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Golf
PILLOLE DI GOLF/219: DAI CONTI CORRENTI AL GREEN, LA SFIDA DEI BANCARI

A Ca' della Nave il torneo tra gli istituti di credito europei


MARTELLAGO - Patrocinato dalla Federazione Italiana Golf, c’è stato, al Circolo del Golf di Cà della Nave, l’incontro di Golf interbancario, tra i dipendenti degli istituti di credito d’Europa, il 17esimo, che ha impegnato il Club ospitante per cinque giornate. Si...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/218: UN GRANDE MOLINARI INFIAMMA L'OPEN D'ITALIA

La vittoria finale, però, va per un colpo al danese Olesen


SOLANO DEL LAGO (BS) - Eccoci arrivati all’Open d’Italia, il tanto atteso appuntamento, il maggiore del Golf italiano. Prologo domenica 27, in piazza Malvezzi e sul lungolago Cesare Battisti a Desenzano, era festa grande a Soiano del Lago: entusiasmo, curiosità, musica e...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/217: IL GOLF FINALMENTE VA IN TELEVISIONE

Sul campo di Ca' della Nave registrata la trasmissione di Bucarelli e Lanza


MARTELLAGO - È ben noto il disappunto del golfista che non è abbonato Sky, per non aver l’opportunità di vedere in chiaro le partite di golf nei programmi nazionali, seppur costretto a pagare il canone Rai. Non saprei a cosa ascrivere questo svantaggio sulla testa degli...continua

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Giovedì e venerdì le Giornate internazionali di studio sul paesaggio

VUOTI RIEMPITI DI SOCIALITÀ: NELLE CITTÀ RITORNANO I PRATI

Fondazione Benetton invita a rimpensare gli spazi comuni


TREVISO - Il Prato della Valle a Padova o il Prato della Fiera a Treviso ne sono esempi tuttora esistenti, ma tracce ne rimangono nei toponomi in moltissime città: dal Prater di Vienna al Prado di Madrid, dai "pré" parigini alle "Porte al prato" presenti molte cittadine della Toscana. Segno che nei secoli passati i prati urbani erano diffusi e frequentati, luoghi di mercato, tornei cavallereschi, vita pubblica. Poi l'espansione abitativa e produttiva li ha Fondazione Benetton ripensa Prato della Fiera a Trevisoprogressivamente inglobati e cancellati. Oggi permangono o ricompaiono ai margini delle città, negli insediamenti industriali abbandonati per la crisi o nelle infrastrutture di trasporto (si pensi a certi scali ferroviari) non più funzionanti. Al tempo stesso vivono una possibile rinascita, in linea con nuove esigenze del vivere urbano: prati - si badi bene - non parchi e giardini pubblici o privati. Spazi vuoti, alle volte - perchè no - lasciati con un manto erboso spontaneo,  bonariamente incolto, che però rappresentano cruciali elementi connettivi del tessuto urbano e punti di aggregazione e di socialità, dove i cittadini possono ritrovarsi.
Proprio al tema del "prato" sarà dedicata la 13esima edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio, promosse da Fondazione Benetton Studi Riceche, nella sua sede degli Spazi Bomben, a Treviso, il 16 e 17 febbraio prossimi.
"Prato è parola apparentemente banale - sottoliena il professor Luigi Latini, presidente del comitato scientifico della Fondazione e coordinatore delle Giornate - ma, oltre al riferimento alla storia delle città, rappresenta un modo di vivere insieme non supportato da un disegno vero e proprio, ma dal significato che la collettività attribuisce al luogo pubblico". E allora diventa ancor più significativa l'accezione inglese del termine, non a caso richiamata nel titolo della due giorni: "commons", in riferimento alla funzione di "bene comune" di questi spazi.
Il programma delle giornate, spiega l'altra curatrice Simonetta Zanon, prevede una successione di quattro sessioni che partono dai prati nella storia e nella L'ex aeroporto Tempelhof diventa un parcocultura del paesaggio, per passare ai modi in cui la cultura urbanistica e architettonica ne sta ripensando ruolo e immagine e l'interazione con gli abitanti. Ne discuterranno docenti ed esperti di varie discipline e di provenienza internazionale, mentre si sono già preiscritte circa 300 persone (la partecipazione è libera e aperta a tutti, fino ad esaurimento posti). Verranno portati esempi di "nuovi prati": il Museumplein, la grande spianata dei musei di Amsterdam, l'ex aeroporto di  Tempelhof a Berlino, o ancora - più vicini a noi - il Parco Nord o il Bosco in città a Milano, che ha collegato varie "radure" urbane o il Parco della Pace a Vicenza.
E anche un "caso" trevigiano: quel Prato della Fiera, su cui proprio la Fondazione Benetton ha avviato l'anno scorso un  laboratorio progettuale, in collaborazione con il Comune. "Treviso come tante città si interroga sullo svuotamento del centro e sull'utilizzo di certi spazi ' non definiti' come Prato della Fiera - ribadisce Marco Tamaro, direttore di Fondazione Benetton -. Questi spazi vanno riempiti di contenuti e funzioni, non di arredi o strutture, che anzi andrebbero tolte: non dobbiamo aver paura di spazi vuoti".