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Golf
PILLOLE DI GOLF/235: ALLA MONTECCHIA LA COPPA DEL MONDO DI TURKISH AIRLINES

Fa tappa in Veneto il campionato amatoriale sostenuto dalla compagnia aerea


SELVAZZANO DENTRO - Con una certa curiosità ho aderito all’invito propostomi dalla compagnia aerea, di partecipare al Turkish Airlines World Golf Cup 2018, inviatomi per tramite dell’Ufficio Stampa italiano della stessa; bello, han fatto le cose molto bene, degne del Club che li...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/234: MOLINARI DECISIVO NELLA RYDER CUP

L'azzurro trascina l'Europa alla vittoria sugli Usa


PARIGI - La tanto attesa storica sfida che ogni due anni mette in competizione gli Stati Uniti d’America e il Vecchio Continente, l’unica competizione in cui l’Europa ha una propria “Nazionale”, gioca sotto un’unica bandiera. I previsti 270mila spettatori, hanno...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/233: FEDEX CUP, IL RITORNO ALLA VITTORIA DI WOODS

Tiger trionfa ad Atlanta, classifica finale a Justin Rose


TREVISO - Istituita nel 2007, la FedEx Cup è un insieme di quattro tornei settimanali del PGA Tour; è una corposa manifestazione di Golf, con il merito di aver introdotto, per prima, il sistema playoff nel golf professionistico. Le gare infatti, quattro, che sono anche la conclusione...continua

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Da inizio anno 104 dipendenti in mobilità volontaria

GRUPPO BENETTON, LA PREOCCUPAZIONE DEI SINDACATI

Per la Cgil, le dimissioni di Alessandro "altro segno di incertezza"


TREVISO - Le dimissioni di Alessandro Benetton dal consiglio di amministrazione della principale azienda del gruppo di famiglia preoccupano i sindacati. Anzi, secondo Maria Cristina Furlan, segretaria provinciale della Filtcem, l'organizzazione dei tessili della Cgil, sono "un nuovo grave motivo di preoccupazione che si somma alle molte incertezze che si stanno accumulando da molti mesi sul futuro dell'azienda".
Ad aumentare i timori, il fatto che, secondo indiscrezioni, il figlio di Luciano avrebe deciso di fare un passo indietro perchè in disaccordo con la prospettiva di un ulteriore piano di ristrutturazione dell'azienda. Alessandro, a capo di 21 Investimenti, invece avrebbe preferito insistere con un programma di investimenti per rilanciare marchi e prodotti.
La responsabile della Filtcem trevigiana segnala anche come, dall'inizio dell'anno, siano 104 (ed altri dieci si aggiungeranno a breve) i dipendenti delle sedi di Castrette e Ponzano che hanno accettato di dimettersi, entrando in mobilità volontaria e accedendo agli incentivi. Un ulteriore sintomo dell'incertezza vissuta all'interno dell'azienda, anche per "l'assenza di un vero piano industriale e di un procedere aziendale che si fonda solo su progetti estemporanei come, ad esempio, le nuove produzioni di maglie senza cuciture della linea ' Treviso 31100'". "Non si tratta affatto di una iniziativa che intende riportare le produzioni in Italia - attacca la sindacalista - perché dietro a quei telai di ultima generazione lavora appena una ventina di persone".
Furlan, riferendo di "voci ricorrenti" in base alle quali nei primi mesi del prossimo anno si verificherebbero le dimissioni anche dell'amministratore delegato, Marco Airoldi, sottolinea come nello sciopero di pochi giorni fa per il rinnovo del contratto di lavoro del tessile alla Benetton abbia aderito "molto personale impiegatizio", di norma estraneo alle agitazioni. Questo, conclude, "a testimonianza di un clima di disagio e incertezza per il futuro della produzione e del marchio Benetton".
Per la Femca Cisl, invece, "con le informazioni disponibili in questo momento non è possibile fare una valutazione approfondita sulle motivazione ne tantomeno sugli effetti delle dimissioni. "Alessandro Benetton aveva già fatto negli anni scorsi dei passi indietro rispetto alla gestione dell'azienda, di cui era stato presidente, affidando a manager esterni tutti gli incarichi", dicono Nicola Brancher e Sergio Spiller. I rappresentanti del sindacato non vedono nell'addio dell'ex presidente un legame "con la strategia di rilancio del tessile necessaria per mantenere competitività nel mercato globale". "E' invece probabile - sottolineano - che le dimissioni facciamo parte di quel riequilibrio dei ruoli interni alla famiglia Benetton, siamo già alla terza generazione, che è in corso da tempo".