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Golf
PILLOLE DI GOLF/178: LIGNANO OPEN, IL 6░ APPUNTAMENTO DELL'ITALIAN PRO TOUR 2017

Primo l'austriaco Markus Habeler con 200 colpi, 16 sotto Par


LIGNANO - È tornata al Golf Club Lignano questo importante appuntamento. Anticipato mercoledì 19 luglio da una speciale Pro Am, ha preso il via in grande stile sul tracciato friulano, il Lignano Open, sesto torneo dell’Italian Pro Tour 2017; fa parte del circuito di gare...continua

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PILLOLE DI GOLF/177: I GIORNALISTI GOLFISTI SONO SALITI IN MONTAGNA

Ad Asiago, Petersberg e St. Vigil l'"Alps tour" dell'Aigg


TREVISO - Per il secondo anno consecutivo, con l’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti ci siamo concessi un trio di gare di montagna su mete belle e impegnative, in Veneto e in Alto Adige: il Golf Asiago nell’altipiano dei Sette Comuni, il Petersberg a Monte San Pietro - Nova...continua

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PILLOLE DI GOLF/176: IN PORTOGALLO IL CAMPIONATO EUROPEO DI GOLF PARALIMPICO

Tra i protagonisti azzurri anche Pietro Andrini di Ca' della Nave


QUINTA DO LAGO - È talvolta impressionante pensare a dove può arrivare l’essere umano con la propria volontà. Persone portatrici di gravissimi handicap, come la cecità, che riescono a praticare determinate discipline sportive, financo lo sci. In questo caso...continua

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Da inizio anno 104 dipendenti in mobilitÓ volontaria

GRUPPO BENETTON, LA PREOCCUPAZIONE DEI SINDACATI

Per la Cgil, le dimissioni di Alessandro "altro segno di incertezza"


TREVISO - Le dimissioni di Alessandro Benetton dal consiglio di amministrazione della principale azienda del gruppo di famiglia preoccupano i sindacati. Anzi, secondo Maria Cristina Furlan, segretaria provinciale della Filtcem, l'organizzazione dei tessili della Cgil, sono "un nuovo grave motivo di preoccupazione che si somma alle molte incertezze che si stanno accumulando da molti mesi sul futuro dell'azienda".
Ad aumentare i timori, il fatto che, secondo indiscrezioni, il figlio di Luciano avrebe deciso di fare un passo indietro perchè in disaccordo con la prospettiva di un ulteriore piano di ristrutturazione dell'azienda. Alessandro, a capo di 21 Investimenti, invece avrebbe preferito insistere con un programma di investimenti per rilanciare marchi e prodotti.
La responsabile della Filtcem trevigiana segnala anche come, dall'inizio dell'anno, siano 104 (ed altri dieci si aggiungeranno a breve) i dipendenti delle sedi di Castrette e Ponzano che hanno accettato di dimettersi, entrando in mobilità volontaria e accedendo agli incentivi. Un ulteriore sintomo dell'incertezza vissuta all'interno dell'azienda, anche per "l'assenza di un vero piano industriale e di un procedere aziendale che si fonda solo su progetti estemporanei come, ad esempio, le nuove produzioni di maglie senza cuciture della linea ' Treviso 31100'". "Non si tratta affatto di una iniziativa che intende riportare le produzioni in Italia - attacca la sindacalista - perché dietro a quei telai di ultima generazione lavora appena una ventina di persone".
Furlan, riferendo di "voci ricorrenti" in base alle quali nei primi mesi del prossimo anno si verificherebbero le dimissioni anche dell'amministratore delegato, Marco Airoldi, sottolinea come nello sciopero di pochi giorni fa per il rinnovo del contratto di lavoro del tessile alla Benetton abbia aderito "molto personale impiegatizio", di norma estraneo alle agitazioni. Questo, conclude, "a testimonianza di un clima di disagio e incertezza per il futuro della produzione e del marchio Benetton".
Per la Femca Cisl, invece, "con le informazioni disponibili in questo momento non è possibile fare una valutazione approfondita sulle motivazione ne tantomeno sugli effetti delle dimissioni. "Alessandro Benetton aveva già fatto negli anni scorsi dei passi indietro rispetto alla gestione dell'azienda, di cui era stato presidente, affidando a manager esterni tutti gli incarichi", dicono Nicola Brancher e Sergio Spiller. I rappresentanti del sindacato non vedono nell'addio dell'ex presidente un legame "con la strategia di rilancio del tessile necessaria per mantenere competitività nel mercato globale". "E' invece probabile - sottolineano - che le dimissioni facciamo parte di quel riequilibrio dei ruoli interni alla famiglia Benetton, siamo già alla terza generazione, che è in corso da tempo".