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Golf
PILLOLE DI GOLF/252: ISPS HANDA VIC OPER, IL PRINCIPALE TORNEO D'AUSTRALIA

Lo scozzese Law e la francese Boutier beffano i favoriti di casa


GEELONG (AUSTRALIA) - È questo il principale avvenimento golfistico in Australia, in cui, a partecipare sullo stesso campo, il “13th Beach Golf Club”, sono 156 uomini e altrettante donne, seppure, queste ultime con distanze di poco ridotte. Sono 6.214 metri per i maschi, e 6mila...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/251: LE STELLE DELL'EUROPEAN TOUR PER LA PRIMA VOLTA IN ARABIA

Dopo le polemiche sui diritti umani, Dustin Johnson vince il Saudi International


GEDDA - Una sfida ad altissimo livello, con quattro dei primi cinque giocatori della classifica mondiale: l’inglese Justin Rose, numero uno vincitore la scorsa settimana del Farmers Open, gli statunitensi Brooks Koepka numero due, Dustin Johnson, numero tre, e Bryson DeChambeau numero cinque,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/250: DECHAMBEAU RE DEL DESERT CLASSIC

Matteo Manassero invitato al Saudi International


DUBAI - Compiuto l’Abu Dhabi Championship la scorsa settimana, l’European Tour rimane negli Emirati Arabi Uniti. Si disputa ora il Dubai Desert Classic, sul percorso par settantadue dell’Emirates Golf Club. Alla celebrazione dei trent’anni, partecipano Edoardo Molinari,...continua

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Lorenzon: "Società trevigiana impaurita e politica cieca"

NELLA MARCA RIPRESA ANCORA DEBOLE E DISCONTINUA

Il 2016 della Cisl: segni positivi, ma 6mila senza lavoro


TREVISO - Il 2016 si chiude con una serie di indicatori economici in positivo per la provincia di Treviso, ma la percezione che si registra tra i lavoratori e i cittadini è che la crisi non sia finita. In effetti la grande crisi iniziata nel 2008 con il crack di Lehman Brothers continua, anche se in una forma diversa. “Prosegue - afferma Alfio Calvagna della segreteria Cisl Belluno Treviso - laddove non si è capito che il sistema economico-finanziario mondiale è cambiato, con una crisi che da economica si è trasformata in crisi competitiva del sistema-impresa”.
Ancor più dei dati economici e occupazionali, a preoccupare il segretario generale Franco Lorenzon sono gli aspetti sociali: "Vedo una società trevigiana impaurita e sfiduciata, soprattutto a causa della crisi delle banche e dell'immigrazione - sottolinea il leader sindacale -. E queste condizioni la predispongono a seguire qualisiasi imbroglione proponga soluzioni facili. Che non esistono".
In questo senso Lorenzon, richiama la classe dirigente locale, a partire dalla politica: "E' diventata cieca e ha smarrito il suo ruolo di guida: di fronte ai problemi, anzichè proporre soluzioni, cerca solo a chi attribuire la colpa"
Qualche segnale positivo, in campo economico, comunque, non manca: oltre ai principali indicatori come produzione industriale e livello di utilizzo degli impianti in crescita, diminuiscono gli ingressi in mobilità (nei primi 9 mesi del 2016 sono stati 1.027 contro i 1.154 dello stesso periodo 2015: meno 11%) e il numero delle crisi aziendali (71 a 123, meno 42%, con una conseguente riduzione dei lavoratori coinvolti da 2.302 a 1.527). Di contro, la quota di dimissioni volontarie (da parte di chi ha trovato un nuovo lavoro) è tornata ai livelli pre crisi.
Nell'anno, i licenziamenti superano ancora le assunzioni per circa 6mila unità: pur rimanendo ancora profondamente in rosso, tuttavia, il saldo si è quasi dimezzato rispetto alle 11mila dell'anno precedente.
E si registrano notevoli divergenze tra i settori e spesso anche tra le diverse aziende all'interno di uno stesso comparto: il lavoro è ripartito nell'industria alimentare, nel terziario avanzato, nei servizi alle imprese e indicazioni confortanti arrivano anche dal metalmeccanico, in particolare per la ripresa delle lavorazioni legate all'auto. Continuano, invece, a soffrire l'edilizia, il legno- arredo (fortemente legato alla prima) e il tessile.

Le tendenze contrastanti sono confermate anche ad un'analisi sulle dichiarazioni dei redditi (oltre 48mila modelli 730 nel 2016) elaborate dal Caf della Cisl trevigiana.
Da un lato, infatti, si registra un aumento percentuale delle dichiarazioni nella fascia fra i 30 e i 50 mila euro (più 6,2%) rispetto all'anno precedente e una diminuzione (-2,7%) dei redditi fra i 17.500 e i 30 mila, per effetto della stabilizzazione dei rapporti di lavoro indotta dagli sgravi contributivi previsti dal Jobs Act. “Le dichiarazioni - precisa Calvagna della segreteria Cisl Belluno Treviso - si riferiscono ai redditi percepiti nel 2015 e rispecchiano l'incremento delle assunzioni a tempo indeterminato”.
Dall'altro lato, però, prendendo in esame i dati degli ultimi 4 anni, si riscontra un aumento percentuale (+2% dal 2013 ad oggi) di lavoratori e pensionati nella fascia di reddito sotto i 7.500 euro e una uguale diminuzione delle dichiarazioni della fascia 7500-17.500, a indicare un probabile “scivolamento” nella fascia di reddito più bassa. “E' plausibile pensare - commenta Calvagna - che si tratti di una parte di quei 6.000 cittadini rimasti senza lavoro, senza pensione e senza più ammortizzatori sociali e la cui ricollocazione professionale risulta essere una delle questioni cruciali da affrontare: sono necessarie maggiori sinergie per l'attivazione di percorsi di riqualificazione e riposizionamento realmente in grado di ricollocare i lavoratori. E' anche necessario lavorare sul gap che si sta creando tra produzione e occupazione: da un lato la produzione aumenta per effetto delle nuove tecnologie, dall'altro l'occupazione poco qualificata diminuisce, mentre cresce la richiesta di specifiche figure professionali flessibili e polifunzionali”.

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