Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

140 opere per raccontare Le Storie dell'Impressionismo

VIAGGIO NELLA PITTURA CHE HA CREATO LA MODERNITÀ

Da venerdì a S. Caterina la rassegna di Marco Goldin


TREVISO - Un viaggio nella pittura francese lungo un secolo chiave come l'800. Non una, ma molteplici storie. Non a caso Marco Goldin ha usato il plurale per la principale mostra ("Storie dell'Impressionismo", appunto) del progetto espositivo che segna il ritorno nella sua Treviso per celebrare i vent'anni della sua società, Linea d'ombra. E a ben guardare, al complesso di Santa Caterina, non c'è solo Impressionismo: “ma tutto quanto fa pittura, nella Francia dell'Ottocento”. Dove idee, stili, sperimentazioni, tendenze culturali ed artistiche si sovrapponevano e si intersecavano. “In quel momento straordinario, Parigi era come la Firenze del 400 o la Venezia del '500”. Per questo la mostra non segue un filo cronologico, ma procede per sezioni tematiche. Sei: il ritratto, la figura in plein air, la natura morta, il paesaggio (52 opera, una mostra nella mostra), l'Impressionismo in pericolo, ovvero la crisi del plein air, e infine, gli anni estremi di Cezanne. Dalle prime opere di Ingres, ancora osannate dai pittori del Salon, alle soglie della Grande guerra con le ninfee e il grande salice dello stagno di Giverny che Monet smaterializza in una pura pioggia di colore, virando ormai verso l'antinaturalismo, o le anticipazioni di Cubismo di Cezanne. "Perchè l'Impressionismo non è il passato: qui nascono i germi della modernità". In mezzo il realismo di Courbet, la fantasmagorica stagione del ritratto di Manet, Degas, Renoir, alcuni Pizzarro e Sisley meno noti, ma di commovente poesia. Alle volte anche con accostamenti all'apparenza choc come i cipressi di Van Gogh e quelli “accademici” di Ingres. E poi ancora le stampe giapponesi, su tutte la celeberrima onda di Hokusai (in dialogo con quella di Courbet), a ricordare la passione per l'arte dell'Estremo Oriente degli Impressionisti. In totale 140 opere, quasi tutti dipinti, ma anche fotografie e incisioni a colori su legno provenienti da grandi musei e collezioni pubbliche e private di mezzo mondo. Con in più anche l'ulteriore esposizione finale, nella sala ipogea, dedicata alla pittura italiana del secondo Novecento “Da Guttuso a Vedova a Schifano”, mentre il prologo del percorso è costituito da tre capolavori, un Tiziano, un Rubens e un Rembrandt dalla Galleria Nazionale Scozzese, “regalo” per ricordare tutti i musei e le istituzioni che hanno collaborato concedendo i loro prestiti in questi vent'anni.
Una rassegna- kolossal (come l'ha definita lo stesso curatore) si presta a innumerevoli piani di godimento: “Ho voluto fare una mostra con una forte componente didattica, per chi vuole vedere 140 cose stupende come in un museo e chi invece può trovare varie letture”.

L'esposizione aprirà ufficialmente al pubblico venerdì 28 sera (con il weekend del Pinarello Festival) e durerà fino al 17 aprile. E' promossa da Linea d’ombra e Comune di Treviso – con la fondamentale partecipazione di Segafredo Zanetti e UniCredit in qualità di Main sponsor, Generali come Special sponsor, Euromobil come Fidelity Sponsor, assieme a Unindustria Treviso e Pinarello come partner.