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Golf
PILLOLE DI GOLF/146: ARBITRI, GARA E SUMMIT A MODENA

Il resoconto dell'incontro annuale dell'Aiag


MODENA - L’ Associazione Italiana Arbitri Golf, che annovera 171 arbitri italiani, tra i quali il sottoscritto, tutti gli anni promuove un incontro tra i soci in un Campo da Golf, con l’intento di far chiarezza su qualcosa di particolare emerso nella stagione. Puntualizzare,e...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/145: ALLA DANIMARCA LA COPPA DEL MONDO

Sesta la coppia azzurra Molinari - Manassero


MELBOURNE - Completate le tappe dell’European Tour 2016, c’è ora (24-27 novembre), la 58esima edizione della Coppa del Mondo, la ISPS Handa World of Golf. Un grande torneo, completamente diverso da quelli abituali, una gara di coppia. Si gioca al Kingston Heath GC - PAR 72 di...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/144: A DUBAI IL DP WORLD TOUR CHAMPIONSHIP

Vince l'inglese Fitspatrick, ad Henrik Stenson la Race to Dubai


DUBAI - Avevamo lasciato i nostri azzurri sull’European Tour al termine del Turkish Airlines Open, con la speranza che Manassero e Paratore conquistassero in Sud Africa la carta per giocare a Dubai. Paratore ce l’ha fatta, e son contento. Manassero no, e mi dispiace. Restano quindi a...continua

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L'opera sarà esposta sabato alle Gallerie dell'Accademia

CAPOLAVORO DI PIER MARIA PENNACCHI RITROVATO GRAZIE AL RESTAURO

Dopo la ripulitura, dipinto attribuito al pittore trevigiano


VENEZIA - Le Gallerie dell'’Accademia di Venezia, dirette da Paola Marini, presentano al pubblico, dopo il restauro, un dipinto su tavola di grande pregio artistico, risalente alla fine del Quattrocento, conservato in una collezione privata veneziana.
L’'opera non era più stata esibita in pubblico dal lontano 1961, quando fu esposta alla mostra mantovana dedicata ad Andrea Mantegna con l’'ipotetica attribuzione a Francesco Bonsignori, pittore veronese di stretta osservanza mantegnesca. Questa indicazione sarebbe poi stata scalzata da quella, prevalente negli studi più recenti, a Girolamo Mocetto.
L’'intervento conservativo, condotto da Claudia Vittori e diretto da Roberta Battaglia in qualità di funzionario dell’allora Soprintendenza speciale per il Patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda Lagunare, ha reso possibile la comprensione dell’'assetto originario della pala, e la sua parziale restituzione: nata come grande pala a superficie unica a destinazione ecclesiastica, raffigurante la Madonna con il Bambino in trono tra san Giovanni Battista, santo vescovo, santa Lucia, san Giovanni Evangelista e donatore, la tavola è stata pesantemente trasformata nel corso del Settecento probabilmente a seguito di un grave danno dovuto a cause non precisabili. Sezionata in tre pannelli, rimontati a forma di trittico, è stata ricoperta da una spessa ridipintura scura intesa ad occultare le parti figurate risultate frammentarie.
L'’intervento ha offerto inoltre le premesse della nuova lettura stilistica dell'’opera che viene ora riattribuita, sulla base di una puntuale lettura formale delle componenti linguistiche, al pittore trevigiano Pier Maria Pennacchi.
Si è ritenuto che l’'importanza del recupero conseguito dal restauro e l'’interesse della proposta attributiva meritassero la presentazione del lavoro entro il percorso della collezione permanente delle Gallerie dell'’Accademia. Si è scelto di esporre accanto al dipinto di collezione privata un’'opera firmata da Pennacchi, la Madonna col bambino tra i santi Giovanni Battista e Andrea gentilmente concessa in prestito dai Musei civici di Treviso, che, seppure appartenente ad una fase più avanzata della sua produzione, offre riscontri puntuali a supporto di tale proposta attributiva.
La mostra è corredata da apparati didattici relativi al restauro e da un volume di Roberta Battaglia in cui, oltre a dar conto degli aspetti tecnici legati a tale intervento, si ricostruisce la vicenda collezionistica del dipinto, si discute la complessa questione della sua originaria destinazione ecclesiastica, si argomenta la proposta attributiva supportandola con il riesame del piccolo nucleo di opere firmate da Pier Maria Pennacchi, nel tentativo di definire un percorso artistico coerente e unitario.
L’'intero progetto, comprensivo di restauro, studio e valorizzazione dell'’opera antica, costituisce certo un caso esemplare di tutela unita alla valorizzazione, attività fortemente integrate che non possono essere svolte disgiuntamente.