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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Creati un intero edificio in cristallo e un'accademia dell'arte orafa

CARRON FIRMA IL NUOVO STABILIMENTO GREEN DI BULGARI GIOIELLI

A Valenza l'ecofabbrica pił grande del settore in Europa


SAN ZENONE DEGLI EZZELINI - È stata inaugurata venerdì 17 marzo la più importante manifattura di gioielli ecosostenibile in Europa, a 18 mesi dalla posa della prima pietra, nello storico distretto orafo di Valenza, in provincia di Il nuovo stabilimento BulgariAlessandria. A consegnare il nuovo stabilimento Bulgari Gioielli, l’azienda trevigiana Carron, che ha realizzato un centro produttivo senza precedenti a livello europeo, in cui si riuniscono le più avanzate tecnologie. “Si tratta di uno stabilimento produttivo orafo ecosostenibile”, spiega l’ingegnere Genis Marchesin, project manager di Carron per l’intervento. Con una superficie di 14 mila metri quadrati e oltre 300 assunzioni previste entro il 2020, il nuovo stabilimento della maison romana di gioielli si articola in due edifici, tra valorizzazione delle radici e proiezione al futuro, inglobando anche un’Accademia per formare le nuove generazione nell’arte orafa. “La progettazione costruttiva in capo all’Impresa Carron ha portato ad una vera e propria ridefinizione strutturale ed architettonica dei fabbricati, senza alterarne l’identità”, spiega Marchesin. “Infatti, la Cascina dell’Orefice, sede del primo insediamento storico di Valenza dall’inizio dell’Ottocento, dopo la demolizione è stata ricostruita fedelmente ed ampliata, con l’integrazione di un intero volume in cristallo: la Glass House, un’estrusione tecnologica della sagoma originale, per ospitare le funzioni ricettive”. Anche l’ampliamento del secondo edificio, quello produttivo, è avvenuto con tecnologie innovative e materiali a basso impatto ambientale. “L’edificio nasce con Diego Carronl’ambizioso obiettivo di ottenere entro il 2017 la certificazione internazionale "Leadership in Energy & Environmental Design" - sottolinea il presidente dell’azienda di costruzioni Diego Carron - il sistema di rating della sostenibilità energetica ed ambientale che definisce i requisiti per costruire edifici sostenibili sia dal punto di vista energetico sia dal punto di vista del consumo di tutte le risorse ambientali coinvolte nel processo di realizzazione”. Ecco un esempio: “La provenienza dei materiali scelti nella costruzione è stata garantita entro un raggio di distanza minimo dalla Manifattura, mentre la corte interna all’edificio produttivo, di 600 metri quadrati, garantisce altissimi livelli di illuminazione e ventilazione naturale”, spiega l’ingegner Marchesin. Inoltre, il 95 per cento dei rifiuti derivanti dal cantiere in fase di costruzione è stato differenziato per il recupero, reimmettendo le risorse riciclabili nel processo produttivo e reindirizzando i materiali riutilizzabili nei siti di raccolta. Carron ha realizzato anche tutte le opere esterne, dalla viabilità funzionale all’accesso ai sotto servizi, parcheggi e sistemazione a verde. Nel cantiere sono stati impegnati un project manager, due site manager, sei assistenti e una media di 70 uomini al giorno nei primi mesi di attività, saliti poi ad oltre 180 nella fase finale. Un’opera che guarda al futuro: “La responsabilità sociale nelle costruzioni attraverso la sostenibilità si traduce nel vero sviluppo sociale ed economico”, chiude Carron.