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Golf
CAMPI DA GOLF/15: GOLF CLUB PUNTA ALA

Sulla costa della Maremma un percorso impegnativo e spettacolare


PUNTA ALA - Da sempre la Toscana è conosciuta per essere una splendida regione. Si arriva in Maremma, e la cosa ha, per certi aspetti, una connotazione ancora maggiore. A sud del golfo di Follonica troviamo Castiglione della Pescaia, e subito si arriva a Punta Ala, un tempo chiamata...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/169: SPETTACOLO E INNOVAZIONE: ╚ GOLFSIXES

A Londra, l'European Tour sperimenta una nuova formula


LONDRA - Al Centurion Club di St. Albands, a Londra, l’evento inaugurale di questo rivoluzionario agone, il “GolfSixes”, che assegna un premio di un milione di euro. Con tale torneo Keith Pelley, il ceo del Tour Europeo, intende rinnovare un po’ gli schemi...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/168: FESTA IN PIAZZA A MARTELLAGO CON IL GOLF

Anche lo sport protagonista nella tradizionale manifestazione nella cittadina veneziana


MARTELLAGO - Martellago è una cittadina dell’entroterra veneziano vocata e particolarmente attenta al settore primario, l’agricoltura. Gli abitanti sono laboriosi, e attaccati alle memorie del passato. Nel 1945, alla fine del disastroso conflitto mondiale, entrò in uso per...continua

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Gli insetti succhiano il tessuto dei frutti, che marciscono

CIMICI ASIATICHE, DANNI AI FRUTTETI DELLA MARCA

Colpiti meli, peri e kiwi, situazione critica a Nervesa


TREVISO - Agricoltori preoccupati per la diffusione della cimice asiatica, in aumento esponenziale nelle campagne trevigiane. La situazione è molto critica nella zona di Nervesa della Battaglia, dove la Halyomorpha halys, questo il nome scientifico dell’insetto, ha cominciato ad attaccare le mele, con i primi danni visibili sui frutti.
La cimice è infatti un insetto vorace e aggressivo, arrivato dall’Asia, che si riproduce velocemente e attacca qualsiasi pianta, devastando le colture in grande quantità. Finora ad esserne colpite erano state l’Emilia Romagna e il Piemonte, ma adesso la cimice è sbarcata anche in Veneto, come riferisce Stefania Kofler, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Treviso: “Avevamo già notato in agosto la comparsa degli insetti – dice -, ma la scorsa settimana ci siamo messi le mani nei capelli: c’è una vera e propria invasione e lo si vede ancora di più adesso, dopo che hanno tagliato la soia. La situazione è molto preoccupante nei frutteti, soprattutto nelle piante di melo e pero: il tessuto dei frutti in formazione viene interamente succhiato dagli insetti, causando un effetto sughero con deformazione e marcescenza. Il frutto, a quel punto, è da buttare. La cimice sta diventando un problema anche per i kiwi. Abbiamo notato le prime punture sulla scorza. I danni si vedranno a fine raccolta: adesso non si vedono perché il frutto è scuro e duro”.
Le cimici stanno comparendo anche su vigneti, pescheti e seminativi, allargandosi alla zona di Lovadina, dove stanno cominciando ad attaccare le mele. “Qui la situazione è meno critica rispetto a Nervesa, ma siamo preoccupati per l’anno prossimo – sottolinea la Kofler -. La Halys non ha antagonisti naturali e rischia di diventare una grave minaccia per i nostri raccolti: sverna nelle case e negli anfratti riparati, quindi da marzo a fine estate continua a fare uova e si riproduce in maniera massiccia. Una cimice può fare fino a 200 uova e si sposta velocemente, in sciame, percorrendo anche cinque chilometri al giorno. C’è il rischio di essere sommersi nella prossima stagione. Il guaio è che i trattamenti consentiti sono insufficienti a combattere il flagello”.
L’unica vera possibilità di lotta, attualmente, sarebbe quella di coprire gli impianti con reti chiuse, modificando e ampliando le protezioni presenti contro la grandine, ma si tratta di un investimento molto impegnativo per aziende che si sono già esposte notevolmente con le reti anti grandine e che sono in affanno per la crisi dei mercati: “I frutticoltori non hanno liquidità, perché da anni lavorano in perdita – chiarisce la presidente -. Quest’anno per le mele Golden si stanno incassando 20 centesimi al chilo, a fronte di un costo di produzione di 35-40 centesimi. L’auspicio è che la Regione si attivi in tempo per affrontare la piaga, prevedendo magari nel Psr fondi specifici per l’adeguamento delle reti”.
Originaria dell’estremo Oriente, la cimice asiatica è arrivata negli Stati Uniti nel 2010, causando danni alle produzioni agricole per 37 milioni di dollari. In Italia è giunta seguendo le vie commerciali, intrufolandosi in scatoloni, cassette e bancali. Nel 2016 la cimice asiatica, che si riproduce quattro volte tanto quella nostrana, ha procurato un danno stimato dal 20 al 40 per cento della produzione al comparto delle pere emiliano.