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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Il volume presentanto giovedì alla Fondazione Benetton

DA DIOGENE ALLA MODA, LA RISCOPERTA DELLA SOBRIETA'

Lo storico Manlio Brusatin dedica a questa virtù il suo ultimo libro


TREVISO - Una virtù utile, anzi spesso necessaria. Anche se, soprattutto in tempi moderni, spodestata da astuzia, tradimento, addirittura dalla cattiveria. Alla sobrietà è dedicato il volume "Stile sobrio. Breve storia di un’utile virtù", edito da (Marsilio, di Manlio Brusatin, storico dell’architettura, del colore e del design, già docente al Politecnico di Milano, all’Ateneo Turritano (Sassari) e allo Iuav di Venezia, dove si è laureato con Carlo Scarpa.
Il libro verrà presentato, giovedì 19 gennaio alle 18 nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, sede della Fondazione Benetton Studi e Ricerche: l’autore ne discuterà insieme a Marco Tamaro, direttore dell'istituzione trevigiana.
Il saggio di Brusatin si sviluppa fra parola e immagine, tra aneddoti e dotte ricostruzioni, per mostrarne tutte le sfaccettature e raccontarne le vicende fino ai giorni nostri e al ritorno dell’uomo sobrio, “l’artigiano di sé” che sa creare indifferentemente con le mani o con la “scatola magica del Maker 3D”. Le origini di questa “utile virtù” sono individuate dall’autore nella Vita sobria di Alvise Cornaro (1558), in cui si spiega come prolungare l’esistenza con una dieta che diventa anche condotta morale: uno “stile” poi bollato da Nietzsche come il contrario del superuomo.
Dal cibo all’abito, dalla dimora ai colori, il saggio si sviluppa in un eccentrico dialogo fra parole e immagini, in cui si incontrano personaggi di ogni genere: da Diogene, che vive in un orcio, a san Girolamo, che si ritira in una grotta e inventa la preghiera della sobrietà, da Robinson Crusoe a Napoleone, da Canova a Van Gogh, la cui sedia di paglia nella camera di Arles interpreta lo spazio sobrio del “riposo dell’immaginazione”.
Un sottile percorso alla ricerca del senso naturale di una virtù che pretendiamo molto più dagli altri che da noi stessi.