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Golf
PILLOLE DI GOLF/264: PIERO TARUFFI, L'"UOMO FRECCIA"

Un evento alla Montecchia celebra l'ingegnere- pilota


PADOVA - Atleti, piloti, e Vip al Golf della Montecchia, sabato 25 maggio, a celebrare Piero Taruffi, la “Volpe argentata”. L’evento, nella sua terza edizione, intende essere una giornata di celebrazione dell’indimenticabile pilota. Ci sarà il concorso di eleganza...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/263: IL VICENTINO MIGLIOZZI MIGLIOR AZZURRO AL CHINA OPEN

A Shenzen il finlandese Korhonen si impone al playoff sul francese Hebert


SHENZEN - Sono ben quattro gli azzurri che partecipano al Volvo China Open, evento dell’Asian Tour e dell’European Tour, in programma a Shenzhen, al Tradition at Wolong Valley, di Chengdu in Cina. È Il venticinquesimo anniversario di questo torneo, che significa scadenza molto...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/20: GOLF CLUB CASTELFALFI

Tra le colline del Chianti, il paesaggio fa dimenticare anche le difficoltà tecniche


CASTELFALFI - Si arriva a Castelfalfi, località ignota ai più, percorrendo le luminose colline del Chiantigiano che riservano splendidi scorci. Siamo a Montaione, nei pressi dei borghi di San Gimignano e di Volterra, e Castelfalfi è un piccolo villaggio medievale arroccato...continua

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Fotografie impresse su lastre metalliche mediante un procedimento artigianale

LA MUSICA SUONA NELLA FOTO DI ZAMBON

Stasera la mostrà inaugura alla Piola


TREVISO - "Strobo musica per fotogrammi" è il titolo della mostra di Marco Zambon che inaugurerà stasera all'interno della pizzeria Piola alle ore 18
Violoncelli, batterie, pianoforte e un piatto da dj "vibrano" superando le due dimensioni della stampa su zinco.

Le note, i bassi, gli accordi elettrici si "sentono" guardando le dieci immagini realizzate da Marco Zambon che vive fra amplificatori e palchi. L’occhio è quello di un esperto di musica passato dietro l’obiettivo o di un fotografo con la musica nel sangue.
La vibrazione del colpo di bacchetta sul piatto si scompone in segno fotografico reiterato, intenzionalmente. La batterista doom si trasforma in una dea Kalì contemporanea in tacchi a spillo.
La suggestione è quella del Balla futurista e del suo bassotto, di qualche fotografo visionario che nel secondo dopoguerra usa la strobo photography per catturare l’impossibile: l’arabesque di una ballerina classica, il volo del salto in alto, il giavellotto che percorre il suo arco.

Zambon nasce come esperto del suono fonico e backliner. Nel 2012 rinasce come fotografo e video maker. La musica quindi continua a essere l'elemento imprescindibile dei suoi lavori, fil rouge che anima anche gli scatti più silenziosi.

Nel periodo in cui l'artista decide di dedicarsi alle immagini prende corpo l'idea della serie di Strobo: 10 scatti che condensano una serie di istanti legati ai gesti della musica in immagini uniche. Nelle due dimensioni della fotografia trovano spazio la suggestione di un accordo di violoncello, le note volanti di un pianoforte, lo scratch ruvido di un piatto e della dj che lo suona.
Volti di musicisti che spesso quasi scompaiono per lasciare spazio al gesto artistico, alle dita che pizzicano una corda o danno una pennata circolare durante il salto di un virtuoso della Les Paul.
Volti che appartengono a chitarristi, tastieristi, produttori musicali di primissimo piano nel panorama musicale italiano e che preferiscono restare anonimi, mescolarsi, così come accade quando la lingua comune è la musica, con giovani emergenti.

La tecnica: la foto emerge da un denso fondo nero stampato su lastre di ferro zincato, un materiale che si è rivelato ideale. Gli scatti della serie Strobo sono micro storie che affiorano dal nulla, le fotografie infatti sono state impresse sulle lastre metalliche con un procedimento artigianale e unico: solo il nero del fondo è stampato. Le immagini vere e proprie guadagnano la superficie da una densa oscurità in cui l’assenza totale di luce è premessa voluta e drammatica per l’esplosione vitale di ogni scatto.

«Piola ha sempre aperto le porte all’arte e credo che organizzare una mostra in uno spazio non convenzionale significhi offrire la possibilità all’arte di entrare nel quotidiano di tanti individui. - afferma Dante Carnioato, titolare del locale - Ormai da tanti anni ospitiamo e scegliamo con cura artisti che riteniamo interessanti per la ricerca che stanno portando avanti. Uno spazio diverso da quello della galleria tradizionale consente agli artisti di esprimersi più liberamente e allo stesso tempo avvicina l’arte a tutti, anche a chi non frequenta abitualmente le mostre d’arte».