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Golf
PILLOLE DI GOLF/257: AL PLAYERS CHAMPIONSHIP TRIONFA RORY MCILROY

In Florida il torneo considerato il "quinto major"


FLORIDA - È questo il torneo tra i più attesi del PGA Tour, considerato quasi un quinto major. L’evento ha il montepremi più alto al mondo, ben 12,5 milioni di dollari, con prima moneta di 2.250.000. Oltre a questi, sono in palio 600 punti per la FedEx Cup, che...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/256: FRANCESCO MOLINARI CAMPIONE ALL'ARNOLD PALMER

Fantastico ultimo giro e vittoria del torinese


ORLANDO (FLORIDA) - Torna in campo Francesco Molinari. Lo fa ancora una volta nel leggendario sito di “Arnold Palmer Invitational”. Il torneo (7-10 marzo), dedicato al grande campione americano scomparso nel 2016, si gioca al Bay Hill Club & Lodge (par 72), di Orlando in Florida. Il...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/255: FRANCESCO SECCO APRE LA STAGIONE A "I SALICI"

Il club più vicino alla città di Treviso prosegue il rinnovamento


TREVISO - Golf Club “I Salici”, un bel giardino dove giocare a Golf. Per me una montagna di ricordi.Non sono del tutto compiuti gli impegnativi lavori al Golf Club “I Salici”, opere intese a rendere il club più importante nel complesso della Ghirada, la cittadella...continua

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L'allarme di Assosport: "Intervenga l'Unione europea"

SPORTSYSTEM, EXPORT VERSO GLI USA A RISCHIO CALO DEL 15%

Conseguenza delle protezionismo voluto da Trump


TREVISO - Protezionismo Usa. Luca Businaro, presidente di Assosport, l'associazione che riunisce le industrie italiane dell'articolo sportivo, molte delel quali del distretto dello sportsystem trevigiano, lancia l'allarme sugli effetti delle politiche annunciate dal neo presidente americano Donald Trump. Il rischio è di un calo del 15% dell'export del settore oltre Atlantico. “In questi giorni siamo a Monaco di Baviera per Ispo, la maggiore fiera internazionale dell’articolo sportivo - dice Businaro . Sono presenti oltre 2000 espositori, 200 italiani di cui 60 associati ad Assosport. L’ottimismo derivante dal grande fermento e dall’elevato numero di visitatori qualificati è minato dalle vicende politiche statunitensi. Gli Usa per le nostre aziende valgono circa un 30% del volume di export".
"Il presidente Trump vuole proteggere e incentivare la produzione interna - nota il leader di Assosport- e, ad oggi, non esiste produttore di articoli sportivi di dimensioni significative che abbia gli stabilimenti negli USA. Un eventuale sbarramento tramite dei dazi avrebbe conseguenze non solo per marchi UE o cinesi ma anche per le stesse Nike o Under Armour. I player a doversi confrontare con Trump sono 3: i brand Usa che producono all’estero, quelli Europei e quelli asiatici (in gran parte cinesi). Per i primi saranno le lobby interne a doversi impegnare nella logica della contrattazione, per Cina ed Europa ci sono fondamentali distinguo.
La Cina detiene il 35% del debito USA e quindi ha un forte potere contrattuale nei suoi confronti. Ha l’interesse affinché le sue merci continuino a confluire nel mercato a stelle e strisce ma contemporaneamente non può permettersi un indebolimento del dollaro (che andrebbe ad incidere negativamente sul debito)".
"L’Europa si trova all’ennesima prova di coesione ma non può prescindere dall’apertura di un tavolo diplomatico - continua Businaro -. Arrivare ad uno scontro con Trump (anche con reciproche azioni di protezionismo) significherebbe accelerare il processo di isolazionismo e lo spostamento del baricentro mondiale sul Pacifico. In questo momento ci sono forti tensioni tra il Tycoon e Angela Merkel, accusata di adottare una politica monetaria speculativa dell’Euro che agevola eccessivamente l’export verso gli Stati Uniti.
Quello che mi auspico è che si eviti lo scontro e che si metta al lavoro la diplomazia; l’Unione Europea avrà un ruolo chiave nell’immediato futuro del comparto ed è fondamentale che intervenga il Commissario della UE per l’Industria. Il nostro settore è l’unico ch
e mantiene una crescita costante dal 2007, lo scenario di un dollaro debole e l’introduzione di dazi statunitensi vorrebbero dire una contrazione del 15% dell’export sportivo verso gli Usa".