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Golf
PILLOLE DI GOLF/177: I GIORNALISTI GOLFISTI SONO SALITI IN MONTAGNA

Ad Asiago, Petersberg e St. Vigil l'"Alps tour" dell'Aigg


TREVISO - Per il secondo anno consecutivo, con l’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti ci siamo concessi un trio di gare di montagna su mete belle e impegnative, in Veneto e in Alto Adige: il Golf Asiago nell’altipiano dei Sette Comuni, il Petersberg a Monte San Pietro - Nova...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/176: IN PORTOGALLO IL CAMPIONATO EUROPEO DI GOLF PARALIMPICO

Tra i protagonisti azzurri anche Pietro Andrini di Ca' della Nave


QUINTA DO LAGO - È talvolta impressionante pensare a dove può arrivare l’essere umano con la propria volontà. Persone portatrici di gravissimi handicap, come la cecità, che riescono a praticare determinate discipline sportive, financo lo sci. In questo caso...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/175: PARLA INGLESE L'OPEN DE FRANCE

Tommy Fleetwood vince l'evento Rolex Series di Parigi


PARIGI - È partito il giorno 29 giugno a Guyancourt, al golf National nei pressi di Parigi, il maggior incontro della stagione golfistica 2017, l’evento Rolex Series del Tour europeo “Race to Dubai”, l’HNA Open de France. È una tappa importante del circuito...continua

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Fotografie impresse su lastre metalliche mediante un procedimento artigianale

LA MUSICA SUONA NELLA FOTO DI ZAMBON

Stasera la mostrà inaugura alla Piola


TREVISO - "Strobo musica per fotogrammi" è il titolo della mostra di Marco Zambon che inaugurerà stasera all'interno della pizzeria Piola alle ore 18
Violoncelli, batterie, pianoforte e un piatto da dj "vibrano" superando le due dimensioni della stampa su zinco.

Le note, i bassi, gli accordi elettrici si "sentono" guardando le dieci immagini realizzate da Marco Zambon che vive fra amplificatori e palchi. L’occhio è quello di un esperto di musica passato dietro l’obiettivo o di un fotografo con la musica nel sangue.
La vibrazione del colpo di bacchetta sul piatto si scompone in segno fotografico reiterato, intenzionalmente. La batterista doom si trasforma in una dea Kalì contemporanea in tacchi a spillo.
La suggestione è quella del Balla futurista e del suo bassotto, di qualche fotografo visionario che nel secondo dopoguerra usa la strobo photography per catturare l’impossibile: l’arabesque di una ballerina classica, il volo del salto in alto, il giavellotto che percorre il suo arco.

Zambon nasce come esperto del suono fonico e backliner. Nel 2012 rinasce come fotografo e video maker. La musica quindi continua a essere l'elemento imprescindibile dei suoi lavori, fil rouge che anima anche gli scatti più silenziosi.

Nel periodo in cui l'artista decide di dedicarsi alle immagini prende corpo l'idea della serie di Strobo: 10 scatti che condensano una serie di istanti legati ai gesti della musica in immagini uniche. Nelle due dimensioni della fotografia trovano spazio la suggestione di un accordo di violoncello, le note volanti di un pianoforte, lo scratch ruvido di un piatto e della dj che lo suona.
Volti di musicisti che spesso quasi scompaiono per lasciare spazio al gesto artistico, alle dita che pizzicano una corda o danno una pennata circolare durante il salto di un virtuoso della Les Paul.
Volti che appartengono a chitarristi, tastieristi, produttori musicali di primissimo piano nel panorama musicale italiano e che preferiscono restare anonimi, mescolarsi, così come accade quando la lingua comune è la musica, con giovani emergenti.

La tecnica: la foto emerge da un denso fondo nero stampato su lastre di ferro zincato, un materiale che si è rivelato ideale. Gli scatti della serie Strobo sono micro storie che affiorano dal nulla, le fotografie infatti sono state impresse sulle lastre metalliche con un procedimento artigianale e unico: solo il nero del fondo è stampato. Le immagini vere e proprie guadagnano la superficie da una densa oscurità in cui l’assenza totale di luce è premessa voluta e drammatica per l’esplosione vitale di ogni scatto.

«Piola ha sempre aperto le porte all’arte e credo che organizzare una mostra in uno spazio non convenzionale significhi offrire la possibilità all’arte di entrare nel quotidiano di tanti individui. - afferma Dante Carnioato, titolare del locale - Ormai da tanti anni ospitiamo e scegliamo con cura artisti che riteniamo interessanti per la ricerca che stanno portando avanti. Uno spazio diverso da quello della galleria tradizionale consente agli artisti di esprimersi più liberamente e allo stesso tempo avvicina l’arte a tutti, anche a chi non frequenta abitualmente le mostre d’arte».