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Golf
PILLOLE DI GOLF/166: I GIORNALISTI GOLFISTI SI SFIDANO IN EMILIA

Il Challenge Aigg fa tappa al club Le Fonti e Bologna


BOLOGNA - Siamo in Emilia, per la terza e quarta tappa del Challenge Aigg Diavolina, e la prima giornata è al Club “Le Fonti”. Ci affacciamo ai piedi dell’appennino tosco emiliano in comune di Castel San Pietro Terme, appena un po’ a est di Bologna sulla storica Via...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/165: TWENTY DOUBLE CUP, LA RYDER VENETA

Tra sport e goliardia, i "Rossi" si aggiudicano la seconda edizione della gara


VENEZIA - Una competizione speciale, festosa, trascinante! Due gruppi di amici, abituati a sfottersi goliardicamente quando giocano a Golf, dopo una partita a Jesolo lo scorso anno, hanno avuto l’idea di provar a cimentarsi in gara a squadre, al fine che le rispettive derisioni trovassero...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/164: THE MASTERS , SERGIO GARCIA È IL MIGLIORE DEI "MAESTRI"

Nel prestigioso major di Augusta, primo trionfo dello spagnolo


AUGUSTA (USA) - Siamo al primo dei quattro tornei stagionali di maggior spicco nella stagione golfistica maschile: i 4 Majors. Il Masters è torneo dal fascino antico, il più rilevante; dal 6 al 9 aprile se ne gioca l’edizione 81, sulle consuete 72 buche. È infatti l'unico...continua

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Mercoledì 5 aprile alle ore 21, nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso

A PAESAGGI CHE CAMBIANO, IL SECONDO FILM DI OVASHVILI

Termina con Corn Island la rassegna Campi lunghi: note su cinema e agricoltura


TREVISO - Con la proiezione di Corn Island di George Ovashvili (Georgia, 2015, 100’) si conclude mercoledì 5 aprile alle ore 21, nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, la rassegna cinematografica Paesaggi che cambiano, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e intitolata Campi lunghi: note su cinema e agricoltura.

Il film sarà presentato dal curatore del ciclo, Luciano Morbiato, e da Luigi Magarotto, docente di Lingua e letteratura georgiana all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

L’isola che il fiume ha creato è un’isola che il fiume può distruggere, spazzare via in un’onda di piena, travolgendo il campo di granoturco e rendendo vano il duro lavoro, di vanga, di un contadino. Come se non bastasse, il fiume divide i soldati di due eserciti che si fronteggiano dalle sponde opposte e si scambiano colpi di fucile, approdano sull’isola alla ricerca di fuggiaschi e guardano con sospetto il vecchio caparbio che semina nella tenue speranza di un raccolto. Il fiume che vediamo è l’Inguri, non molto lontano dalla sua foce nel Mar Nero: fino a pochi anni fa era fiume interno della Georgia caucasica, ora divide dalla provincia secessionista dell’Abkhazia, abitata da una maggioranza turcofona musulmana. La parabola è perfettamente plausibile e ci ricorda quanti contadini sono nelle stesse condizioni in troppe aree di crisi (di guerra) del pianeta, ma non possono fare altro che continuare a lavorare la terra.

Racconta Luciano Morbiato: «Si tratta del secondo lungometraggio di George Ovashvili, girato nel 2013-14 e uscito quasi clandestinamente in Italia nel 2015, nonostante i numerosi attestati e le partecipazioni a festival cinematografici (Crystal Globe a Karlovy Vary; candidatura all’Oscar per il miglior film straniero 2014). […] L’isola del titolo è una di quelle formate dal fiume nella stagione delle piene, dopo che le nevi del Caucaso si sciolgono trascinando e assemblando terra fertile, ma destinate a essere distrutte da una piena successiva. Su una di queste un vecchio contadino abkhazo impianta una coltivazione, preparando la terra per la semina, sarchiando le piante che nascono, aspettando di raccogliere... Lo aiuta una nipote adolescente che, come la terra, si apre a una stagione di cambiamenti, che la porterà ad allontanarsi dal mondo chiuso del nonno. Le acque che circondano il microcosmo della coltivazione sono attraversate dalle barche dei combattenti sull’una e sull’altra sponda, con sbarchi sull’isola di soldati cui il vecchio risponde con il suo caparbio lavoro di vanga: non sono gli uomini a intimorire il vecchio, ma la cieca potenza della natura».

La rassegna cinematografica Paesaggi che cambiano riprenderà nel mese di ottobre 2017.