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Golf
PILLOLE DI GOLF/243: IN AUSTRALIA LA COPPA DEL MONDO A SQUADRE

Vince il Belgio, sesta la coppia azzurra Pavan - Paratore


MELBOURNE - Ancora nel clamore del trionfo di Francesco Molinari alla Race To Dubai, i giocatori azzurri sono chiamati a un altro importante appuntamento. A Melbourne, si gioca la 59ª edizione della Isps Handa Melbourne World Cup of Golf, la Coppa del Mondo a squadre che ha luogo al...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/242: SENZA SOSTA, L'EUROPEAN TOUR RIPARTE DA HONG KONG

La prima tappa della nuova stagione all'anglo-indiano Aaron Rai


HONG KONG - Ancora in aria il fragore per il successo di Francesco Molinari, l’European Tour riparte subito per la nuova stagione 2019, come di consueto in anticipo sull’anno solare. Riprende appena una settimana dopo la conclusione del precedente torneo a Dubai, dove Francesco Molinari...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/241: MOLINARI NUMERO UNO IN EUROPA

A Dubai conclusa la stagione del circuito continentale


DUBAI - Sul percorso dello Jumeirah Golf Estates, a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, si gioca l’ultima gara stagionale, il DP World Tour Championship, che va a concludere la “Race to Dubai”, con un montepremi di otto milioni di dollari. Sono ammessi i primi sessanta della...continua

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una patologia che necessita di un coinvolgimento multidisciplinare

PROSTATE UNIT, ATTIVITÀ IN AUMENTO

Già due anni fa creato un percorso dedicato all'uomo


PIEVE DI SOLIGO - Il tumore della prostata per la sua complessità rappresenta una patologia che necessita di un coinvolgimento diagnostico e terapeutico multidisciplinare: di qui la decisione del Distretto di Pieve di Soligo dell’Ulss 2 di avviare, già due anni fa, un “percorso dedicato all’uomo” con l’attivazione della Prostate Unit, nel cui ambito i pazienti vengano seguiti da un team multidisciplinare costituito da urologi, medici nucleari, oncologi, fisiatri, anatomopatologi, psicologi, radioterapisti, fisioterapisti. “La creazione del team e l’attivazione di un percorso diagnostico terapeutico e assistenziale (PDTA) dedicato – sottolinea il direttore generale, Francesco Benazzi – ci hanno permesso di attuare una presa in carico “globale” del paziente, migliorando così la qualità della cura e dell’assistenza. I vantaggi della presa in carico globale sono numerosi per il paziente: si va dalla riduzione dei tempi di attesa a una maggiore facilità nel completare l’intero iter diagnostico-terapeutico. Una volta eseguita la visita iniziale sono gli operatori, infatti, a farsi carico di tutte le incombenze relative a prenotazioni, programmazione dei percorsi e degli eventuali ricoveri. Questa soluzione offre al paziente le migliori opportunità di ricevere le cure più appropriate e trattamenti di eccellenza. Inoltre, la collaborazione di diverse figure cliniche nella gestione della patologia diventa funzionale alla prevenzione e soluzione delle principali complicanze che potrebbero verificarsi, siano esse fisiche, emotive o psicologiche”.

Nel percorso dedicato vengono inseriti, oltre ai pazienti cui viene diagnosticato un tumore della prostata anche le persone con caratteristiche familiari o riscontri istologici tali da rendere consigliabile un monitoraggio periodico.

I DATI

Il numero dei pazienti seguiti per sospetto tumore della prostata è progressivamente aumentato: dai 326 pazienti sottoposti a biopsia per un sospetto di neoplasia nel corso del 2015 si è passati ai 416 pazienti del 2016. Un terzo dei pazienti è stato trattato con una chirurgia laparoscopica avanzata, mininvasiva 3D.

Nel 2016 i pazienti inseriti nel percorso dedicato (a seguito di biopsia positiva) sono stati 233 con un’età media di circa 70 anni; non mancano in tale casistica pazienti al di sotto dei 50, “il che testimonia – spiega Salvatore Valerio, primario dell’Unità Operativa di Urologia - una progressiva tendenza a un coinvolgimento di una popolazione più giovane, a causa dei moderni stili di vita”. Nel 2016 sono stati eseguiti 60 interventi di prostatectomia radicale, oltre il 90% dei quali effettuati in videolaparoscopia con tecnica 3D. Ventisei, invece, i pazienti che si sono avvalsi del supporto psicologico, avviato dal mese di giugno, per un totale di 44 colloqui, di cui 18 individuali, 24 di coppia e 2 con la famiglia. Solo 3 pazienti hanno avuto necessità di un terzo colloquio di supporto. “Gli importanti risultati raggiunti dalla Prostate Unit in questo primo periodo di attività – spiega Benazzi – testimoniano, oltre all’indubbia professionalità riconosciuta dai pazienti ai nostri specialisti, anche il progressivo sforzo fatto per migliorare costantemente, oltre che sul fronte della tecnologia e della clinica, anche su quello dell’umanizzazione e della personalizzazione delle cure”. Diego Berti


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