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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

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PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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una patologia che necessita di un coinvolgimento multidisciplinare

PROSTATE UNIT, ATTIVITÀ IN AUMENTO

Già due anni fa creato un percorso dedicato all'uomo


PIEVE DI SOLIGO - Il tumore della prostata per la sua complessità rappresenta una patologia che necessita di un coinvolgimento diagnostico e terapeutico multidisciplinare: di qui la decisione del Distretto di Pieve di Soligo dell’Ulss 2 di avviare, già due anni fa, un “percorso dedicato all’uomo” con l’attivazione della Prostate Unit, nel cui ambito i pazienti vengano seguiti da un team multidisciplinare costituito da urologi, medici nucleari, oncologi, fisiatri, anatomopatologi, psicologi, radioterapisti, fisioterapisti. “La creazione del team e l’attivazione di un percorso diagnostico terapeutico e assistenziale (PDTA) dedicato – sottolinea il direttore generale, Francesco Benazzi – ci hanno permesso di attuare una presa in carico “globale” del paziente, migliorando così la qualità della cura e dell’assistenza. I vantaggi della presa in carico globale sono numerosi per il paziente: si va dalla riduzione dei tempi di attesa a una maggiore facilità nel completare l’intero iter diagnostico-terapeutico. Una volta eseguita la visita iniziale sono gli operatori, infatti, a farsi carico di tutte le incombenze relative a prenotazioni, programmazione dei percorsi e degli eventuali ricoveri. Questa soluzione offre al paziente le migliori opportunità di ricevere le cure più appropriate e trattamenti di eccellenza. Inoltre, la collaborazione di diverse figure cliniche nella gestione della patologia diventa funzionale alla prevenzione e soluzione delle principali complicanze che potrebbero verificarsi, siano esse fisiche, emotive o psicologiche”.

Nel percorso dedicato vengono inseriti, oltre ai pazienti cui viene diagnosticato un tumore della prostata anche le persone con caratteristiche familiari o riscontri istologici tali da rendere consigliabile un monitoraggio periodico.

I DATI

Il numero dei pazienti seguiti per sospetto tumore della prostata è progressivamente aumentato: dai 326 pazienti sottoposti a biopsia per un sospetto di neoplasia nel corso del 2015 si è passati ai 416 pazienti del 2016. Un terzo dei pazienti è stato trattato con una chirurgia laparoscopica avanzata, mininvasiva 3D.

Nel 2016 i pazienti inseriti nel percorso dedicato (a seguito di biopsia positiva) sono stati 233 con un’età media di circa 70 anni; non mancano in tale casistica pazienti al di sotto dei 50, “il che testimonia – spiega Salvatore Valerio, primario dell’Unità Operativa di Urologia - una progressiva tendenza a un coinvolgimento di una popolazione più giovane, a causa dei moderni stili di vita”. Nel 2016 sono stati eseguiti 60 interventi di prostatectomia radicale, oltre il 90% dei quali effettuati in videolaparoscopia con tecnica 3D. Ventisei, invece, i pazienti che si sono avvalsi del supporto psicologico, avviato dal mese di giugno, per un totale di 44 colloqui, di cui 18 individuali, 24 di coppia e 2 con la famiglia. Solo 3 pazienti hanno avuto necessità di un terzo colloquio di supporto. “Gli importanti risultati raggiunti dalla Prostate Unit in questo primo periodo di attività – spiega Benazzi – testimoniano, oltre all’indubbia professionalità riconosciuta dai pazienti ai nostri specialisti, anche il progressivo sforzo fatto per migliorare costantemente, oltre che sul fronte della tecnologia e della clinica, anche su quello dell’umanizzazione e della personalizzazione delle cure”. Diego Berti


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