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Golf
PILLOLE DI GOLF/219: DAI CONTI CORRENTI AL GREEN, LA SFIDA DEI BANCARI

A Ca' della Nave il torneo tra gli istituti di credito europei


MARTELLAGO - Patrocinato dalla Federazione Italiana Golf, c’è stato, al Circolo del Golf di Cà della Nave, l’incontro di Golf interbancario, tra i dipendenti degli istituti di credito d’Europa, il 17esimo, che ha impegnato il Club ospitante per cinque giornate. Si...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/218: UN GRANDE MOLINARI INFIAMMA L'OPEN D'ITALIA

La vittoria finale, però, va per un colpo al danese Olesen


SOLANO DEL LAGO (BS) - Eccoci arrivati all’Open d’Italia, il tanto atteso appuntamento, il maggiore del Golf italiano. Prologo domenica 27, in piazza Malvezzi e sul lungolago Cesare Battisti a Desenzano, era festa grande a Soiano del Lago: entusiasmo, curiosità, musica e...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/217: IL GOLF FINALMENTE VA IN TELEVISIONE

Sul campo di Ca' della Nave registrata la trasmissione di Bucarelli e Lanza


MARTELLAGO - È ben noto il disappunto del golfista che non è abbonato Sky, per non aver l’opportunità di vedere in chiaro le partite di golf nei programmi nazionali, seppur costretto a pagare il canone Rai. Non saprei a cosa ascrivere questo svantaggio sulla testa degli...continua

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Confessa l'ex fidanzato 19enne, entrambi sono di origini moldave

VENTENNE INCINTA DI SEI MESI UCCISA E ABBANDONATA NEL BOSCO

Il cadavere di Irina Bacal scoperto a Formeniga, nel Vittoriese


VITTORIO VENETO - Tramortita a colpi di pietra, strangolata e abbandonata in un bosco. E' la terribile fine di una Irina Bacal, ventenne di origine moldava, ma da parecchi anni residente a Conegliano. Ad aggiungere ulteriore tragicità alla vicenda, il fatto che la giovane vittima era incinta, secondo i primi riscontri al sesto mese di gravidanza. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato nella notte tra mercoledì e giovedì, nei pressi di un fossato, sulle colline di Formeniga, frazione di Vittorio Veneto, in via Manzana.

Ad uccidere la ragazza, che viveva in un appartamento di Conegliano insieme ad alcune coinquiline e si manteneva lavorando come barista o commessa, sarebbe stato l'ex fidanzato, Mihai Savciuc, 19enne, anch'egli moldavo, studente, che vive con la famiglia a Godega di Sant'Urbano. Fermato dalla Polizia, il giovane ha ammesso il delitto ed ora si trova in carcere a Treviso. La relazione tra i due era finita lo scorso settembre: domenica sera, intorno alle 22, però, i due si sono dati appuntamento per un chiarimento. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Irina non aveva rivelato a nessuno la gravidanza, tranne all'ex fidanzato, voleva tenere il bambino, anzichè abortire come avrebbe preferito Mihai, che anzi non accettava che la ragazza si rifiutasse di assecondare la sua volontà. Raggiunto con l'auto di lui il boschetto, abituale luogo di ritrovo di coppiette, la discussione sarebbe degenerata: il 19enne ha afferrato una grossa pietra e colpito più volte alla testa la vittima, sfondandole il cranio e tramortendola. Poi l'ha finita stragolandola e ha trascinato il corpo sulla riva di un fiumiciattolo, ricoprendolo con foglie e ramaglie.
Le ha tolto da catenina e l'anello che indossava: forse per simulare una rapina finita male, forse per approfittare della situazione per racimolare un po' di denaro. Infatti ha rivenduto i gioielli ad un compro oro della zona: monili di modesto valore, in realtà, tanto da fruttare non più di qualche decina di euro.

Dopodichè, Savciuc ha continuato a condurre la vita di sempre. La madre di Irina, di professione badante (i genitori sono separati da tempo), non avendo più notizie della figlia da oltre 24 ore, martedì mattina ha sporto denuncia di scomparsa, descrivendo minuziosamente proprio i gioielli indossati dalla ragazza. Gli investigatori del commissariato di Conegliano e della Squadra Mobile della Questura di Treviso, coordinati da Claudio Di Paola, hanno avuto l'intuizione di controllare i vari esercizi nelle zona trattano oggetti in oro e hanno rapidamente individuato i monili: l'esercente, correttamente, aveva registrato le generalità del venditore, da cui gli agenti sono risaliti al 19enne. Fermato nella mattinata di mercoledì, il giovane prima ha negato, poi ha iniziato a contraddirsi e infine è crollato, confessando e conducendo i poliziotti e il pubblico ministero sul luogo del delitto.