Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Maggiori informazioni
Golf
PILLOLE DI GOLF/147: NUOVE TECNOLOGIE, DIVERTIMENTO E SOLIDARIETÀ

Due gare speciali con Bags4dream, Fuorilimite e Par 108


MARTELLAGO - Di questi tempi, freddi e umidi, non si avverte un grosso stimolo a partecipare ad una gara di Golf, salvo che l’attrazione non sia generata dalla simpatia degli ospiti. Ecco, le persone e l’armonia tra quest’insieme di associazioni, dedite a far beneficenza...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/146: ARBITRI, GARA E SUMMIT A MODENA

Il resoconto dell'incontro annuale dell'Aiag


MODENA - L’ Associazione Italiana Arbitri Golf, che annovera 171 arbitri italiani, tra i quali il sottoscritto, tutti gli anni...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/145: ALLA DANIMARCA LA COPPA DEL MONDO

Sesta la coppia azzurra Molinari - Manassero


MELBOURNE - Completate le tappe dell’European Tour 2016, c’è ora (24-27 novembre), la 58esima edizione della Coppa del Mondo, la ISPS Handa World of Golf. Un grande torneo, completamente diverso da quelli abituali, una gara di coppia. Si gioca al Kingston Heath GC - PAR 72 di...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

Artefice del sistema sanitario, guidò la commissione sulla P2

MORTA TINA ANSELMI, PRIMA DONNA MINISTRO

Deputa Dc, si è spenta nella sua Castelfranco ad 89 anni


CASTELFRANCO VENETO - Tina Anselmi è morta nella sua casa di Castelfranco Veneto, nella notte tra lunedì e martedì. Aveva 89 anni ed era da tempo malata. E' stata la prima donna a ricoprire la carica di ministro della Il giuramento da ministro del LavoroRepubblica Italiana: nel luglio del 1976 fu nominata titolare del dicastero del Lavoro e della previdenza sociale nel governo presieduto da Giulio Andreotti.
I funerali saranno celebrati venerdì 4 novembre, nel Duomo di Castelfranco.

Esponente di spicco della Democrazia cristiana, sindacalista, più volte parlamentare e componente di governo, Tina Anselmi nasce il 25 marzo 1927 nel capoluogo castellano da una famiglia cattolica: il padre era un aiuto farmacista di idee socialiste e fu per questo perseguitato dai fascisti, la madre era casalinga e gestiva un'osteria assieme alla nonna. Frequenta il ginnasio nella città natale, quindi l'istituto magistrale a Bassano del Grappa. È qui che, il 26 settembre 1944, i nazifascisti costringono lei e altri studenti ad assistere all'impiccagione di 31 prigionieri per la rappresaglia che chiude i giorni truci della strage di Bassano, perpetrata sul Grappoa e nella Pedemontana: decide così di prender parte attivamente alla Resistenza.

STAFFETTA PARTIGIANA - Con il nome di battaglia di «Gabriella» diventa staffetta della brigata Cesare Battisti al comando di Gino Sartor, quindi passa al Comando regionale veneto del Corpo volontari della libertà. Intanto, nel dicembre dello stesso 1944, s'iscrive alla Democrazia Cristiana e partecipa attivamente alla vita del partito. Dopo la guerra si laurea in Lettere all'Università Cattolica di Milano, divenendo insegnante elementare. Nello stesso periodo è impegnata nell'attività sindacale in seno alla Cgil e poi, dalla sua fondazione nel 1950, alla Cisl.
Dal 1958 al 1964 è incaricata nazionale dei giovani nella Dc, è deputata dal 1968 al 1992, per sei legislature, eletta sempre nella circoscrizione Venezia- Treviso: nel corso del suo lungo mandato parlamentare ha fatto parte delle commissioni Lavoro e previdenza sociale, Igiene e sanità, Affari sociali. Si occupa molto dei problemi della famiglia e della donna: si deve a lei la legge sulle pari opportunità.

