendere ancora più difficile l'arrivo delle forze dell'ordine, i malviventi hanno sparso sulla strada anche chiodi a tre punte. Nel frattempo altri complici effettuavano la stessa operazione con una 500 L, nella direzione di marcia opposta, obbligando anche un camionista a mettere il suo tir di traverso sulle corsie.
Le altre due auto hanno raggiunto i portavalori. Dopo aver sparato ai radiatori e alle gomme ed aver anche speronato i mezzi, i banditi hanno aperto il fuoco contro i furgoni, più che altro per intimidire le guardie giurate. I vigilantes, tre a bordo del primo veicolo, due sul secondo di scorta, però, non hanno perso il sangue freddo e hanno seguito alla lettera le procedure: si sono chiusi nell'abitacolo blindato, hanno lanciato l'allarme – scattato alle 18.44 -, attivando il dispositivo che riempe di schiuma il vano con il denaro. Una mossa, evidentemente, prevista anche dai rapinatori che hanno letteralmente sventrato il tettuccio del furgone con un flessibile. Non abbastanza in fretta, però, perchè la schiuma non si solidificasse. Secondo i primi riscontri non sarebbero riusciti ad arraffare nulla.
A quel punto, tutti i gruppi di rapinatori hanno abbandonato l'autostrada, scavalcando la recinzione e raggiungendo un furgone parcheggiato nelle vicinanze, che li ha portati fino a Nerbon, dove, presumibilmente, si sono divisi dileguandosi su auto “pulite”. Tutti i mezzi ritrovati sono risultati rubati nei giorni scorsi. Alcuni testimoni hanno segnalato una parlata con accento meridionale e dell'Est Europa.

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