Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Maggiori informazioni
Golf
CAMPI DA GOLF/15: GOLF CLUB PUNTA ALA

Sulla costa della Maremma un percorso impegnativo e spettacolare


PUNTA ALA - Da sempre la Toscana è conosciuta per essere una splendida regione. Si arriva in Maremma, e la cosa ha, per certi aspetti, una connotazione ancora maggiore. A sud del golfo di Follonica troviamo Castiglione della Pescaia, e subito si arriva a Punta Ala, un tempo chiamata...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/169: SPETTACOLO E INNOVAZIONE: ╚ GOLFSIXES

A Londra, l'European Tour sperimenta una nuova formula


LONDRA - Al Centurion Club di St. Albands, a Londra, l’evento inaugurale di questo rivoluzionario agone, il “GolfSixes”, che assegna un premio di un milione di euro. Con tale torneo Keith Pelley, il ceo del Tour Europeo, intende rinnovare un po’ gli schemi...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/168: FESTA IN PIAZZA A MARTELLAGO CON IL GOLF

Anche lo sport protagonista nella tradizionale manifestazione nella cittadina veneziana


MARTELLAGO - Martellago è una cittadina dell’entroterra veneziano vocata e particolarmente attenta al settore primario, l’agricoltura. Gli abitanti sono laboriosi, e attaccati alle memorie del passato. Nel 1945, alla fine del disastroso conflitto mondiale, entrò in uso per...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

700 ettari dove si conservano gli ultimi "campi chiusi"

PAL┘ DEL QUARTIER DEL PIAVE, TESORO A RISCHIO BANALIZZAZIONE

Fondazione Benetton dedica un incontro pubblico martedý


TREVISO - Quasi settecento ettari di terreno suddivisi in quattro comuni trevigiani: Farra di Soligo, Sernaglia della Battaglia, Moriago della Battaglia e Vidor, che rappresentano un paesaggio agrario dalla lunga storia, oggi minacciato dal rischio di banalizzazione. Martedì 8 novembre, alle 17, negli spazi Bomben di Treviso, la Fondazione Benetton Studi Ricerche dedica un incontro pubblico ai Palù del Quartier del Piave.
Si tratta di un’area unica nel suo genere, caratterizzata dalla permanenza di campi chiusi: un’ordinata successione di prati disegnati da filari arborei, delimitati da canali, derivante dalle bonifiche benedettine dell’XI secolo, che trasformarono l’originaria zona paludosa in un sistema ordinato e produttivo. La storia di questo paesaggio è documentata sin dal medioevo.
Dei centinaia di proprietari, cui oggi sono affidati questi preziosi testimoni del paesaggio agrario locale, alcuni li gestiscono o tentano ancora, coraggiosamente, di farlo, mentre altri sembrano averli dimenticati e abbandonati, favorendo un cambiamento silenzioso all’insegna della semplificazione e dell’impoverimento della biodiversità.
La recente nascita del Parco dei Palù del Quartier del Piave su iniziativa dei Comuni di Sernaglia della Battaglia, Moriago della Battaglia e Vidor può diventare una valida risposta al pericolo di banalizzazione sotto la spinta dell’inarrestabile espansione del prosecco.
Su iniziativa di Paolo Favaro del Forum Salviamo il Paesaggio e del fotografo Danilo Gaiotto – che presenteranno una serie di immagini che documentano alcune trasformazioni visibili percorrendo gli itinerari turistici nell’area del Parco –, sono stati chiamati a confrontarsi sul futuro di questa vera e propria “cattedrale vegetale”: il sindaco di Sernaglia, Sonia Fregolent, in rappresentanza dei comuni del Parco; Luigi Ghizzo, studioso di questi luoghi; il fotografo Rinaldo Checuz, con una sua anticipazione sul volume in uscita dedicato ai Palù; la biologa Katia Zanatta, del gruppo di lavoro che sta studiando l’area per attestarne l’attuale stato ambientale; il funzionario della Soprintendenza competente per l’area, Fernando Fiorino, con Gianluca Salogni, funzionario del Servizio pianificazione ambientale della Regione del Veneto.
Porteranno il loro saluto: Gabriella Busetto, presidente del Fai trevigiano, e Marcello De Noni, presidente di LegAmbiente Sernaglia.
Nell’androne di palazzo Bomben saranno in mostra per l’occasione alcune incisioni sul tema dei palù gentilmente concesse da Livio Ceschin.
L'ingresso è libero.