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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Confessa l'ex fidanzato 19enne, entrambi sono di origini moldave

VENTENNE INCINTA DI SEI MESI UCCISA E ABBANDONATA NEL BOSCO

Il cadavere di Irina Bacal scoperto a Formeniga, nel Vittoriese


VITTORIO VENETO - Tramortita a colpi di pietra, strangolata e abbandonata in un bosco. E' la terribile fine di una Irina Bacal, ventenne di origine moldava, ma da parecchi anni residente a Conegliano. Ad aggiungere ulteriore tragicità alla vicenda, il fatto che la giovane vittima era incinta, secondo i primi riscontri al sesto mese di gravidanza. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato nella notte tra mercoledì e giovedì, nei pressi di un fossato, sulle colline di Formeniga, frazione di Vittorio Veneto, in via Manzana.

Ad uccidere la ragazza, che viveva in un appartamento di Conegliano insieme ad alcune coinquiline e si manteneva lavorando come barista o commessa, sarebbe stato l'ex fidanzato, Mihai Savciuc, 19enne, anch'egli moldavo, studente, che vive con la famiglia a Godega di Sant'Urbano. Fermato dalla Polizia, il giovane ha ammesso il delitto ed ora si trova in carcere a Treviso. La relazione tra i due era finita lo scorso settembre: domenica sera, intorno alle 22, però, i due si sono dati appuntamento per un chiarimento. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Irina non aveva rivelato a nessuno la gravidanza, tranne all'ex fidanzato, voleva tenere il bambino, anzichè abortire come avrebbe preferito Mihai, che anzi non accettava che la ragazza si rifiutasse di assecondare la sua volontà. Raggiunto con l'auto di lui il boschetto, abituale luogo di ritrovo di coppiette, la discussione sarebbe degenerata: il 19enne ha afferrato una grossa pietra e colpito più volte alla testa la vittima, sfondandole il cranio e tramortendola. Poi l'ha finita stragolandola e ha trascinato il corpo sulla riva di un fiumiciattolo, ricoprendolo con foglie e ramaglie.
Le ha tolto da catenina e l'anello che indossava: forse per simulare una rapina finita male, forse per approfittare della situazione per racimolare un po' di denaro. Infatti ha rivenduto i gioielli ad un compro oro della zona: monili di modesto valore, in realtà, tanto da fruttare non più di qualche decina di euro.

Dopodichè, Savciuc ha continuato a condurre la vita di sempre. La madre di Irina, di professione badante (i genitori sono separati da tempo), non avendo più notizie della figlia da oltre 24 ore, martedì mattina ha sporto denuncia di scomparsa, descrivendo minuziosamente proprio i gioielli indossati dalla ragazza. Gli investigatori del commissariato di Conegliano e della Squadra Mobile della Questura di Treviso, coordinati da Claudio Di Paola, hanno avuto l'intuizione di controllare i vari esercizi nelle zona trattano oggetti in oro e hanno rapidamente individuato i monili: l'esercente, correttamente, aveva registrato le generalità del venditore, da cui gli agenti sono risaliti al 19enne. Fermato nella mattinata di mercoledì, il giovane prima ha negato, poi ha iniziato a contraddirsi e infine è crollato, confessando e conducendo i poliziotti e il pubblico ministero sul luogo del delitto.