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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Sabato, Roberto Carlone (Banda Osiris) racconta Vivian Maier

LA RITIRATA DI RUSSIA E UNA GRANDE FOTOGRAFA SUL PALCO DEL TEATRO DEL PANE

In Neve, venerdì, le ragioni di un reduce mai tornato a casa


VILLORBA - Venerdì 20 e sabato 21 prosegue con due appuntamenti imperdibili la programmazione di gennaio al Teatro del Pane: Giovanni Betto e il suo Neve e Roberto Carlone con Gli occhi di Vivian Maier (I'm a Camera), un affascinante viaggio alla scoperta dell'intrigante figura della fotografa statunitense che ha recentemente debuttato al Teatro San Girolamo di Lucca.

Neve - con la regia Mirko Artuso, la cura della parte video di Raffaella Rivi e la costruzione delle scenografie e del disegno luci di Pierpaolo Pilla - è un racconto intenso e appassionato in cui Giovanni Betto - autore e interprete dello spettacolo - parte dalla Seconda Guerra Mondiale e, in particolare, dalla ritirata di Russia, per raccontare attraverso una sorta di flusso di coscienza che prende la forma di un dialogo immaginario tra un nonno e un nipote, le vicende drammatiche seguite alla scelta del nonno, poi dato per disperso, di non riprendere la via di casa, che hanno travolto prima una moglie, poi una figlia e, infine, un nipote; il nipote che, oggi, esige risposte. Un monologo/dialogo che spoglia la guerra della sua storicità, per farne invece un paradigma della condizione umana, fragile e illusoria.

Gli occhi di Vivian Maier (I'm a Camera) è, invece, il nuovo interessante progetto di Roberto Carlone - che ne firma la regia insieme a Caterina Cavallari - che sveste per la prima volta i panni del musicista - Carlone è, infatti, famoso per essere uno dei cinque fondatori della Banda Osiris - per cimentarsi nel racconto del caso più eclatante di fama postuma della fotografa americana, la bambinaia dalla vita enigmatica, che lasciò 150.000 fotografie la maggior parte delle quali mai sviluppate. In uno spettacolo denso di poesia, viene raccontata per la prima volta in maniera inusuale e innovativa - che unisce racconto, videomapping, fotografia e musica - e attraverso quattro personaggi molto diversi tra loro - un edicolante, lo scopritore delle sue fotografie, un fotografo acuto e l’ombra della stessa Maier - tutti interpretati da Carlone, la storia di Vivian Maier, una storia carica di domande e di mistero. Lo spettacolo - che si avvale di un team scientifico che annovera, tra gli altri, il custode e studioso del patrimonio fotografico di Maier, Jeffrey Goldstein - diviene anche una mostra e un viaggio nel mondo della fotografa, che ne esplora il lato di umanità e di poesia, senza tralasciare domane profonde sull’arte e la fotografia, la gratutità del gesto fotografico e l’attenzione alla realtà del momento unico e prezioso legato allo scatto.