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Golf
PILLOLE DI GOLF/264: PIERO TARUFFI, L'"UOMO FRECCIA"

Un evento alla Montecchia celebra l'ingegnere- pilota


PADOVA - Atleti, piloti, e Vip al Golf della Montecchia, sabato 25 maggio, a celebrare Piero Taruffi, la “Volpe argentata”. L’evento, nella sua terza edizione, intende essere una giornata di celebrazione dell’indimenticabile pilota. Ci sarà il concorso di eleganza...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/263: IL VICENTINO MIGLIOZZI MIGLIOR AZZURRO AL CHINA OPEN

A Shenzen il finlandese Korhonen si impone al playoff sul francese Hebert


SHENZEN - Sono ben quattro gli azzurri che partecipano al Volvo China Open, evento dell’Asian Tour e dell’European Tour, in programma a Shenzhen, al Tradition at Wolong Valley, di Chengdu in Cina. È Il venticinquesimo anniversario di questo torneo, che significa scadenza molto...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/20: GOLF CLUB CASTELFALFI

Tra le colline del Chianti, il paesaggio fa dimenticare anche le difficoltà tecniche


CASTELFALFI - Si arriva a Castelfalfi, località ignota ai più, percorrendo le luminose colline del Chiantigiano che riservano splendidi scorci. Siamo a Montaione, nei pressi dei borghi di San Gimignano e di Volterra, e Castelfalfi è un piccolo villaggio medievale arroccato...continua

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Promossi da Fondazione Benetton, Cpia e Teatro del Pane

IL TEATRO SUPERA LE SBARRE ED ENTRA NEL CARCERE DI SANTA BONA

In programma spettacoli e laboratori di recitazione per i detenuti


TREVISO - Il teatro entra nel carcere di Santa Bona di Treviso. Fondazione Benetton Studi Ricerche, Centro provinciale per l’istruzione degli adulti “Alberto Manzi” e Teatro Del Pane uniscono competenze e risorse nel progetto "Le forme del teatro", con spettacoli e laboratori di formazione per i detenuti, ma anche per gli insegnanti del Cpia che operano all'interno della casa circondariale e negli altri centri.
Tra gennaio e marzo prossimi, saranno quattro gli spettacoli teatrali organizzati nella struttura di reclusione. Si comincerà venerdì 27 gennaio con il duo comico di Pordenone composto da Andrea Appi e Ramiro Besa, in arte I Papu; si proseguirà venerdì 3 febbraio con uno spettacolo dell’attore Andrea Pennacchi accompagnato dalle musiche di Sergio Marchesini; per poi concludere con  con altri due appuntamenti, in corso di definizione, in calendario venerdì 10 e 17 marzo. A margine degli eventi, gli artisti coinvolti dialogheranno con i detenuti, favorendo occasioni di confronto e riflessione.
Al fine di promuovere un coinvolgimento attivo e diretto dei destinatari dell’iniziativa, saranno proposti inoltre due laboratori di formazione teatrale, a cura dell'attore e regista Mirko Artuso, direttore artistico del Teatro Del Pane: uno si svolgerà all’interno della casa circondariale e sarà rivolto ai detenuti, a cui saranno proposti quattro appuntamenti a cadenza settimanale fra febbraio e marzo. Il secondo momento formativo, in programma nella sede del Teatro Del Pane e concentrato nell’arco di un fine settimana, è pensato per gli insegnati del CPIA.
"In ogni persona ci sono storie che aspettano di essere raccontate: si cercherà di andare alla ricerca di queste storie, senza dare per scontato i modelli culturali di appartenenza» spiega Artuso". L'obiettivo è quello di sfruttare l'ormai comprovata funzione terapeutica e pedagogica delle arti sceniche, favorendo l’espressione individuale e di gruppo, incoraggiando l’accettazione della propria individualità, attivando la creatività personale, facilitando la crescita interrelazionale e la consapevolezza personale.
"È un inizio - conferma Orazio Colosio, dirigente scolastico del Cpia -, nella speranza che il progetto possa trovare continuità e, perché no, permettere ai detenuti della Casa circondariale di Treviso, nei prossimi anni, di far conoscere alla società la realtà del carcere dando corpo e voce, su un palcoscenico, alle proprie emozioni e ai propri pensieri".
L'anno scorso nel carcere di Santa Bona era stata messa in scena la pièce "Ritorni", dedicato a due villaggi della Bosnia, a vent'anni dalla fine della guerra nell'ex Jugoslavia. "La sentita partecipazione dei detenuti - racconta il direttore della Fondazione, Marco Tamaro - e le loro manifestazioni di apprezzamento ricevute, anche per corrispondenza, nei giorni successivi alla messa in scena e all’incontro con l’attore, Filippo Tognazzo, e con uno dei protagonisti della storia narrata, Zijo Ribić, ci hanno convinto dell’utilità del linguaggio teatrale per superare barriere e aprire forme di dialogo, di condivisione e di riflessione".
È in fase di valutazione anche la proposta di uno spettacolo per gli studenti del Cpia di Treviso, da tenersi nell’auditorium degli spazi Bomben.