PRIMO MINISTRO ROSA - Per tre volte sottosegretaria al ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, dal 29 luglio 1976 è ministro del Lavoro e della previdenza nel governo Andreotti III. Fatto storico: prima di allora, mai un ministero era stato affidato ad una donna. Rimase in carica fino all'11 marzo 1978, quando venne nominata ministro della Sanità nei successivi quarto e quinto esecutivi Andreotti. In questa veste è tra i principali artefici della riforma che introduce il Servizio Sanitario Nazionale. Nel 1981, nel corso della VIII legislatura, è nominata presidente della Commissione d'inchiesta sulla loggia massonica P2, che termina i lavori nel 1985. Negli anni il suo nome è circolato più volte per la presidenza della Repubblica.

I MESSAGGI DI CORDOGLIO - Cordoglio per la scomparsa dell'esponente politica trevigiana è stato espresso da tutte le più alte cariche dello Stato e dai rappresentanti della politica veneta e trevigiana. Messaggi sono stati inviati, anche tramite i social network, tra dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, da quello della Camera, Laura Boldrini e dalla segretaria generale della Cisl, Anna Maria Furlan.
"Tina Anselmi una grande donna, capace di meritare e infondere fiducia - sottolinea Giovanni Manildo, sindaco di Treviso -. Di lei mi ha sempre colpito la grandissima semplicità che manteneva intatta in ogni occasione e a tutti i livelli. Il primo ministro donna della Repubblica è stata una grande protagonista nella lotta per i diritti delle donne e le pari opportunità. Un impegno che si traduceva anche a livello locale: ricordo con affetto il lavoro del gruppo di donne di Gioconda Mangiavacchi 'Donne e Società' di cui Tina Anselmi faceva parte e ne era l'ispiratrice. Un grande esempio positivo di Politica Alta per tutti. Ci mancherà davvero". Aggiunge il vicesindaco Roberto Grigoletto: "Ciao Tina. L'Italia perde uno dei più grandi esempi di onestà, di servizio assoluto e disinteressato al bene comune. Per chi come noi ha frequentato la tua scuola continuerai a rappresentare il faro dell'impegno in politica. Grazie".

Per Luca Zaia, presidente della Regione, Tina Anselimi è stata "una donna veneta che ha scritto una pagina importante della storia del nostro Paese e di cui il Veneto deve andare orgoglioso”. “In un periodo buio della Repubblica ha avuto il grande merito di porsi con la sua onestà e la sua correttezza al servizio delle Istituzioni, come Presidente della commissione P2 – prosegue il governatore  –. Al di là del merito di aver sempre mantenute saldissime le sue radici in un Veneto intriso, come lei, di forti valori popolari e solidaristici, al di là anche del riconoscimento a una giovanissima staffetta partigiana che lottò contro l’occupazione delle nostre terre, una dura Resistenza che le donne venete combatterono nelle case e nelle famiglie, vorrei qui rendere soprattutto omaggio al simbolo ante litteram dell’emancipazione femminile, all’antesignana del riconoscimento della donna in campo politico e sociale".
"Una grande donna, una grande veneta di cui andare tutti orgogliosi – conclude Zaia –. Una donna, una veneta, che ha attraversato per decenni la politica nazionale in ruoli di responsabilità e visibilità senza essere mai neppure sfiorata da sospetti e allusioni”.

Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso e sindaco di Castelfranco, città in cui Anselmi era nata ed ha sempre vissuto, la ricorda come "donna delle istituzioni, autorevole, di forte personalità, prima donna ministro della Repubblica e grande protagonista della vita politica". "Lascia un ricordo indelebile per il suo alto senso civico - ribadisce Marcon -, in provincia di Treviso e nella sua Castelfranco Veneto, per tutti i cittadini e per quanti hanno a cuore il bene comune e il prestigio delle istituzioni".