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Golf
PILLOLE DI GOLF/197: IL RITORNO DI TOGER WOODS

Il campione di nuovo sul green nel "Torneo degli eroi"


NASSAU - Un evento atteso, e da molti auspicato: il fuoriclasse Tiger Woods 41enne di Cypress (California), si rimette in gioco. È sceso in campo dal 30 novembre al 3 dicembre all’Albany Golf Course (par 72) di Nassau, a New Providence sulle isole Bahamas, praticamente a casa sua,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/196: AD ALICANTE LA SFIDA ITALIA - SPAGNA DEI GIORNALISTI

Vincono gli iberici, ma è festa per tutti


ALICANTE (SPA) - Ad Alicante, il match “Periodistas España-Italia”, la tradizionale sfida dei giornalisti spagnoli nostri antagonisti, in un clima di grande amicizia. È il più cordiale e allegro tra gli incontri internazionali che nella stagione vede i giornalisti...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/195: A DUBAI IL GRAN FINALE DELL'EUROPEAN TOUR

Rahm vince il torneo, classifica generale a Fleetwood


DUBAI - Con la disputa del DP World Tour Championship Dubai (16-19 novembre), è terminata al Jumeirah Golf Estates (Par 72), la stagione dell’European Tour cui hanno partecipato i primi sessanta classificati nell’ordine di merito della "Race To Dubai". Unico italiano in gara...continua

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Fotografie impresse su lastre metalliche mediante un procedimento artigianale

LA MUSICA SUONA NELLA FOTO DI ZAMBON

Stasera la mostrà inaugura alla Piola


TREVISO - "Strobo musica per fotogrammi" è il titolo della mostra di Marco Zambon che inaugurerà stasera all'interno della pizzeria Piola alle ore 18
Violoncelli, batterie, pianoforte e un piatto da dj "vibrano" superando le due dimensioni della stampa su zinco.

Le note, i bassi, gli accordi elettrici si "sentono" guardando le dieci immagini realizzate da Marco Zambon che vive fra amplificatori e palchi. L’occhio è quello di un esperto di musica passato dietro l’obiettivo o di un fotografo con la musica nel sangue.
La vibrazione del colpo di bacchetta sul piatto si scompone in segno fotografico reiterato, intenzionalmente. La batterista doom si trasforma in una dea Kalì contemporanea in tacchi a spillo.
La suggestione è quella del Balla futurista e del suo bassotto, di qualche fotografo visionario che nel secondo dopoguerra usa la strobo photography per catturare l’impossibile: l’arabesque di una ballerina classica, il volo del salto in alto, il giavellotto che percorre il suo arco.

Zambon nasce come esperto del suono fonico e backliner. Nel 2012 rinasce come fotografo e video maker. La musica quindi continua a essere l'elemento imprescindibile dei suoi lavori, fil rouge che anima anche gli scatti più silenziosi.

Nel periodo in cui l'artista decide di dedicarsi alle immagini prende corpo l'idea della serie di Strobo: 10 scatti che condensano una serie di istanti legati ai gesti della musica in immagini uniche. Nelle due dimensioni della fotografia trovano spazio la suggestione di un accordo di violoncello, le note volanti di un pianoforte, lo scratch ruvido di un piatto e della dj che lo suona.
Volti di musicisti che spesso quasi scompaiono per lasciare spazio al gesto artistico, alle dita che pizzicano una corda o danno una pennata circolare durante il salto di un virtuoso della Les Paul.
Volti che appartengono a chitarristi, tastieristi, produttori musicali di primissimo piano nel panorama musicale italiano e che preferiscono restare anonimi, mescolarsi, così come accade quando la lingua comune è la musica, con giovani emergenti.

La tecnica: la foto emerge da un denso fondo nero stampato su lastre di ferro zincato, un materiale che si è rivelato ideale. Gli scatti della serie Strobo sono micro storie che affiorano dal nulla, le fotografie infatti sono state impresse sulle lastre metalliche con un procedimento artigianale e unico: solo il nero del fondo è stampato. Le immagini vere e proprie guadagnano la superficie da una densa oscurità in cui l’assenza totale di luce è premessa voluta e drammatica per l’esplosione vitale di ogni scatto.

«Piola ha sempre aperto le porte all’arte e credo che organizzare una mostra in uno spazio non convenzionale significhi offrire la possibilità all’arte di entrare nel quotidiano di tanti individui. - afferma Dante Carnioato, titolare del locale - Ormai da tanti anni ospitiamo e scegliamo con cura artisti che riteniamo interessanti per la ricerca che stanno portando avanti. Uno spazio diverso da quello della galleria tradizionale consente agli artisti di esprimersi più liberamente e allo stesso tempo avvicina l’arte a tutti, anche a chi non frequenta abitualmente le mostre d’arte».