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Golf
PILLOLE DI GOLF/257: AL PLAYERS CHAMPIONSHIP TRIONFA RORY MCILROY

In Florida il torneo considerato il "quinto major"


FLORIDA - È questo il torneo tra i più attesi del PGA Tour, considerato quasi un quinto major. L’evento ha il montepremi più alto al mondo, ben 12,5 milioni di dollari, con prima moneta di 2.250.000. Oltre a questi, sono in palio 600 punti per la FedEx Cup, che...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/256: FRANCESCO MOLINARI CAMPIONE ALL'ARNOLD PALMER

Fantastico ultimo giro e vittoria del torinese


ORLANDO (FLORIDA) - Torna in campo Francesco Molinari. Lo fa ancora una volta nel leggendario sito di “Arnold Palmer Invitational”. Il torneo (7-10 marzo), dedicato al grande campione americano scomparso nel 2016, si gioca al Bay Hill Club & Lodge (par 72), di Orlando in Florida. Il...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/255: FRANCESCO SECCO APRE LA STAGIONE A "I SALICI"

Il club più vicino alla città di Treviso prosegue il rinnovamento


TREVISO - Golf Club “I Salici”, un bel giardino dove giocare a Golf. Per me una montagna di ricordi.Non sono del tutto compiuti gli impegnativi lavori al Golf Club “I Salici”, opere intese a rendere il club più importante nel complesso della Ghirada, la cittadella...continua

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L'ex segretario biancoceleste commenta una gara che non ci sarà

TENNI CHIUSO, CASAGRANDE: "MI PIANGE IL CUORE"

Salta Treviso-Favaro, la squadra di casa non c'è più


TREVISO - Oggi niente partita al Tenni. Si sarebbe dovuto giocare alle 15 fra Treviso e Favaro 1948, invece il Tenni resterà chiuso per la mancata presenza della squadra biancoceleste. Un punto così vergognoso non si riesce a ritrovare in tutta la storia del Calcio Treviso. Lo conferma Leandro Casagrande, memoria storica e bandiera del club: "Secondo i miei ricordi non rammento un episodio simile, e neppure prima: io come dirigente arrivai nell’88 dopo che Dino De Poli aveva salvato la società dal fallimento lasciandola al povero Zambianchi, poi ci fu davvero un fallimento, ma una roba del genere veramente non c’era mai stata. Mi piange il cuore, sono addolorato. Sapere che il mio Treviso non può scendere in campo perché non c’è più è qualcosa che mai e poi mai avrei immaginato. Io sulla mia carriera potrei scrivere un libro, al Treviso penso e spero di aver dato tanto e dal Treviso ho anche ricevuto tanto, ma a questo livello proprio non avremmo dovuto arrivare: ai primi sintomi avrei cercato di fare qualcosa, si sarebbe dovuto partire in un certo modo, con persone qualificate, che avessero voluto salvare le sorti del Treviso. Invece ciò che ho visto in questi 6-7 mesi è stato incredibile, e non lo dico perché non ci sono più, anzi ne approfitto per specificare che nessuno mi ha mandato via, la mia è stata una scelta, tant’è vero che il 26 giugno scrissi a 130 abbonati che a malincuore non sarei rimasto. Ad ogni modo che qualcuno si metta la mano sul cuore, ci sarebbe ancora qualche possibilità di salvarlo, basterebbero 3-4 imprenditori trevigiani."