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Golf
PILLOLE DI GOLF/161: AL VIA IL PRIMO PROGETTO DI LAVORO LEGATO ALLA RYDER CUP 2022

Studenti e università coinvolte per aumentare i praticanti


ROMA - Nell’ottica di sviluppare una maggior diffusione di questo sport in Italia, rendendolo sempre più popolare e accessibile, il Golf è diventato materia di studio. Gian Paolo Montali, Direttore Generale del Progetto Ryder Cup 2022, nella sala Auditorium del Palazzo delle...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/160: MATTEO MANASSERO IN LUCE NELL'INDIAN OPEN

A New Delhi trionfa l'idolo di casa Chawrasia


NEW  DELHI - Siamo ancora nelle maglie dell’Asia, bisogna attendere maggio perché il Tour Europeo che continua il suo peregrinare lontano dall’Europa, approdi nel vecchio continente. Ora, dal 9 al 12 marzo si gioca Hero Indian Open, organizzato in collaborazione con Asian...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/159: INQUIETUDINI SULLA RYDER CUP A ROMA

Il prestigioso torneo in Italia nel 2022, ma manca la fidejussione


ROMA - La più prestigiosa competizione internazionale di golf, la Ryder Cup, di cui l’Italia si è aggiudicata la candidatura per il 2022, subisce qualche tentennamento. Il 14 dicembre 2015 la FIG era riuscita a far attribuire all’Italia il diritto di essere Paese...continua

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5mila euro raccolti grazie al contributo di tante donne

LA PREVENZIONE AIUTA LA PREVENZIONE, LA CASA DI CURA GIOVANNI XXIII DONA UN ECOGRAFO ALLA LILT

Tumore alla mammella, 10% in più di pazienti guarite con la diagnosi precoce.


TREVISO - Un nuovo ecografo è stato donato alla LILT grazie al contributo di tante donne che si sono sottoposte allo screening mammografico nella Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier.

La prevenzioneha detto Gabriele Geretto, amministratore delegato della Casa di Cura - aiuta la prevenzione. Con questo motto ringraziamo le tante donne che durante il mese di ottobre dello scorso anno, scegliendo di sottoporsi alla diagnosi strumentale presso la nostra struttura, hanno contribuito a donare 5000 euro per l’acquisto di un ecografo portatile, per effettuare più capillarmente controlli di prevenzione negli ambulatori della LILT”.



La sopravvivenza al tumore, a 5 anni dalla diagnosi, è aumentata di 10 punti percentuali. A testimoniarlo il registro tumori del Veneto che ha messo a confronto il triennio 1990-1993 con il 2006-2009. Nell’arco di 16 anni si è passati da un 79,4 % all’89% di pazienti che sono riusciti a sopravvivere almeno per 5 anni. Un dato che fa capire quanto sia importante la diagnosi precoce di gravi patologie. La nostra regione da anni opera attraverso un'intensa campagna di sensibilizzazione e screening per far capire soprattutto alle donne, il cui cancro al seno risulta ancora una delle malattie più diffuse, che è più che mai necessario controllarsi e farsi controllare.

Purtroppo sono ancora molte però le donne che nonostante le cure hanno dovuto arrendersi alla malattia. Nel corso del 2013 sono stati 955 i decessi complessivi in veneto. Nel corso del 2015 si stima che, nella sola provincia di Treviso, siano stati diagnosticati 730 nuovi casi, 850 nel padovano, 898 nella provincia lagunare, 891 nel veronese, 811 nella provincia berica, 284 in quella di Rovigo e 195 nella provincia di Belluno. In totale, in Veneto, nel 2015 sono stati diagnosticati 4660 nuovi casi di tumore della mammella. 465 casi in più, pari all’11%, rispetto al 2005. Per questo continua in modo massiccio la campagna di prevenzione.
In sostanza nella nostra Regione, la probabilità di ammalarsi nel corso della vita di cancro al seno, è di una donna su nove.

La neoplasia mammaria, purtroppo in aumento, è di gran lunga il tumore più frequente nel genere femminile, sia prima che dopo i 50 anni di età. Su 100 donne che si ammalano di tumore maligno a 29 di loro viene diagnosticato il cancro della mammella (13 su 100 al colon retto, 6 su 100 al polmone, 5 su 100 alla tiroide e ancora 5 su 100 all’utero).
Inoltre, l’età di comparsa della patologia al seno si sta lievemente abbassando: 921 casi in donne tra i 25 e i 49 anni; 1949 casi in donne tra i 50 e i 69 anni e 1371 casi in donne tra i 70 e più di 85 anni.
Dati che fanno riflettere sulla necessità di fare una diagnosi precoce sempre più mirata e accurata. Senza ombra di dubbio lo screening mammografico ha contribuito alla riduzione della mortalità per carcinoma mammario, aumentando nel contempo il periodo di vita residua libera da malattia e migliorando la qualità di vita nelle donne operate per il tumore alla mammella.


Nella sua pluriennale battaglia la LILT trevigiana quest’anno ha avuto il supporto anche della Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier. Quest'ultima partecipa attivamente alla battaglia di Prevenzione, essendosi dotata di strumenti quali la Tomosintesi, detta anche mammografia 3D, che ha migliorato ulteriormente la capacità di riconoscere la presenza del carcinoma mammario.
Inoltre la Casa di Cura “Giovanni XXIII” ha realizzato di recente un progetto sperimentale per “tranquillizzare” le donne che prima dell’intervento chirurgico sono state sottoposte ad una trattamento di massaggi olistici. Il progetto “Armonia” così è stato definito, è stato attuato tra fine novembre 2016 e fine febbraio di quest’anno, su 35 donne di età compresa tra i 31 e 65 anni affette da carcinoma mammario. Il risultato è stato un netto miglioramento dello stato di ansia e della tensione pre-operatoria.